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GEO-POLITICA/ La recessione italiana e i migranti "tedeschi" rottamano la Ue

Pubblicazione:martedì 6 settembre 2016

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"Non è la fine della democrazia ma gli elettori sono ingrati". Così Die Zeit, uno dei principali quotidiani tedeschi, ha presentato il voto amministrativo in Meclemburgo-Pomerania che ha visto la destra di Alternative für Deutschland (AfD) superare nei consensi la CDU di Angela Merkel, infliggendole una scottante sconfitta proprio in casa sua, la ex DDR. In effetti, che la democrazia non sia a rischio non lo dice solo il buonsenso ma anche i numeri: con il suo 30%, l'SPD è il primo partito del Lander e può scegliere se governare insieme alla CDU (19%) o alla sinistra della Linke (12,5%) ma c'è qualcosa di malato nel modo in cui i media hanno reagito ai risultati, tra l'altro ampiamente anticipati dai sondaggi. 

Che il voto di domenica sia stato caratterizzato da un forte sentimento anti-immigrazione è noto e palese ma, forse, non è l'elettorato ingrato da biasimare, semmai qualcun altro. "Le capacità dell'Unione Europea di accogliere nuove ondate di rifugiati, senza dimenticare i migranti clandestini, sono vicini al loro limite. Nel mondo ci sono 65 milioni di persone in fuga. La comunità del G20 deve condividere questa responsabilità, creare soluzioni e incoraggiare le politiche per salvare i rifugiati. Questa è una sfida globale che richiede una soluzione globale", parola del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, parlando al G20 appena concluso ad Hangzhou, in Cina. Quindi, è uno dei principali responsabili dell'Ue a dire chiaramente che siamo al collasso, al limite fisiologico: perché, quindi, un elettorato che per un quinto del totale ha deciso di dire la stessa cosa attraverso la matita copiativa sarebbe "ingrato"? 

Ma vi dirò di più e lo farò utilizzando le parole di un alto rappresentante del governo tedesco, il ministro dell'Interno, Thomas de Maizière: "Abbiamo fatto molto in Europa per migliorare la situazione dei rifugiati in Grecia. E questo deve avere delle conseguenze che permettano di rimandare i rifugiati in Grecia in accordo con il trattato di Dublino". Insomma, dopo aver fatto invadere mezza Europa con la politica delle porte aperte del 2015, la Germania capitola e pensa di rimandare in Grecia parte dei rifugiati con cui la Merkel si faceva i selfie: e sarebbe l'elettorato a essere ingrato? AfD avrà anche toni poco ortodossi ma dice una cosa chiara: basta immigrazione, prima i tedeschi. E la gente la vota: io capisco che questo possa non piacere alle anime belle, a quelle che difendono Charlie Hebdo e che sussultano ad ogni annuncio di possibile vittoria della destra, ma la realtà è ostinata e l'errore mortale che la Merkel ha compiuto lo scorso anno sarà un lascito politico che durerà per anni, a meno che non si cambi direzione immediatamente. 

Lo chiamano, spregiativamente, voto di protesta o voto di pancia ma è comunque l'espressione di ciò che la gente sente e avverte come priorità: può non piacere, ma criminalizzare come si sta facendo, utilizzando ormai la ritrita formula della "destra xenofoba e populista", porta soltanto a risultati come quelli di domenica in Meclemburgo, il Lander più povero di Germania. 


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