INCHIESTA/ 2. Alitalia dà i numeri, ma i conti tornano?
martedì 16 febbraio 2010
L’Aea, associazione europea che riunisce oltre una trentina di vettori di bandiera tra i cui Alitalia, ha appena pubblicato i dati definitivi 2009 sui livelli di traffico dei suoi associati. Grazie a essi possiamo pervenire a un bilancio definitivo dell’anno per quanto riguarda sia i principali vettori europei che la nuova Alitalia. In relazione a essa metteremo a confronto i dati effettivi pubblicati dall’Aea con le previsioni che abbiamo formulato nel corso di quasi un anno e mezzo di interventi su ilsussidiario.net.
Bilancio 2009 per il trasporto aereo europeo
Le compagnie europee di bandiera hanno pesantemente risentito della recessione economica: nel 2009 il calo più consistente ha riguardato il trasporto cargo che si è ridotto per l’insieme dei vettori del 16,5% rispetto al 2008 (e del 23% nel segmento più importante che è rappresentato dai collegamenti con l’Estremo Oriente); per i passeggeri è andata meglio in termini percentuali (-6%), ma in valore assoluto la riduzione è comunque di 20 milioni di unità, dai 346 milioni del 2008 ai 326 del 2009, equamente ripartita (circa 4 milioni di passeggeri in meno a testa) tra i cinque maggiori gruppi/aziende del continente.
Lufthansa (che comprende anche Swiss, Austrian, Bmi e SN Brussels) rimane il gruppo maggiore per passeggeri trasportati ma scende da 91,5 milioni a 87,4 (-4,1%); Air France-Klm, le cui dinamiche di bilancio rimangono molto problematiche, scende da 73,8 milioni a 70,3 (-3,6%); British e Iberia, che dopo la delibera di aggregazione conviene considerare congiuntamente, scendono da 56,5 a 52,8 (-3,7%).
Anche due delle imprese di medie dimensioni che seguono in classifica i tre gruppi maggiori hanno subito riduzioni di traffico dello stesso ordine di grandezza in valori assoluti (e quindi più consistenti in termini percentuali): la scandinava Sas è scesa da 25,4 milioni a 21,4 milioni (-4,0%) e Alitalia, comprensiva dell’acquisita AirOne, da 25,5 milioni a 21,2 (-4,2%). Unica eccezione in questo contesto recessivo l’ennesimo buon risultato di Turkish Airlines che sale da 21,9 a 24,5 milioni di passeggeri (erano stati solo 19 milioni nel 2007) e si pone ormai al quarto posto tra i vettori europei.
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUI DATI DI ALITALIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
Accanto ai livelli di traffico e alla loro variazione nel tempo, rivestono un elevato interesse le quote di mercato, per le quali è tuttavia consigliabile non fare riferimento al numero di passeggeri imbarcati ma al chilometraggio complessivo da essi percorso, in modo tale da non sottostimare i vettori maggiormente presenti con un’offerta di lungo raggio.
La “torta” sottostante evidenzia le quote di mercato 2009 calcolate in tal modo (quindi sui passeggeri chilometro) e vede il mercato coperto dai vettori tradizionali (mancano i low cost e i vettori regionali minori) dividersi praticamente in quattro spicchi di dimensioni molto simili: Air France-Klm rappresenta il 27% del mercato, Lufthansa il 24% e British-Iberia il 22%. Il rimanente spicchio, pari complessivamente al 27%, è occupato da tutti i restanti vettori dei quali i tre di medie dimensioni sono distinti dagli altri mentre quelli piccoli sono rappresentati nel loro insieme. Come possiamo osservare, la nuova Alitalia copre solo il 4% del mercato europeo (per esattezza il 3,8%), valore destinato a scendere al di sotto del 3% qualora si potessero considerare anche i numerosi vettori low cost.
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUI DATI DI ALITALIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
I dati industriali di Alitalia nel 2009
La nuova Alitalia nel 2009 ha offerto 43,4 miliardi di posti chilometro, dei quali 28,4 sono stati occupati dai passeggeri e 15 sono rimasti invenduti. Il tasso di occupazione dei posti (load factor) si è attestato conseguenza al 65,5%, un valore inferiore a quello che i vettori ora aggregati avevano conseguito sia nell’anno 2007 (72,3%) sia nel 2008, caratterizzato dalla crisi di Alitalia (67%).
I passeggeri totali sono stati 21,2 milioni. La riduzione di attività del nuovo vettore, peraltro voluta dal piano Fenice, appare notevole se il confronto avviene con la somma dei due vettori nell’anno di relativa normalità 2007: i posti km offerti sono diminuiti del 26% e quelli occupati e i passeggeri del 33%, mentre è rimasto stazionario il loro percorso medio (circa 1340 km).
