BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Le mosse pronte dei "poteri forti" dei mercati

Pubblicazione:giovedì 16 febbraio 2017

Marine Le Pen (Lapresse) Marine Le Pen (Lapresse)

Ormai è una conferma quotidiana, sta diventando quasi patetico il giochino posto in essere. I due grafici a fondo pagina sono esemplificativi. Il primo ci mostra l'ultimo check sulle possibilità di vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali francesi, il quale conferma che l'altra notte si è raggiunto il livello massimo da sempre. Non ci vuole il cervello di Marconi per capire il perché: la gente non anela a uscire dall'euro di colpo, né sbava nell'attesa di rimettere il franco nei portafogli, ma da giorni le banlieue parigine stanno letteralmente bruciando, con continui atti di vandalismo in seguito all'arresto e al pestaggio del giovane spacciatore Theo. La gente vuole legge e ordine, non il franco francese in tasca e l'unica ad aver detto che quei quartieri sono ostaggio di "immondizia" è stata Marine Le Pen. Ma si sa, i mercati sono un po' cani di Pavlov e un po' paraculi, scusate il termine, quindi reagiscono immediatamente agli stimoli che arrivano dalla politica: detto fatto, il costo per le opzioni a 3 mesi sul Cac 40, l'indice principale della Borsa francese, sono salite al massimo da 5 anni rispetto a quelle per l'Euro Stoxx 50 e il rischio di credito della Francia è salito ai massimi da 4 anni a questa parte. 

Calcolate che il primo turno si terrà il 23 aprile e il secondo il 7 maggio: cosa succederà da qui ad allora? Quali strategie di terrorismo mediatico e finanziario verranno messe in campo per evitare che i francesi abbiano il presidente che vogliono, ma che non piace ai mercati? Tanto più che tutti sanno che la Le Pen, per quanto possa vincere al primo turno, al secondo sarà schiacciata dall'ammucchiata repubblicana che convergerà sul candidato "istituzionale", chiunque esso sia. E il fatto che martedì Emmanuel Macron abbia denunciato incursioni di hacker russi nel sistema informatico del suo partito, En Marche!, la dice lunga su cosa ci aspetta e su chi muove i fili in favore nell'enfant prodige della politica transalpina. 

Il secondo grafico conferma la mia tesi. Si riferisce al sondaggio mensile condotto da Bank of America-Merrill Lynch tra i manager di fondi e chiede loro quale ritengono che sia il tail risk più probabile nel futuro prossimo: bene, per il 36% dei 175 manager interpellati, il rischio sistemico maggiore è dato dall'aumento del rischio di disintegrazione dell'eurozona a causa delle elezioni in programma nell'Ue, seguito dal 32% che teme la guerra commerciale che potrebbe essere innescata dalle politiche di Trump. Insomma, qui non si tratta di veicolare gli investimenti in modo da operare hedging su determinati rischi, qui si vogliono pilotare le elezioni attraverso il terrore, esattamente la stessa operazione che compie chi sbandiera a giorni alterni lo spauracchio delle spread. A questo punto, aboliamo il voto popolare e facciamo prima, i governi li decidano direttamente gli amministratori delegati di banche e corporations. 


  PAG. SUCC. >