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SPY FINANZA/ Goldman Sachs & Renzi preparano l'arrivo della troika

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

A confermarlo il fatto che, a detta di GS, esisterebbe anche un lato positivo della medaglia, anche in caso il referendum venisse bocciato. Per la banca d'affari Usa, infatti, l'assist arriva da Mario Draghi e dalla Bce, la quale ormai si trova a corto di obbligazioni europee da acquistare e che a quel punto dovrà spostare l'attenzione verso i Paesi periferici dell'Eurozona, come l'Italia. Per questa ragione gli economisti non si attendono un'impennata dello spread fra Btp e Bund. Il mio articolo di ieri è sufficiente a sbugiardare questa panzana sesquipedale. Poi, però, un sussulto di dignità e un po' di realismo. Per GS, bontà loro, lo scenario italiano resta comunque difficile, visto che che gli assets rischiosi iscritti nei bilanci bancari italiani sono significativi, sia come crescita storica che rapportati ad altri Paesi europei: al netto degli accantonamenti, i non-performing loans netti sono 87 miliardi (circa il 5% del Pil), mentre i bad loans sono doppi. L'Italia, inoltre, è il Paese europeo che ha venduto buona parte delle obbligazioni bancarie alla clientela retail, con il beneplacito dei dormienti eterni di Bankitalia. Stando ai dati di Moody's aggiornati al terzo trimestre del 2015, le famiglie italiane hanno in portafoglio il 40% dei bond emessi dagli istituti di credito: parliamo di un valore quattro volte più elevato rispetto alla Germania e otto volte più alto di Spagna e Francia. Non vi pare che ci sia qualcosa di sistemicamente sbagliato nel sistema bancario italiano, altro che referendum? 

Stando ai dati pubblicati da Banca d'Italia, a valore facciale, gli italiani posseggono un terzo dei 600 miliardi di euro di bond bancari e la metà dei 60 miliardi di bond bancari subordinati. A questo riguardo, Goldman Sachs scrive che l'applicazione delle regole europee sul salvataggio delle banche, entrate in vigore nel 2016, richiede ilbail-in di almeno l'8% delle passività bancarie totali come pre-condizione per accedere ai fondi di risoluzione. Et voilà, il futuro che ci attende è scritto. Ed ecco il capolavoro di propaganda filo-governativa di Goldman Sachs: se quel bail-in si sostanziasse, si avrebbe un impatto sociale molto forte in Italia, con effetti politici importanti. Se invece il governo Renzi dovesse vincere il referendum anche per un solo voto, "riceverebbe un via libera a proseguire la sua agenda politica di riforme, così come richiesto dall'Europa e molto apprezzata dagli investitori internazionali". Giuro che non l'hanno scritto la Boschi o la Madia, l'ha scritto proprio Goldman Sachs. La stessa banca d'affari nella quale ha lavorato e di cui è stato responsabile per l'Italia e l'Europa, dal 1988 al 2006, Claudio Costamagna, attuale numero uno di Cassa Depositi e Pestiti: piccolo il mondo, non trovate? 

Cari lettori, il futuro è segnato, non state a studiare per capire cosa votare, non seguite i dibattiti: è già tutto scritto, è già tutto deciso. La troika è già qui, pronta a benedire con una carezza sul capo la prosecuzione dell'esecutivo Renzi e a massacrare i nostri conti — pubblici e correnti — in nome dell'Europa che ce lo chiede. Capito perché tanto chiasso e tanto monopolio dell'informazione per il caso Raggi-M5s? E ve lo dice uno che i grillini non vuole vederli nemmeno in fotografia ma quando è troppo, è troppo. 

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