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Economia e Finanza

POLITICA INDUSTRIALE / Nencini (Infrastrutture): "Logistica integrata strategica per lo sviluppo italiano"

Per i 20 anni di Number 1, presieduta da RENZO SARTORI, riuniti a Roma gli stati generali della logistica italiana. Il viceministro RICCARDO NENCINI: "Investimenti di scala globale" 

Il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo NenciniIl viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini

«Dobbiamo investire molto nelle infrastrutture, soprattutto quelle dell’ultimo miglio che colleghino il ferro ai porti perché nei porti passa il 70-75 percento di merci italiane, e investire nel cargo aeroportuale per fare in modo che ci sia una grande piattaforma italiana tra Milano, Verona e i grandi porti dell’Adriatico – Venezia, Trieste fino a Ravenna – che catturi la possibilità di avere un ruolo molto importante per l’Italia all’interno della Via della Seta aperta dalla Cina verso l'Europa". Così il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini, ieri mattina nella Sala del Tempio di Adriano, a conclusione di "Venti di sfida", la festa del ventennale di Number 1.

L'appuntamento, molto partecipato, ha fin dapprincipio assunto il profilo di un high-level-seminar sullo stato dfell'arte della logistica avanzata in Italia: quella in cui Number 1, spin-off strategico dal gruppo Barilla, si è rapidamente affermata come leader nel segmento grocery . "Siamo qui – ha detto in apertura il Presidente di Number 1, Renzo Sartori (nella foto qui sotto) - perché Number 1 è riuscita a crescere fino a 600 mila metri quadri di magazzini in Italia, oltre 4.000 persone che vi lavorano, oltre 1.200 trasporti giornalieri e 55 punti di distribuzione, che si traducono in un fatturato di 260 milioni di euro, a copertura del 17 percento del mercato. Un patrimonio che abbiamo ereditato e che siamo tenuti a custodire e sviluppare. Per questo la nostra più profonda gratitudine va a quanti, prima di noi, l’hanno pensata, costituita, guidata e a quanti l’hanno traghettata lungo questi vent’anni, con il loro lavoro e con la stessa passione che anche noi mettiamo in campo ogni giorno. Essere qui oggi è stato per noi un momento di festa, ma soprattutto un momento di riflessione che ci consente di guardare al futuro per mettere a fuoco le sfide con le quali dovremo confrontarci. Vogliamo infatti continuare un percorso che è da sempre nelle corde di Number 1 rimanere nel proprio mercato, ma sempre più specializzati e soprattutto sostenibili. Perché un’impresa che cresce in modo sano e sostenibile è sorgente di benessere per tutta la società».

Un successo certificato da testimonial a cinque stelle, come Paolo Barilla, presidente del gigante alimentare; Pierluigi Bolla, amministratore delegato della Valdo Spumanti; e Mario Preve, presidente della Riso Gallo. Un giro di tavolo che ha toccato tutti i punti cardinali del Made in Italy che ruota attorno lal logistica integrata: l'innovazione tecnologica delle aziende produttrici ("Industria 4.0"), la globalizzazione come mercato naturale dell'agroalimentare Made in Italy; e la sostenibilità come drive strategico condiviso fra sistema manifatturiero e sistema distributivo.

"Come si fa a non parlare di sostenibilità oggi? E chi se ne deve occupare?", si è chiesto il professor  Alessandro Perego, responsabile Osservatori Digital innovation del Politecnico di Milano. "La risposta che danno i cittadini è: le istituzioni e le imprese. Non è quindi solo un problema solo delle istituzioni e le aziende lo comprendono: la sostenibilità è priorità strategica, non solo tema di filantropia, ma entra nella strategia aziendale si traduce in azioni. Questa è una consapevolezza sempre più chiara. E cambia anche il valore aziendale con i quale la si misura: entrano in gioco concetti come valori condivisi, capacità di mettere insieme indicatori di redditività, ma anche gli aspetti ambientali e sociali e anche capaci di misura dell’impatto sociale». La centralità del settore agroalimentare per la sostenibilità globale è evidente:: nel 2050 saranno 9,6 miliardi gli abitanti della Terra per il cui sostentamento sarà necessario un aumento del 70 percento della produzione agricola, con uno sfruttamento già potenziato al massimo che ha gravemente danneggiato il 20 percento del suolo. La produzione di cibo contribuisce al cambiamento climatico per il 31 percento del totale delle emissioni, più del riscaldamento e dei trasporti.

La sostenibilità - è stata la sintesi emersa dal tavolo - deve sempre più divenire leva di competitività delle imprese agroalimentari: significa adottare politiche decisionali che considerino l’efficienza economica, la tutela dell’ambiente, l’attenzione alla ricadute sociali. Ne consegue che la sostenibilità deve diventare fattore integrato alla visione strategica dell’azienda, allargando i suoi confini alla revisione dei processi operativi e all’integrazione di pratiche innovative volte allo sviluppo di business interamente sostenibili. E lo strumento abilitante per giungere a questo traguardo è l’innovazione. L’innovazione a servizio delle imprese per la sostenibilità agroalimentare. Queste la nuove sfide per le imprese del settore: nuove tecnologie smart per una logistica sempre più green; nuovi modelli di filiera corta e valorizzazione delle produzioni locali; nuovi processi e prodotti orientati alla circular economy; soluzioni di packaging sostenibile; modelli di riutilizzo e ridistribuzione delle eccedenze a fini sociali, considerando che 5,6 milioni di tonnellate di cibo rappresentano l’eccedenza alimentare e quindi lo spreco; programmi di sensibilizzazione e inclusione sociale.

«C’è sempre un'errata concezione del rapporto tra innovazione e tradizione in agricoltura, come se fossero due aspetti contrapposti. In realtà in agricoltura dobbiamo guardare alle tradizioni come ad innovazioni ben riuscite. L’innovazione è fondamentale per preparare l’agricoltura alle sfide future ed esiste un chiaro nesso fra innovazione, produttività e sostenibilità". Lo ha detto Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, partecipando a una tavola rotonda con vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli, il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia e Roberto Marsella, Investment Director di Cdp Equity. "Sviluppare soluzioni che combinano tutti e tre questi elementi consente agli agricoltori di produrre alimenti sicuri, sani e accessibili a tutti nel modo più sostenibile possibile. Le sfide che oggi l’agricoltura si trova a dover affrontare sono straordinarie: dai cambiamenti climatici alle difficoltà di produrre in territori con scarse risorse idriche; dall’aumento della popolazione al cambiamento delle diete per centinaia di milioni di individui che oggi hanno accesso a redditi più alti e orientano di conseguenza i loro acquisti alimentari. L'innovazione necessaria a vincere queste sfide non è solo nell'adozione di tecnologie digitali o nelle tecniche che consentono di creare nuove varietà vegetali, è anche nell'organizzazione e nella collaborazione degli agricoltori tra loro».

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