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SPY FINANZA/ Mps, la riforma che conta più della lista dei debitori

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MONTE DEI PASCHI DI SIENA. Parliamo di banche, visto che si sta discutendo il Dl che le riguarda e si propone l'ennesima commissione d'inchiesta di questa sciagurata Repubblica che ancora oggi non conosce i nome dei responsabili delle stragi, da Piazza Fontana a Brescia e Ustica. I vertici di Mps hanno opposto il vincolo della privacy alla pubblicazione dei nomi dei primi 100 debitori insolventi della banca, richiesta anche dall'Abi, scomodando per loro e la loro immagine addirittura il "rischio reputazionale". Devo ricordarmelo la prossima volta che la banca mi fa notare che sono in rosso di 50 euro e mi telefona a casa una volta al giorno. E il mio non è populismo, solo un dato di fatto, visto che lo scorso dicembre la vigilanza europea ha invitato gli istituti di credito a inseguire famiglie e imprese debitrici con telefonate a raffica, pur di accelerare il recupero delle rate scadute di mutui casa e prestiti. 

Il suggerimento degno della Stasi è contenuto a pagina 21 di un corposo documento ancora in fase di bozza - Draft guidance to banks on non-performing loans - su cui la Bce ha da poco terminato di interrogare gli istituti del Vecchio continente e che potrebbe divenire una sorta di manuale di intervento: il principio è chiaro - ovvero, più il cliente è inaffidabile, più frequentemente la banca dovrà a tempestarlo al telefono di casa o al cellulare -, però stride con alcune realtà. Prima fra tutte, il fatto che Monte dei Paschi di Siena invii mail ai propri dipendenti, minacciando provvedimenti disciplinari nei confronti di chiunque divulghi nomi di creditori che non hanno saldato il dovuto con la banca. Di fatto, se sei un povero cristo che è in ritardo con la rata del mutuo, magari perché hai perso il lavoro o il bambino è dovuto andare dal dentista, ti perseguito, se hai piazzato alla banca di Rocca Salimbeni un buffo da 500mila euro, tutelo la tua privacy e reputazione. D'altronde, è la regola di chi sa stare al mondo: se devi fare un debito, fallo grosso. Perché i debiti grossi vanno in "ristrutturazione", insomma ti coccolano cercando qualche via d'uscita, pur di portare a casa qualcosa e alla fine la fai quasi sempre franca, se invece mi devi 5mila euro, ti tolgo il sonno finché non me li ridai. Tutti. E con il beneplacito della Bce ovvero del più grande hedge fund del mondo insieme a Citadel. 

Nel manuale del perfetto Torquemada creditizio non si lascia nulla al caso, tanto che le 129 pagine del documento dettagliano in particolare tre gradi di allarme e quindi di rischio: basso, medio e alto. Come per il terrorismo. Nel primo caso - che contempla i prestiti scaduti scoperti da oltre 90 giorni e pari almeno al 5% del totale inizialmente erogato - la banca dovrà contattare famiglie e imprese debitrici a intervalli di 5-7 giorni. Una pax familiare che non si consente invece in caso di rischio medio, visto che in quel caso il telefono squillerà ogni 2-3 giorni. Si tratta delle cosiddette inadempienze probabili, cioè quando l'istituto ritiene difficile recuperare il finanziamento senza escutere le garanzie reali (per esempio, la casa oggetto del mutuo). Se il rischio è alto, invece, chiamata giornaliera: si tratta in sostanza dei finanziamenti finiti in sofferenza e quindi totalmente inesigibili. Ma siccome alla Bce la buona creanza non manca, hanno dettagliato anche gli orari in cui sarebbe opportuno contattare il cliente: dal lunedì al venerdì dalle 8 del mattino alle 9 di sera, il sabato fino alle 5 del pomeriggio e la domenica dalle dieci del mattino alle 4 del pomeriggio. Insomma, se la vostra squadra del cuore gioca il posticipo di campionato, siete tranquilli che dalla banca non rompono. Se invece gioca l'anticipo domenica all'ora di pranzo, potrebbe essere qualcos'altro e non un gol avversario, a mandarvi di traverso il pasto.


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