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Economia e Finanza

ITALIA IN RECESSIONE/ Renzi ha fallito, arriverà la troika

Per ALBERTO BAGNAI, in Italia andiamo verso una nuova recessione con un calo del Pil in termini reali. Ciò non farà bene alle banche, che sono l’anello debole della nostra economia

Matteo Renzi a Cernobbio (LaPresse)Matteo Renzi a Cernobbio (LaPresse)

“In Italia andiamo verso una nuova recessione con un calo del Pil in termini reali. Questo naturalmente non farà bene alle banche, che in questo momento sono l’anello debole della nostra economia”. E’ la previsione di Alberto Bagnai, professore di politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara, secondo cui “prima o poi qualcuno dei bubboni finanziari esploderà e molto verosimilmente, come ci invitano a fare da più di sei mesi i consiglieri di Angela Merkel, l’Italia dovrà rivolgersi alla Troika. A quel punto il nostro governo sarà commissariato”. L’economia italiana si trova ad attraversare uno scenario composto da crescita zero, debito pubblico sempre più elevato e necessità di maggiore flessibilità di bilancio. Secondo i dati Istat, nel secondo trimestre 2016 il Pil italiano è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “il 2016 si chiuderà meglio del 2015 che si è chiuso meglio del 2014, del 2013 e del 2012, questo è un risultato inoppugnabile”. Mentre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è stato lapidario: “Il Pil è in crescita. Questo è il mio commento”.

Che cosa ne pensa dell’analisi di Renzi e Padoan sui dati del Pil?

Renzi e Padoan non hanno molta altra scelta se non continuare a diffondere ottimismo, che però è purtroppo ingiustificato. L’Istat elabora i suoi dati sulla base di procedure rigorose e standardizzate, sottoposte al controllo dell’Eurostat. L’analisi del dato conferma ancora una volta che la strada intrapresa dal governo con le politiche sull’offerta è sbagliata, perché a essere in sofferenza sono le voci di domanda come i consumi. Dal lato dell’offerta si registra una situazione di svantaggio del valore aggiunto industriale. Renzi e Padoan non stanno arrestando il processo di deindustrializzazione del nostro Paese.

Verso dove sta andando la nostra economia?

I dati sulle vendite relativi alla grande distribuzione nel mese di agosto indicano che perfino a Ferragosto c’è stato un ulteriore calo. Sono i dati sulla base dei quali avevo previsto una crescita zero nel secondo trimestre. L’indice sulla fiducia dei consumatori prima del terremoto era ai minimi dal 2015, e dopo il terremoto chiaramente non è migliorato. Non essendo chiaro chi pagherà i danni e se l’Europa ci metterà dei soldi, ciò aumenta la propensione di tutti a tenersi i soldi da parte.

Quali saranno le conseguenze?

Non è escluso che l’Italia rientri in recessione, e questa naturalmente per il nostro governo non è una buona cosa. Tra l’altro ciò fa capire quanto siano futili certe strategie dilatorie, come il fatto di rinviare la data del referendum costituzionale con l’accordo parziale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il tempo chiaramente gioca contro Renzi, perché il premier non è in grado di fare ripartire l’economia.

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