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Economia e Finanza

TARIFFE GAS E LUCE/ Le chance dei consumatori per il passaggio al mercato libero

Tra circa un anno i consumatori dovranno dire addio alla fornitura di gas e luce in regime di tutela. Non tutti ne sono informati e sanno cosa possono fare. Ce lo spiega PATRIZIA FELETIG

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Solo 3 famiglie su 10 sono consapevoli che tra circa un anno il mercato elettrico sarà completamente libero e bisognerà dire addio alla fornitura di gas e luce in regime di tutela. Nonostante la pressione dalla forza commerciale dei venditori di energia, ancora 17,3 milioni utenti sono rimasti ancorati al regime di prezzi regolamentati dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera). Si tratta di quasi 60% delle utenze domestiche e attività commerciali di piccole dimensioni che entro il 1 luglio 2019 dovranno aver scelto un contratto di fornitura di luce e gas a prezzi liberi.

La coesistenza di un mercato libero e di mercato tutelato riflette quel periodo transitorio previsto dalla legge sull'apertura dei mercati dell'energia 124/17 in applicazione dei principi comunitari di concorrenza. A garanzia della tutela dei consumatori e per favorire un graduale avvicinamento al modello di offerte competitive, come del resto avviene nella telefonia, il legislatore ha previsto un periodo di coabitazione tra le offerte economiche liberamente decise dai venditori di energia, e le forniture a prezzi determinati dall'Autorità indifferenziati per qualsiasi quantità di consumo di luce e gas, la cosiddetta Maggior Tutela. Questa dicotomia perdurerà al prossimo luglio 2019 quando sparirà il regime di tutela. 

Ma questo non vuol dire che in regime di concorrenza andremo a pagare tariffe più elevate, anzi. Scegliendo oculatamente un'offerta e condizioni contrattuali più rispondenti al proprio fabbisogno energetico si arriva a risparmiare tra il 5% e il 10%. Prestando però attenzione che lo sconto si applica su meno della metà della bolletta perché riguarda solo la parte di energia la quale, al netto degli oneri di sistema, della spesa per il trasporto e gestione e delle tasse, costituisce 43,8% del totale da pagare.

Rimangono circa 13 mesi per passare al mercato libero. Chi non lo avrà fatto spontaneamente, all'indomani del primo luglio 2019, finirà nel calderone del servizio di salvaguardia dove sarà "smistato", secondo meccanismi d'asta ancora in corso di definizione, a un gestore di energia che gli applica per default un prezzo di fornitura che è mediamente più costoso rispetto alle offerte sul mercato libero. Ma almeno viene garantita la continuità dell'erogazione di luce e gas. Per temporeggiare di fronte al crescendo di sollecitazioni dei call center e venditori porta a porta è ancora possibile aderire fino al 30 giugno 2018 al regime di Tutela Simile. Istituito dall'Autorità garante permette di sottoscrivere online un contratto valido un anno non rinnovabile, in cui l'operatore prescelto s'impegna a garantire condizioni analoghe a quelle del servizio in tutela, oltre a corrispondere un bonus di transizione variabile che il cliente troverà stornato nella prima bolletta, ma la cui restituzione è esigibile in caso di recesso. 

Alla scadenza dell'anno si è liberi di sottoscrivere un nuovo contratto applicando le condizioni di mercato standardizzate dall'Autorità (vedi offerte Placet sotto) con lo stesso fornitore o passare a un'offerta da mercato libero con un diverso fornitore. È in sostanza un rassicurante scivolo per entrare in delicatezza nel mercato libero. A questa pagina si può scegliere tra 26 venditori di energia che offrono bonus variabili dai 115 ai 12 euro, e confermare la richiesta semplicemente inserendo il proprio codice fiscale assieme ai dati identificativi del contatore (Pod). La disponibilità di questi contratti è limitata quindi è consigliabile affrettarsi. 

La logica della Tutela Simile è di incentivare il consumatore domestico a orientarsi autonomamente verso un operatore al fine di contenere il numero degli indecisi fino all'ultima ora. Il "limbo" della Tutela Simile costituisce invece per i venditori, l'opportunità di conquistare con il bonus delle utenze le quali, presumibilmente, rimarranno fidelizzate al momento della sottoscrizione di un'offerta commerciale a prezzi liberi. Attualmente l'86,6% del mercato in tutela è concentrato nelle mani di 5 operatori del settore: Enel, Edison, Eni, A2A e Iren.

Altro strumento di accompagnamento verso la liberalizzazione, è l'obbligo per i venditori di energia di inserire nel loro portafoglio di proposte commerciali delle offerte Placet. L'acronimo che sta per Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela, si riferisce a una formula di fornitura una a prezzo fisso e una variabile decise dal venditore di luce e gas ma rispondenti a condizioni contrattuali (relative, per esempio, a rateizzazione, durata, recesso, ecc.) determinate dall'Autorità. Per rafforzare la fiducia e semplificare la ricerca sul web dell'offerta migliore, è anche prevista l'attivazione sul sito dell'Autorità di un portale che integra in modo trasparente e organico tutte le offerte disponibili per consentirne il monitoraggio e la facile comparazione. Il nuovo portale, live a luglio 2018, rappresenta il superamento dell'attuale servizio di raffronto online Trova Offerte. Quest'ultimo riporta un quadro incompleto delle proposte commerciali in quanto l'adesione da parte dei venditori è su base volontaria e può essere anche parziale. 

Per concludere un'osservazione che è un appiglio per gli irriducibili. Il termine del 1 luglio 2019 che ha già subito un rinvio di un anno, non è forse da considerare così perentorio. C'è, da un lato, un'opposizione alla fine delle tariffe regolamentate da parte di alcune forze politiche, le stesse che hanno vinto le elezioni. Dall'altra, c'è l'azzoppata operatività dell'Autorità che scaduta lo scorso febbraio, è ora in proroga, regime che la vincola ai soli atti di ordinaria amministrazione. L'eventuale protrarsi delle difficoltà politiche nella costituzione di un esecutivo, lasciano presagire che le nuove nomine all'Autorità potrebbero slittare molto in là. In questo stallo, diventa giocoforza strappare un altro rimando.

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