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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Goldman Sachs & Renzi preparano l'arrivo della troika

Matteo Renzi (LaPresse)Matteo Renzi (LaPresse)

Cosa significa? Che nonostante le pulizie di bilancio che hanno anticipato l'aumento di capitale, la quantità di immondizia presente negli stati patrimoniali di quegli istituti è enorme e serviranno almeno cinque, sei Atlante di entità ben maggiore di questa per rimettere le cose a posto, prima che un nuovo cda cominci a erogare nuovamente prestiti allegri ad amici e parenti. E stiamo parlando di Popolare di Vicenza; avete idea le proporzioni differenti che hanno le grane di MPS? E il problema sarebbe la vittoria del Sì al referendum? Perché mai? Matteo Renzi ha già detto che comunque si voterà alla scadenza naturale nel 2018, cosa cambierebbe? Cosa pensate, che quei cuor di leone della minoranza Pd facciano davvero cadere il governo e le loro diarie? Ma per favore, non ci credo nemmeno se lo vedo Cuperlo che leva la fiducia. E poi, le quattro banche salvate con ilbail-in non sono forse state prese per la collottola in quella che era una situazione ultra-emergenziale, visto che si è deciso di tosare gli obbligazionisti di domenica, altrimenti il lunedì non avrebbero riaperto le filiali? In cosa differirebbe la situazione, in caso di vittoria del No? 

Le questioni base sono due e soltanto due: reperire i soldi da mettere e avere l'ok di Bruxelles, punto. La Boschi e la sua riforma non pesano affatto sulla questione, nemmeno di striscio. Ma quanto fatto da GS ha duplice valenza: da un lato spaventare e spingere a votare per il Sì, dall'altro trovare anticipatamente un capro espiatorio in caso di incapacità di risollevare le sorti della banca senese, dovendo magari ricorrere a un bel bail-insulle subordinate. E guarda caso, un paio di giorni fa, il quotidiano La Stampa, noto per solide entrature governative, ha pubblicato un articolo nel quale si palesava l'ipotesi del ricorso al fondo salvastati (e banche) ESM per MPS, lo stesso già usato per le banche spagnole e per gli aiuti finanziari a Grecia, Irlanda, Cipro e Portogallo. 

L'utilizzo del fondo ESM per il salvataggio delle banche è sottoposto alla sottoscrizione di un memorandum of understanding tra il governo che avanza la richiesta di aiuti e le autorità europee, dove vengono stabilite le condizioni (e le contropartite) per l'erogazione del prestito da parte del fondo. Anche se per il momento ci troviamo solo nel campo delle ipotesi, il ricorso al fondo ESM sarebbe politicamente poco sostenibile in quanto, di fatto, si tratterebbe di un commissariamento dell'Italia da parte delle autorità europee. E questo aspetto rischia di assume ancor più rilevanza in vista del referendum del prossimo autunno. 

Ovviamente, a stretto giro di posta il governo ha smentito l'ipotesi con un comunicato ufficiale, ma intanto è stata messa sul piatto e si sono tastate le reazioni a caldo. Goldman Sachs, con il suo report, sta solo portando acqua al mulino della paura emergenziale del governo sul tema banche: non sanno come uscirne, se non cedendo all'arrivo della troika a Roma e allora cominciano a spargere panico e mettere le mani avanti, dando la colpa a chi ha votato No per l'arrivo di ispettori e controllori vari.