BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

PIL E CONSUMI/ Quei "segni meno" dietro ai rialzi dell'Italia

Sono arrivati nuovi dati Istat sull'economia del Paese relativi ai consumi delle famiglie. Con LUIGI CAMPIGLIO abbiamo fatto il punto sulla ripresa dell'Italia

LapresseLapresse

Sono arrivati nuovi dati Istat sulla situazione economica del Paese: le spesa media mensile per consumi delle famiglie nel 2016 è cresciuta dell'1% rispetto all'anno precedente, consolidando il trend di crescita dopo il minimo toccato nel 2013. Tuttavia, ammette lo stesso Istituto nazionale di statistica, il dato è ancora inferiore a quello del 2011. Abbiamo chiesto un commento a Luigi Campiglio, Professore di Politica economica all'Università Cattolica di Milano.

Cosa pensa di questo nuovo dato sulla situazione economica del Paese?

Il livello dei consumi è cresciuto lo scorso anno. Dobbiamo però ricordarci che il nostro Paese continua a essere "al seguito" dell'economia mondiale, che nel primo semestre del 2017 ha rallentato. Dunque il dato è da accogliere con soddisfazione, anche se credo occorra guardare bene dentro a quanto ha comunicato l'Istat.

Cosa scopriremmo?

Che la spesa media mensile è aumentata dell'1% (da 2.499,37 a 2.542,38 euro), ma la spesa mediana invece è rimasta invariata, anzi è addirittura scesa dello 0,1% (da 2.143,71 a 2.141,52 euro). 

E questo cosa significa?

Il valore mediano è molto più informativo del valore medio, perché l'Istat ci sta dicendo che metà delle famiglie italiane consuma meno di 2,141,52 euro al mese, mentre l'altra metà consuma di più. Se ci si riflette è un'informazione molto più forte, perché ci sta dando un'implicita misura del grado di disuguaglianza dei consumi. Se c'è un divario tra mediana e media analogo a quello che c'è per i redditi, questo significa che sono aumentati di più i consumi sopra la mediana. 

Per quale motivo avviene tutto questo?

Si può provare a ipotizzarne uno guardando la spesa mediana per cittadinanza. Si vede infatti che quella di famiglie di soli italiani è pari a 2.219,79 euro, mentre per le famiglie di soli stranieri il dato scende a 1.275,78 euro. La differenza è di quasi 1.000 euro. Ma al di là di questa ipotesi, è un fatto che il divario tra reddito medio e reddito mediano segnala che c'è stato un maggior peso dei redditi sopra la mediana. Quindi, il divario tra spesa media e spesa mediana ci sta dicendo che chi sta sopra la spesa mediana ha marciato un filino di più di chi sta sotto. 

È comunque un dato positivo che ci sia metà della popolazione che consuma di più…

Va detto che stiamo parlando di aumenti molto piccoli. Abbiamo un timido segnale di ripresa, o meglio di non diminuzione dei consumi. Probabilmente la metà di popolazione sopra la mediana si è concessa un 1% in più. Ma c'è dietro un problema di disuguaglianza nei consumi. Se questa rifletta una disuguaglianza nei redditi, non abbiamo dati per dirlo. 

L'Istat ci ha fornito dati relativi allo scorso anno: come vede la situazione per quest'anno, per il quale la crescita è vista, dopo tanto tempo, sopra l'1%?

Il bollettino dell'Ocse dice che in Italia i consumi privati nel primo trimestre dell'anno sono aumentati. Arrancano però gli investimenti e le esportazioni nette. Mentre sono cresciute le scorte di magazzino, il che non è un buon segno. Non è da escludere che la situazione nel resto del 2017 possa migliorare e portarci a quella crescita dell'1,3% di cui si parla. Resta il fatto che avremmo ancora tanta strada da fare per recuperare terreno rispetto alla situazione pre-crisi, specie per quel che riguarda il reddito disponibile. 

(Lorenzo Torrisi)

© Riproduzione Riservata.