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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Piga: con Lega e M5s l'Italia non finirà come la Grecia di Syriza

La bozza del contratto di Governo tra Lega e M5s, con la messa in discussione dell'euro, ha portato lo spread in rialzo e la Borsa in calo. Il commento di GUSTAVO PIGA

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Matteo Salvini non ha dubbi: il rialzo dello spread e la brutta giornata di Piazza Affari ieri non state un caso. "Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee", ha scritto su Facebook il leader del Carroccio, proprio mentre sui siti dei principali quotidiani si parlava di investitori spaventati dalla bozza di contratto di Governo Lega-M5s diffusa martedì dall'Huffington Post in cui si accenna a sovranità monetaria e possibile uscita dall'euro dell'Italia. Passaggi che già martedì sera i due partiti hanno spiegato essere parte di una bozza superata, specificando che "le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica". «Finché non arriverà un documento che dice chiaramente che l'euro non si tocca è giusto che i mercati si preoccupino. Perché mettere in discussione l'euro è una vera stupidaggine ed è dunque solo giusto che i mercati aspettino certezze», dice Gustavo Piga, Professore di Economia politica all'Università di Tor Vergata di Roma che ha collaborato al lavoro di Giacinto Della Cananea, su incarico di Luigi Di Maio, per comparare i programmi di M5s, Lega e Pd.

La reazione dei mercati dipende solo dai timori sull'euro o anche dalla volontà, espressa da Lega e M5s, di ridiscutere la governance europea e i trattati?

Lo capiremo appena ci sarà un documento dove c'è scritto: sì all'euro, sì alla rinegoziazione dei trattati; allora vedremo come reagiranno i mercati. Io sono convinto che con certe garanzie, di spending review in particolare, il rispetto del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, non avremo nessun problema in Europa. Vediamo come verrà detto "rinegoziamo i trattati": c'è modo e modo di farlo. Per esempio, recentemente Di Maio aveva dichiarato che il deficit/Pil sarebbe rimasto all'1,5%. Quello è un modo molto tranquillizzante, secondo me pure troppo.

Salvini ha parlato di minacce europee e il Professor Sapelli ha spiegato che la bocciatura del suo nome come Presidente del Consiglio è dipesa anche da uno stop arrivato dalle oligarchie europee. E sappiamo quali sono le sue posizioni sull'Europa…

Sapelli è una persona intelligentissima, ma credo abbia fatto un solo errore: all'interno di un progetto nuovo, dire che avrebbe voluto un ministro dell'Economia vecchio in tutti sensi ha irritato profondamente almeno uno dei partiti. Dal mio punto di vista questo è stato il vero errore, non c'è stata alcuna questione europea.

Non rischiamo di trovarci con un Governo come quello di Syriza in Grecia, che prometteva cambiamenti, anche nei rapporti con l'Ue, ma poi si è piegato alle misure di Bruxelles?

L'Italia non è la Grecia, ha una posizione contrattuale molto più importante. L'Europa, nel frattempo, ha imparato tanto su quanto fa male prendere certe posizioni oltranziste, generando populismi a destra e a manca. Per di più bisogna anche vedere come l'Italia proporrà il cambiamento. Tutto sta nel modo in cui viene proposto di modificare il Fiscal compact. Sono convinto che la quadra si possa trovare. Certo si possono anche fare errori, quindi è giusto che i mercati, come sempre quando c'è un Governo nuovo, si interroghino. Ma non mi preoccuperei tanto dello spread, mi preoccuperei tantissimo del futuro dell'Europa e del futuro dell'Italia. Gli spread vanno e vengono, i paesi e i continenti si rischiano di perdere per sempre se si fanno le cose sbagliate. 

Come le uscite di Valdis Dombrovskis di martedì, parole con un timing quasi perfetto rispetto alla ripresa delle trattative di Lega e M5s sul contratto di Governo?

E chi è Dombrovskis?

Il vicepresidente della Commissione europea…

Ripeto: chi è Dombrovskis? Se vuole glielo ripeto una terza volta.

Sta dicendo che non deve avere titolo di intervenire su quello che fa l'Italia?

In questo momento assolutamente no. C'è una procedura costituzionale che sta prevedendo la possibile nascita di un governo: non c'è veramente alcuna ragione per cui la Commissione europea possa dire alcunché. 

La sua è stata quindi un'ingerenza come ha detto Salvini…

Un'ingerenza di nessuno, un fatto assolutamente irrilevante. Dobbiamo procedere con le cose di sostanza. Ci confronteremo con l'Europa nel momento in cui istituzionalmente sarà corretto farlo. Adesso è il momento di proseguire il lavoro per trovare il programma migliore per il Paese.

(Lorenzo Torrisi)

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