I dati precedenti relativi al 2009 non coprono in realtà tutto l’anno solare, ma solo il periodo di esercizio della nuova società che è stato avviato il 13 gennaio. Poiché essi si riferiscono a un periodo di 353 giorni e non di 365, debbono essere considerati non pienamente confrontabili con l’anno precedente, anche se l’errore compiuto rappresenta una sottostima dell’ordine solo del 3-3,5%.
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUI DATI DI ALITALIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
Chi ha azzeccato le previsioni?
Se ai 21,2 milioni di passeggeri che hanno viaggiato con la nuova Alitalia dal 13 gennaio 2009 sino alla fine dell’anno aggiungiamo i circa 600 mila che hanno viaggiato a inizio 2009 ancora con la gestione commissariale, arriviamo a un numero totale di viaggiatori di circa 21,8 milioni, dato che dista pochissimo dalla cifra tonda di 22 milioni.
A questo punto vale la pena di andare a riprendere quello che scrivevamo su ilsussidiario.net diverso tempo fa per verificare se avevamo previsto giusto oppure no: “Il piano Intesa assembla il primo e il secondo operatore nazionale lasciando fuori uno scarto consistente: la nuova azienda, infatti, opererà inizialmente solo con 136 velivoli, il 45% in meno rispetto alla dotazione operativa delle due aziende […]. Vi è inoltre un mistero nel piano Intesa che sinora i media sembrano non aver notato: accanto a 6/7/9 mila dipendenti vi sarebbero anche 10/12 milioni di passeggeri in ‘esubero’. […] La nuova Alitalia potrà al massimo trasportare all’anno 21 milioni di passeggeri contro gli oltre 31 trasportati nel 2007 complessivamente da Alitalia e Airone. In sostanza 10 milioni di passeggeri (ma più probabilmente 12) non potranno volare nel 2009 sulla nuova Alitalia nonostante abbiano dimostrato in passato di essere disponibili a pagare tariffe non propriamente da compagnie low cost”. (da ilsussidiario.net del 4/09/2008).
“Si arriva infine al numero dei passeggeri: 31,5 milioni tra Alitalia e AirOne nel 2007 trasportati da oltre 240 velivoli; quanti potranno essere trasportati dalla nuova società nel 2009 con soli 137 aerei? La mia previsione è che non possano superare i 22 milioni e anche se tutti i voli viaggiassero con tutti i sedili occupati non si potrebbe andare oltre i 26 milioni. I media sostengono invece che il piano industriale prevede 28 milioni di passeggeri, destinati a salire sino a 30”. (da ilsussidiario.net del 18/09/2008)
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUI DATI DI ALITALIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
Su ilsussidiario.net del 25 settembre 2008 riportavamo in una tabella allegata i dati di sintesi del piano Cai del luglio 2008 relativi al progetto industriale del nuovo vettore (dati previsti 2009 messi a confronto con i dati effettivi di Alitalia più AirOne del 2007), e concludevamo con un giudizio negativo su di esso, in quanto ritenuto totalmente irrealizzabile da un punto di vista industriale.
Ora, grazie ai dati Aea appena pubblicati, abbiamo piena conferma di quella valutazione negativa, come si può verificare dalla nuova tabella che aggiorna quella di 16 mesi fa aggiungendovi i dati veri del 2009 e la misura dell’errore previsivo compiuto del piano Fenice. I dati previsti per il 2009 nel piano Fenice risultano notevolmente sovrastimati rispetto a quelli effettivamente conseguiti: il piano prevedeva che il nuovo vettore potesse offrire nell’anno da poco concluso 48,6 miliardi di posti km, mentre quelli effettivi, nonostante l’utilizzo di alcuni aerei in più, sono stati solo 43,4; i passeggeri km previsti erano 36,9 miliardi, il 30% in più rispetto ai 28,4 effettivi; il load factor effettivo è stato oltre 10 punti al di sotto della previsione.
Anche la produttività tecnica ed economica degli aerei si è attestata molto al di sotto della previsione: il piano Cai ha sovrastimato del 14% i posti km annui che potevano essere offerti per aereo, del 31% i posti km occupati e del 34% i passeggeri. Anche i proventi unitari (per passeggero e per passeggero km) sono stati inferiori alle attese (rispettivamente del 10 e del 12%) grazie all’effetto di contenimento delle tariffe prodotto dalla recessione internazionale.
