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GEO-POLITICA/ La recessione italiana e i migranti "tedeschi" rottamano la Ue

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Saranno anche ingrati, ma se la Merkel avesse fatto qualcosa per loro, l'avrebbero premiata, penso. Qui siamo ormai al corto circuito totale, viviamo in universi paralleli: da una parte il potere, dall'altra il popolo. Viviamo in un mondo dove si requisiscono caserme per accogliere uomini che arrivano da Nigeria, Mali, Marocco, Eritrea e contemporanemante si lasciano i profughi siriani nei lager gestiti sul confine da Erdogan, il quale ha oltretutto in mano il nostro destino, oltre a 6 miliardi di euro: se entro il 1° ottobre l'Ue non sblocca i visti liberi per i cittadini turchi, lui apre le frontiere con Grecia e Bulgaria. E allora non sarà emergenza, sarà il caos. 

Il 2 ottobre, poi, si vota il nuovo ballottaggio per le presidenziali in Austria e il referendum ungherese sulle quote di migranti: in caso a vincere fossero Hofer e i "no", possiamo tranquillamente dire che l'Ue come la conosciamo ora sarà morta. Si tornerà all'esclusivo interesse nazionale, si tornerà alle frontiere, si tornerà al particolarismo: e la colpa non sarà di chi ha detto democraticamente no allo status quo con il suo voto, ma di chi lo status quo lo ha reso possibile, Merkel in testa. 

E l'Italia? "L'economia italiana ha interrotto la fase di crescita e siamo in presenza di una brusca frenata, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell'offerta dalla caduta produttiva del settore industriale". Parola dell'Istat, fresca fresca di ieri. Nel report mensile, l'istituto di statistica ha spiegato che "l'indicatore anticipatore dell'economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell'economia italiana": ve la faccio breve, siamo in recessione. Davvero l'accoglienza a chi non scappa da alcuna guerra o emergenza pensate sia una priorità per la gente comune? Davvero dobbiamo mettere a repentaglio la tenuta sociale e l'ordine delle nostre città per chi arriva e si lamenta di cibo e wi-fi? Le varie AfD d'Europa nascono, crescono e campano su questo: chi evoca il pericolo neo-nazista o è disinformato o è in malafede, non esistono alternative. Per un semplice motivo: sperare di spegnere un incendio gettando benzina sul fuoco, è missione suicida in partenza. E l'Italia è socialmente ed economicamente una bomba ad orologeria innescata. 

Certo, la pax sindacale tipica di quando sale al governo la sinistra o ciò che di essa rimane, eviterà quello che una volta era denominato "autunno caldo", tanto più che la CGIL invece di pensare ai lavoratori si sta prodigando nell'ottenere la patrimoniale in cambio della non belligeranza sul referendum; ma voglio darvi una notizia: i sindacati, ormai, non contano più nulla. Basti guardare i dati delle iscrizioni, un bagno di sangue: i lavoratori, giustamente, non gli credono più e la CGIL campa ormai soltanto con i pensionati dello SPI e con la residualità di testimonianza della FIOM di Landini. 


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