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Economia e Finanza

SPESOMETRO IN TILT/ Giacomo Antonio Portas della commissione parlamentare di vigilanza tuona

Spesometro in tilt: prosegue il malfunzionamento del servizio telematico per l'invio delle fatture. I professionisti protestano sui social, proroga fino al 5 ottobre e soluzioni in corso

Spesometro, foto TwitterSpesometro, foto Twitter

Lo spesometro e il relativo caos che ne è conseguito hanno profondamente scosso l'opinione pubblica. Dopo il commento del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ecco che un'altra voce importante fa sapere tutto il suo disappunto per la scottante questione. A parlare è Giacomo Antonio Portas, il Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe Tributaria. Portas ha espresso tutto il suo malcontento dicendo chiaramente che 'quanto accaduto è un fatto grave' e che cose del genere 'non devono più accadere'. La cosa più importante, per Giacomo Antonio Portas, è che vada 'tutelata la privacy' delle persone comuni, sopra ogni cosa. Il Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe Tributaria, comunque, non ha mancato di sottolineare i meriti di un sistema che negli anni 'ha compiuto decisi passi avanti nel terreno delle banche dati'. Per Portas sono stati importanti elementi come il 730 precomplilato e la fattura elettronica, chiaro segno di un progresso tecnologico italiano rispetto ai vecchi sistemi in vigore. Il tutto, in ogni caso, non scusa affatto la gravità e il disservizio arrecato ai comuni cittadini. (agg. Francesco Agostini)

IL MALCONTENTO DEL CNDCEC

Il caos derivato dal malfunzionamento dello spesometro ha creato proteste e malumori generali. Tra le varie voci di malcontento è da segnalare anche quella del CNDCEC, ossia il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. In una nota il Consiglio si è lamentato, nello specifico, delle cosiddette proproghe che sebbene siano state emesse per facilitare il compito di tutti, a conti fatti, stanno scontentando la maggioranza. Queste sono state definite dal CNDCEC 'assolutamente insufficienti', segno evidente di un malcontento generale. Anche le tempistiche per il ripristino dello spesometro hanno lasciato notevolmente a desiderare, visto che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili auspicava che i problemi 'potessero essere risolti con maggiore velocità' e che 'molto (troppo?) tempo è stato perso'. Il caos spesometro, secondo il CNDCEC, è indicativo di una mala gestione a cui il Governo in persona dovrà necessariamente porre rimedio. In particolare si è chiesta con forza la 'revisione dell'istituto' da parte della poitica, chiara dimostrazione che questo malfunzionamento ha creato un solco troppo grande e difficile da cancellare. (agg. Francesco Agostini)

I PROBLEMI RIMANGONO

Lo spesometro funziona. Anzi no. Oppure sì, ma solo in parte: diciamo che i problemi, a vedere ancora la pagina web del servizio “Fatture e Corrispettivi” non è che siano esattamente risolti alla perfezione. Come anticipava già stamane il Sole 24ore, il problema permane con il servizio dello Spesometro che scrive così agli utenti che vi accedono, «non sono disponibili le seguenti funzionalità: modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web; visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali IVA e quelle relative ai corrispettivi; precompilazione dei dati all'interno della funzionalità di generazione dati fattura». L’Agenzia delle Entrate intanto è alle prese con la messa a punto generale di tutto il servizio per far fronte alla soluzione dopo 7 giorni di tilt: sul fronte delle sanzioni invece, gli uffici dell’Agenzia hanno disposto che «ove si riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza». In questo senso, è come se venissero congelate fino al prossimo 13 ottobre, salvo discrezione degli uffici locali. (agg. di Niccolò Magnani)

