BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

MPS/ In Borsa chiude a -3,5%. Bufera dopo le parole di Borghi. Sibilia contro Padoan

Mps news, andamento del titolo in Borsa. Su Montepaschi le dichiarazioni di Pier Carlo Padoan e Claudio Borghi Aquilini mentre Piazza Affari perde terreno

LapresseLapresse

Mps chiude la giornata in Borsa con un calo del 3,5%, sopra quota 2,8 euro ad azione. Carlo Sibilia lancia una dura accusa a Pier Carlo Padoan. Sulla sua pagina Facebook l’esponente del Movimento 5 Stelle, che ha partecipato anche all’ultima assemblea di Montepaschi, dice che Mps sta crollando in Borsa “perché Padoan nell’ultima assemblea si è comportato come chi fa il ‘palo’ durante una rapina. Ho avuto modo di interrogare Padoan e Monti durante la commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Sistema lasciato in brandelli dai loro governi. Due figuranti che si arrampicavano sugli specchi. Padoan vendeva ancora la storia che ‘lo Stato su Mps ci ha guadagnato’”. Sibilia ha anche evidenzia che “Monte dei Paschi in questi anni ha polverizzato 80 miliardi. Dirigenti scelti e supportati dal vecchio Governo Renzi o comunque governi di centrosinistra sono pieni di rinvii a giudizio per falso in bilancio e manipolazione del mercato. E sapete cosa ha fatto Padoan nell’ultima assemblea? Ancora una volta ha coperto i responsabili. Come fanno i pali durante una rapina”. 

MPS, ROSSI CONTRO BORGHI

Mps in Borsa si sta avvicinando al pareggio, dopo un forte calo vicino al 5%, facendo registrare un -0,5%, sopra quota 2,9 euro. Non si placa però la polemica politica. Claudio Borghi Aquilini finisce nel mirino di Enrico Rossi per le sue parole su Montepaschi. Il Presidente della Toscana, sulla sua pagina Facebook, ha infatti scritto: “Borghi, per favore, taci! Fuori la brutta politica dalle banche. Ai parlamentari deve essere tolta l’immunità per reati che danneggiano società quotate in borsa. Le parole di Borghi hanno fatto guadagnare molto qualcuno e hanno fatto perdere altri e lo Stato, cioè tutti noi”. L’esponente di Liberi e Uguali ha ricordato di aver chiesto per lungo tempo un intervento dello Stato sulla banca e “ora che l’intervento c’è stato e il Monte si sta riprendendo, la brutta politica con la sua brama di potere e di nomine stia per favore alla larga”.

MPS, LE DIFFICOLTÀ IN BORSA

Reduce dal crollo di quasi 9 per cento della vigilia, il titolo di Mps (Monte dei Paschi di Siena) sta vivendo un’altra giornata di difficoltà: calo del 4,21 per cento a 2.8 euro. Il titolo è stato sospeso per due volte e successivamente riammesso, con le parole del responsabile economico della Lega Claudio Borghi Aquilini che hanno scatenato una bufera: “La banca non si vende, cambieremo la governance”, dichiarazioni che hanno scosso la Borsa. Sintomo la difficoltà nel fare prezzo in apertura di mercato. Il contratto di governo stilato dal Carroccio e dal Movimento 5 Stelle, firmato da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini, non parla unicamente del capitolo Mps ma parla più in generale di “tutela del risparmio”, con un notevole ampliamente dopo la bozza precedente. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

BUFERA PER LE PAROLE DI CLAUDIO BORGHI

Per Mps anche oggi in Borsa è una giornata davvero difficile. Il titolo è stato già sospeso due volte per eccesso di ribasso e segna un -5%, restando sopra la soglia dei 2,75 euro ad azione. Un prezzo comunque superiore a quello di settimana scorsa, prima che il ritorno all’utile nel primo trimestre dell’anno facesse scattare gli acquisti su Montepaschi. Oggi, invece, fioccano le vendite, viste le intenzioni di Lega e Movimento 5 Stelle sancite nel contratto di Governo. Al suo interno si legge infatti che, “con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio”.  Parole che Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega, ha spiegato così: “La banca deve essere ripensata in un'ottica di servizio. In buona sostanza abbandonare l'idea di farci i profitti vendendola a chissà chi, ma mantenendola come patrimonio del Paese”.

MPS, TONFO IN BORSA. LE PAROLE DI PADOAN

Nulla di nuovo rispetto a quanto lo stesso Borghi aveva manifestato in campagna elettorale, candidandosi proprio nel collegio di Siena, manifestando anche l’intenzione di fermare la chiusura degli sportelli di Montepaschi nei piccoli comuni della Toscana. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ieri ha evidenziato che le parole di Borghi, insieme a quanto scritto nel contratto di Governo, “hanno immediatamente creato una crisi di fiducia che ha prodotto una caduta del corso del titolo in borsa superiore al 10% e la successiva sospensione per eccesso di ribasso. Un fatto molto grave che mette a repentaglio l'investimento effettuato con risorse pubbliche. Ho il dovere di ricordare a tutti gli attori politici che la fiducia si costruisce poco per volta, progressivamente, ma basta poco per distruggerla, tirandosi dietro i risparmi degli italiani che a parole si vorrebbero tutelare”.

MPS, TONFO IN BORSA. LE PAROLE DI BORGHI

Accuse molto dure, ma che non fanno arretrare di un millimetro Borghi, secondo cui è anche naturale il ricambio dei vertici societari. Intervistato dalla Stampa, il deputato del Carroccio ribadisce che Mps deve rimanere pubblica, spiegando che “bisogna abbandonare l'idea di farci profitti vendendola a chissà chi.  È la banca più antica del mondo, un patrimonio del territorio e del Paese”. Eppure si era sempre detto che lo Stato sarebbe dovuto uscire dal capitale della banca, una volta risanata. “È bene che certuni si abituino ad avere partiti che fanno quel che hanno promesso in campagna elettorale. Andremo a Bruxelles e ridiscuteremo il piano”, ha quindi aggiunto. Conferme che hanno quindi rimesso pressione al titolo di Montepaschi, che non è l’unico titolo bancario a soffrire oggi a Piazza Affari.

© Riproduzione Riservata.