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FINANZA E POLITICA/ Ecco perché la Bce fa il minimo garantito

Mario Draghi (LaPresse) Mario Draghi (LaPresse)

Ma è storia vecchia, così come l'invito a fare le riforme. "Prima della crisi – accenna Draghi – molti paesi hanno fatto uso della spesa pubblica badando più alla quantità di spesa che non a come si spende". In attesa che si faccia strada un atteggiamento più virtuoso non resta che la medicina delle iniezioni di denari, che pure tarda a dare risultati. E così il consiglio Bce ha confermato a zero il costo del denaro, minimo di tutti i tempi in vigore ormai da marzo; invariati anche i tassi sui depositi marginali, a -0,40% e quello sui prestiti marginali a 0,25%.

Insomma, anche nei prossimi mesi il pilota automatico del quantitative easing continuerà a lavorare giorno e notte e, se necessario, in autunno si potrà accelerare il ritmo degli acquisti. Non è una politica esaltante ma, garantisce la Bce, ha consentito di aumentare il Pil dell'Eurozona tra lo 0,5 e 0,6 annuo. Non è molto, ma è il meno peggio che si intravvede all'orizzonte. 

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