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Economia e Finanza

Aumento costo sigarette/ Marlboro, Diana, Philip Morris e altri marchi: le critiche dei consumatori

Aumento costo sigarette, Marlboro, Diana, Philip Morris e altri marchi: le critiche dei consumatori. Nella giornata di ieri aumenti per i prodotti da tabacco e le sigarette

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Incremento fra i 10 e i 20 centesimi per le sigarette. Nelle scorse ore i Monopoli di stato hanno alzato il prezzo delle sigarette e dei prodotti da tabacco, un evento che ogni qual volta che accade crea ovviamente del malcontento fra i vari consumatori. Sono infatti moltissimi coloro che sono insorti, in particolare sul web, puntando il dito proprio contro lo stato e i monopoli, colpevoli di aver preavvisato con troppo poco tempo questo incremento di prezzo. In poche parole, a saperlo prima, moltissimi fumatori avrebbero acquistato le sigarette in questione in anticipo, risparmiando così un minimo di 10/20 centesimi, fino ad una cifra più elevata nel caso dell’acquisto di una o più stecche. La decisione di aumentare i prezzi era già stata presa nella giornata di martedì scorso, ma l’annuncio è arrivato solamente poche ore prima dell’entrata in vigore degli stessi aumenti. Ovviamente le lamentele trovano il tempo che trovano, anche perché le sigarette sono ancora uno dei business più fiorenti per le casse dello stato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

AUMENTO COSTO SIGARETTE FINO A 20 CENTESIMI AL PACCHETTO

L’aumento del prezzo delle sigarette scattato oggi è stato deciso solo martedì, con una disposizione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Dal documento pubblicato sul sito dell’Agenzia stessa si deduce che l’incremento del costo dei pacchetti non dipende da una decisione del Governo italiano, ma da una richiesta pervenuta direttamente dai produttori. Si parla infatti di “istanze con le quali le società Diadema Spa, in data 23 gennaio 2018, Scandinavian Tobacco Group Italy Srl, in data 9 febbraio 2018, Philip Morris Italia Srl, in data 29 gennaio 2018, pervenute in data 20 febbraio 2018, e relativa integrazione in data 27 febbraio 2018, hanno chiesto la variazione del prezzo di vendita di alcune marche di tabacchi lavorati”. Gli aumenti arrivano fino a 20 centesimi a pacchetto, ovvero un centesimo in più a sigaretta, portando il prezzo fino a 5,5 euro.

I MARCHI INTERESSATI DAGLI AUMENTI

Nello specifico, le marche interessate dall’aumento sono Chesterfield, Diana, L&M, Marlboro, Mercedes, Merit, Multifilter, Muratti, Philip Morris e Virginia. Aumenta il costo anche dei sigari Romeo y Julieta Wide Churchill Gran Reserva Cosecha: una confezione da 15 da oggi si paga 825 euro. Incremento a 2,70 euro, invece, per un pacchetto di 10 mini cigarillos Che Velasques Original. Cliccando qui è possibile leggere il testo dell’atto dell’Agenzia con la tabella riassuntiva degli aumenti. Visto lo scarso preavviso che è stato dato dalla pubblicazione della determinazione all’effettivo momento di aumento dei prezzi, di sicuro qualche fumatore oggi si sarà ritrovato una brutta sorpresa recandosi in tabaccheria. E avrà anche pensato a un provvedimento preso dopo le elezioni politiche o dopo l’ennesimo rimbrotto arrivato all’Italia da parte della Commissione europea.

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