I minori passeggeri e i minori proventi per passeggero si sono a loro volta riverberati sui ricavi complessivi da traffico che dovrebbero essersi attestati a 2,6 miliardi di euro. Il piano Cai ne prevedeva invece per il 2009 quasi 3,8 miliardi, il 45% in più! Ogni aereo impiegato dalla nuova Alitalia avrebbe apportato 17 milioni di ricavi nel 2009, in linea col dato delle due vecchie aziende nel 2007, mentre il piano Cai incorporava una previsione irrealistica di quasi 25 milioni, il 47% in più!
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUI DATI DI ALITALIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
Nell’articolo su ilsussidiario.net 21 luglio 2009 abbiamo pubblicato un grafico nel quale venivano riportati i dati mensili dei passeggeri del nuovo vettore, effettivi sino a maggio e previsti da giugno a dicembre 2009. Lo ripubblichiamo qui sotto aggiornato coi dati effettivi sino alla fine del 2009 messi a confronto con le previsioni di allora.
Su ilsussidiario.net del 29 aprile 2009 abbiamo riportato anche previsioni di conto economico per il 2009: nella meno favorevole veniva indicato un risultato operativo negativo per 300 milioni di euro, derivante da ricavi operativi per 2,8 miliardi (di cui 2,6 da traffico) e costi operativi per 3,1 miliardi. Tale dato, che si confronta con una previsione del piano Fenice di un risultato operativo 2009 positivo per 150 milioni, sembra essere confermato dall’a.d. Sabelli il quale pochi giorni fa ha dichiarato: “A metà marzo faremo il bilancio” e Alitalia dovrebbe “essere in linea con la previsione che abbiamo fatto di un risultato operativo sotto di 300 milioni”.
Ovviamente il dato di maggior rilievo, sul quale non è stata data sinora alcuna indicazione dai vertici di Alitalia, è la perdita complessiva di bilancio nell’esercizio 2009 la quale, includendo anche oneri finanziari e imposte, non può che essere più consistente rispetto al solo risultato operativo. Quando essa sarà nota potremo concludere questa analisi, confermando o smentendo la nostra previsione seconda la quale la nuova Alitalia nel 2009 avrebbe perso “quanto la vecchia”.
© Riproduzione riservata.
Mi scusi leggo sempre molto volentieri i suoi resoconti (e ammiro il suo coraggio visto il pietoso silenzio dei suoi colleghi giornalisti a livello nazionale) pero' trovo che non sia corretto utilizzare il 2008 per fare paragoni perche' se ricorda bene l'andamento di Alitalia del 2008 e' stato anomalo a causa dell'iniziativa Prodi prima, della campagna elettorale di Berlusconi poi, ed infine delle cancellazioni di centinaia di voli di Fantozzi per ridurre le spese (ebbene si quelle cancellazioni falsamente attribuite alle malattie improvvise dei piloti) e preparare il terreno a CAI. Forse il 2006 e' stato l'ultimo anno "normale" di Alitalia. Prima che iniziasse la ridicola "asta" di Prodi e il gioco degli annunci che hanno fatto ricchi gli speculatori e inferto il colpo di grazia alla morente compagnia di bandiera. La prego ci faccia sapere come stanno veramente le cose. E cioe' ancora peggio di quello che descrive il suo grafico, considerato che non abbiammo piu a che fare con un grande vettore che collega l'Italia con il mondo ma con una piccola low-cost regionale che ha la fortuna di godere di un patrimonio di capitale umano che una lowcost si puo' sognare. Grazie. G
Con la rilevazione degli oneri finanziari, straordinari e tasse, la perdità sarà ben superiore al terzo del capitale sociale ed allora ( c.c. alla mano) si dovrà procedere o alla riduzione del capitale sociale o al reintegro dello stesso da parte degli azionisti. Ma quali azionisti? la cordata italiana ha già detto che non parteciperà, resta AF che aumenterà la sua quota azionaria, oggi è del 25%, diventando così maggioranza assoluta e buonanotte all'italianità. Nella mia lunga carriere di dirigente d'azienda non avevo mai visto piani di risanamento aziendali che prevedano la rinuncia ad un terzo del proprio mercato. Evidentemente anche a quasi 70 anni c'è ancora qualcosa da imparare, se vivro abbastanza voglio però vedere come farà AZ a riconquistare il mercato perso che nel frattempo si è ovviamente e felicemente accasato con altre compagnie low cost e no. L'unica nota positiva che ha evitato finora interventi sul capitale è l'andamento del costo del petrolio che ha mascherato tutto il resto ma ormai anche questo ombrello ha finito di riparare.