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Economia e Finanza

UE vs APPLE/ Una querelle che affossa il Sud Italia

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Non ho né la strumentazione né i dati per comprendere se ed in qual misura la tassazione dell'Irlanda su Apple provochi distorsioni alla concorrenza, alla localizzazione degli investimenti, ed agli scambi internazionali. In mancanza di un trattato internazionale che renda uniformi i sistemi tributari di tutto il mondo (un incubo da Dottor Stranamore che sbriciolerebbe il principio di base della democrazia, no taxation without representation), se la Commissione Europea può dimostrato trade diversions si rivolga all'Organizzazione Internazionale del Commercio i cui organi sono preposti a giudicare in questa materia.
In effetti, nella "questione Apple" leggo non tanto una complessa controversia tributaria (che in ogni caso ha già provocato danni all'Europa minandone la certezza del diritto) ma un ulteriore tentativo della Commissione di assumere connotazioni politiche e giurisdizionali che ha sempre cercato di avere e che sono oggi più lontane in un'Europa della cooperazione intergovernativa che si profila all'orizzonte).
L'Italia non è direttamente coinvolta nella controversia. Ma se il Governo vuole essere accanto a chi rischia di restare indietro, potrebbe però porre, con forza, la questione della "fiscalità di vantaggio" per quel Mezzogiorno che minaccia di diventare uno spopolato deserto produttivo.

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