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ENI/ Ecco perché le “magie finanziarie” di Knight Vinke fanno male all'Italia

giovedì 28 gennaio 2010

Come ha scritto Massino Mucchetti sul Corriere della Sera di martedì scorso, il gruppo Eni attraversa un momento delicato. Continua a essere una delle migliori società italiane (se non la migliore) e continua a guadagnare.

 

Però nei primi nove mesi del 2009, a causa della crisi economica e della caduta dei prezzi dei prodotti energetici, l’utile netto si è dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2008; il bilancio dell’anno appena chiuso segnerà un più 5 miliardi, che è una cifra di tutto rispetto, ma che riporta l’Eni indietro ai risultati del 2003.

 

L’amministratore delegato, Paolo Scaroni, ha dichiarato in una lunga intervista ad Affari & Finanza di Republica di lunedì scorso, che il suo gruppo ormai ha superato, per quantità di barili prodotti all’anno, un colosso come la Conoco Phillips, e sta tallonando la francese Total.

 

Insomma, il cane a sei zampe è sempre più saldamente fra i big dell’industria petrolifera mondiale. Questo è un dato positivo, non c’è dubbio, ma non è sufficiente a compensare l’effetto di cifre di bilancio non entusiasmanti: infatti il titolo Eni in Borsa sta soffrendo, e un po’ più dei suoi concorrenti internazionali.

 

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COMMENTI
28/01/2010 - E perché mai? (Fabrizio Terruzzi)

Si sperava di non sentirne più parlare almeno per un po’? E perché mai? Se io nell’industria devo investire un milione di Euro per creare un solo posto di lavoro e poi mi vedo portar via il 60% (fra una storia e l’altra) dei profitti e tutta la liquidità ogni anno, tarpandomi decisive possibilità di sviluppo, mentre qualcuno si guadagna 1 miliardo pagando, se lo paga, il 12,5%, perchè mai dovremmo stupirci di quello che succede? (Grazie Visco mi verrebbe da dire!). Sta al potere pubblico decidere, e aldilà delle tante parole nulla ha mai deciso, se la borsa debba assomigliare più al Casinò di Montecarlo o ad un’istituzione seria per veicolare risparmio verso il capitale di rischio, per creare posti di lavoro e difendere i risparmi nel tempo. Anche il Casinò di Montecarlo è molto utile … ma ai soli cittadini del principato che di fatto si arricchiscono sottraendo ricchezza agli altri e non certo creandone di nuova. Lascio ai lettori i parallelismi con le istituzioni finanziarie.