SCADENZA PROROGATA AL 5 OTTOBRE

La soluzione prodotta dal Governo per ovviare al caos generato dallo Spesometro andato in tilt, è una sorta di proroga fino al prossimo 5 ottobre per la trasmissione dei dati (rispetto alla scadenza di giovedì 28 settembre). E inoltre vengono congelate le sanzioni fino al prossimo 13 ottobre: le novità però, seppure risolvono in parte il danno generato, vengono considerate insufficienti dal Consiglio nazionale dei commercialisti. La settimana di black out ancora ingiustificato ha avuto come culmine ultimo il comunicato arrivato alle 20.04 di ieri sera giunto dall’Agenzia delle Entrate: «hanno precisato che «Fatture e corrispettivi» riprenderà oggi, anche se con tutta una serie di eccezioni per consentire a Sogei di continuare a lavorare in vista di un ripristino complessivo del servizio», spiega il focus del Sole 24 ore. Non sono infatti ancora attive le modifiche dei dati fattura con l’interfaccia web, oltre alla visualizzazione delle notifiche di invio delle mere fatture elettroniche. Da ultimo, devono ancora essere sistemate le comunicazioni trimestrali Iva e quelle legate ai corrispettivi e alla precompilazione nella generazione dati fattura. (agg. di Niccolò Magnani)

IL SITO ANCORA IN TILT

Con l'avvio della nuova settimana non è cambiata la situazione per quanto riguarda lo spesometro, ancora in tilt dopo giorni in cui campeggia nell'apposita finestra dedicata alla sezione "Fatture e corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate la scritta di manutenzione. Chi infatti non ha un proprio applicativo, può utilizzare il servizio telematico per inviare tutti i dati relativi a fatture elettroniche, liquidazione Iva, fatture emesse e ricevute. Da qualche giorno e fino a questa mattina, tuttavia, ciò non è possibile e la motivazione è riassunta proprio nella scritta in bianco su sfondo blu che annuncia: "Il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione. Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione. Ci scusiamo per l’inconveniente". Come rileva il sito del Sole 24 Ore, all'annuncio non segue alcuna ulteriore informazione relativamente alle tempistiche di ripristino del servizio. I professionisti che questa mattina sono tornati al lavoro, dunque, si sono ritrovati a fare i conti con questo inconveniente non da poco.

PROFESSIONISTI PROTESTANO SUI SOCIAL

L'insofferenza di tanti professionisti si è riversata nelle passate ore proprio sui social, dove in tanti hanno cercato di ironizzare sul tilt in corso che sta coinvolgendo lo spesometro. "Mi fate sapere se per mandare #spesometro devo chiamare il Mago Silvan o devo chiedere a Dio?", chiede un utente taggando anche il ministro dell'Economia Padoan e il giornalista e fondatore di FARE, Giannino che ieri definiva il corto circuito del sistema un "nuovo flop di massa". E sempre questa mattina si rincorrono le crisi di nervi via Twitter: "Sul sito dell'Agenzia delle Entrate non un cenno al fatto che il portale Fatture e Corrispettivi non funziona... Se ne sono accorti?", domanda un altro utente sempre in riferimento all'attuale situazione spesometro. Intanto la data ultima di trasmissione delle fatture è vicina e la situazione resta critica oltre che in totale fase di stallo. Ed il silenzio dell'Agenzia delle Entrate tramite i propri canali social non fa che incrementare la situazione di assoluto sdegno che si respira in rete. Per tale ragione, ad intervenire è stato anche il presidente dell’Int (Istituto nazionale tributaristi), Riccardo Alemanno, con l'invio di una lettera indirizzata al ministero dell'Economia ed alla stessa Agenzia delle Entrate, chiedendo "la non applicazione delle sanzioni relativamente all’invio dei dati relativi al 1° semestre 2017, in scadenza il prossimo 28 settembre, o un ulteriore slittamento della scadenza". A scendere in campo anche i sindacati: Marco Cuchel, presidente dell’Anc ha definito quanto accaduto una "situazione gravissima", chiedendo anche lui lo slittamento dei termini o, in caso contrario, la possibile indizione di uno sciopero.

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