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FINANZA E POLITICA/ Italia, la nuova mazzata arriva dalle banche

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Angela Merkel con il "falco" Schaeuble (LaPresse)  Angela Merkel con il "falco" Schaeuble (LaPresse)

Inoltre, come ha notato Marco Onado, "poiché la banca ha dimostrato una rara capacità di essere coinvolta in tutti, ma proprio tutti gli scandali e gli illeciti finanziari degli ultimi anni, da qualche tempo è accolta nei principali mercati del mondo da un festoso tintinnio di manette. Le pesanti sanzioni pecuniarie con relativi strascichi di azioni civili di risarcimento sono diventate una delle principali voci di bilancio". Fino alla mazzata finale inflitta dalla richiesta del Dipartimento della Giustizia americano: 14 miliardi di dollari per le irregolarità commesse nella stagione dei subprime. E così, come ha scritto l'Economist, oggi la banca "è un gigante che annaspa, più uno zombie che un campione", senza un vero modello di business o una missione strategica. 

Un vero disastro, insomma, maturato attorno alla logica della crescita dimensionale e della ricerca a tutti i costi dei campioni nazionali cresciuti sotto lo sguardo benevolo dei politici e quello sonnacchioso delle autorità di vigilanza, la causa fondamentale delle debolezze attuali delle grandi banche europee. Come uscirne? La soluzione non è "meno istituti e meno filiali", cosa che porterebbe a una crescita del potere di mercato delle grandi banche, ha detto Andreas Dombret, il banchiere della Bundesbank cui è stata affidata la supervisione sulle banche. Occorre una vera e propria "dieta" per il settore, che deve raggiungere una dimensione in linea con l'economia reale. 

Perciò, niente aiuti a "dinosauri che ritengono di essere al riparo dalla minaccia di estinzione solo perché troppo grossi" e quindi immuni dai pericoli rappresentati dal debito totale, dalla competizione tecnologica, dall'invecchiamento della popolazione e dai bassi tassi d'interesse. Ma la dieta deve interessare anche gli istituti piccoli e medi, soprattutto in un Paese come l'Italia che, scrive il Financial Times, "ha più filiali bancarie che pizzerie". Anche perché la bulimia dell'Europa bancocentrica, in cui i soldi sfornati dalla Bce si fermano nelle tesorerie invece che raggiungere l'economia reale, è ben più indigesta che una Margherita o una Quattro Stagioni. 

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