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Economia e Finanza

Vivendi-Elliott, guerra su Telecom Italia/ Nava (Consob): vicenda Tim fondamentale per nostri mercati

Telecom Italia, Elliott e Vivendi in guerra per Tim. In vista dell'assemblea continuano le dichiarazioni delle due parti. Interviene anche Mario Nava, Presidente della Consob

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La guerra tra Vivendi e il Fondo Elliott per Telecom Italia prosegue e sicuramente vivrà altre tappe da qui all’assemblea in cui si capirà chi avrà la maggioranza nel prossimo consiglio di amministrazione di Tim. Mario Nava, Presidente della Consob da pochi giorni insediatosi, in un’intervista a La Stampa ha spiegato che quanto sta accadendo intorno alla compagnia telefonica rappresenta “una bella partita da arbitrare, fondamentale per i mercati italiani”. Questo perché, dal suo punto di vista, "se gli investitori internazionali mostrano interesse per un’infrastruttura italiana di livello è segno di interesse per il Paese”. Nava ha spiegato anche che la Consob garantirà “che si agisca nel modo più corretto e che si arrivi al risultato migliore per gli investitori e per gli utenti: assicurare che un'azienda strategica per il Paese abbia i mezzi necessari per lo sviluppo". La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha già inviato a Tim una richiesta di integrazione della documentazione da mettere a disposizione dei soci in vista dell’assemblea del 24 aprile e chiesto chiarimenti a Cdp riguardo l’operazione che l’ha portata sopra il 4% di Telecom Italia.

VIVENDI, BOLLORÉ LASCIA LA PRESIDENZA

Arnaud de Puyfontaine, presidente esecutivo di Tim, ha duramente replicato al fondo Usa Elliot che aveva accusato Vivendi di aver fatto calare il titolo Tim del 35%. «Bisogna essere seri», ha dichiarato parlando con i cronisti a margine dell'assemblea di Vivendi. «Non voglio commentare dichiarazioni che sono il contrario della realtà dei fatti e che sono completamente sconnesse da un'analisi tangibile di quello che è stato l'apporto di Vivendi al gruppo italiano». De Puyfontaine ha poi proseguendo evidenziato gli ultimi risultati di Telecom: «Sta realizzando le migliori performance da 10 anni e questo non l'ha detto nessuno». E questo tenendo conto che da quando Vivendi è entrato nel capitale della società italiana «vi è stato l'annuncio dell'arrivo di Iliad nel mercato italiano che crea speculazioni». Al termine dell'assemblea generale di Vivendi è arrivato l'annuncio: Vincent Bollorè lascia la presidenza del consiglio di sorveglianza al figlio Yannick. «È arrivato il momento di lasciare spazio ai giovani». Bollorè resta comunque alla guida del gruppo omonimo di famiglia, che è il principale azionista di Vivendi. (agg. di Silvana Palazzo)

ELLIOTT VS VIVENDI PER TIM: “È TEMPO DI CAMBIARE”

Prosegue la querelle riguardante Telecom Italia. Il Fondo Elliott, infatti, critica aspramente Vivendi. Secondo la società di Paul Singer, Tim dovrebbe essere guidata dall’attuale ceo Amos Genish “e da un consiglio di amministrazione piuttosto che da un singolo azionista”. Elliott rincara la dose spiegando di non essere stata in grado di “identificare alcun esempio precedente di una società di telecomunicazioni che richiedesse a una azienda di media di controllare il proprio consiglio di amministrazione al fine di creare valore per gli azionisti”. Il fondo Usa dice anche che “quando le autorità italiane affermano pubblicamente che Vivendi è un ‘pessimo’ azionista, è chiaro che lo status quo è insostenibile. È tempo di cambiare in Telecom Italia”. Per criticare ulteriormente Vivendi, Elliott fa presente che la società francese non è riuscita “a cooperare con il regolatore e il governo italiano non solo per Telecom Italia, ma anche nel suo precedente tentativo di acquisizione ostile di Mediaset”. Insomma, non si può parlare di distensione tra i due “contendenti” di Tim.

TIM, GENISH HA INCONTRATO ELLIOTT

Amosh Genish, Ceo dimissionario di Telecom Italia, chiarisce quella che è sinteticamente la differenza tra la strategia che il cda di Tim vuol portare avanti e quella che invece propone il Fondo Elliott: “Noi abbiamo il focus sull’operatività e una visione di lungo termine, Elliott sugli aspetti finanziari e un’ottica di più breve periodo”. Intervistato dal Sole 24 Ore, il manager israeliano ha spiegato di aver incontrato più volte i rappresentanti del fondo americano e che al momento non ci sono altri appuntamenti in programma, anche se da parte sua ritiene importante “come Ceo di Tim ascoltarli e credo che anche per loro sia importante ascoltare me perché si sviluppi un dialogo costruttivo”. Chiamato a fare un pronostico su come andrà a finire lo scontro in atto con Elliot, Genish ha detto di poter dire, avendo incontrato molti investitori, “che se si votasse sul piano la stragrande maggioranza sarebbe a favore. Vivendi sostiene in pieno il piano e questo è quello che importa al management”.

TIM, GENISH E LA RETE DI TELECOM ITALIA

In ogni caso Genish auspica che si possa presto mettere fine “a questa telenovela”, perché “è molto rischioso e dannoso per la società un conflitto prolungato tra gli azionisti”. Ha anche detto che se la composizione del board di Telecom Italia dovesse cambiare, bisognerà riconfermare il piano industriale e occorrerà verificare se nel cda ci sarà o meno “un clima di fiducia e allineamento col Ceo”. Il manager ha anche detto che una fusione tra la rete Telecom e Open Fiber potrebbe creare valore per gli azionariati di entrambe le società, ma non con vantaggi come quelli stimati da Elliott. Ha anche spiegato di essere disposto a discutere del tema, “ma finora il Ceo di Enel si è sempre mostrato non interessato”. Genish ha infine smentito che il Governo non sia soddisfatto di come procedono gli investimenti in fibra di Tim: “Ogni volta che ci ho parlato sono sempre sembrati contenti di quanto stiamo facendo”.

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