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INCHIESTA/ Quei conti che portano Alitalia indietro due anni

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Alitalia ha comunicato nei giorni scorsi i risultati conseguiti nel primo trimestre del 2012. L’ultima volta che abbiamo parlato del principale vettore nazionale, il 27 ottobre 2011, mettevamo in luce due importanti fattori di rischio per l’anno in corso i quali venivano richiamati nel titolo del pezzo: “Ecco i due macigni che pesano sui conti di Colaninno e Co.” I due fattori di rischio consistevano precisamente nell’aumento del prezzo del petrolio, il quale incide mediamente sulle compagnie aeree per poco meno di un terzo dei costi totali, e nelle tendenze recessive dell’economia nazionale che avrebbero presumibilmente riportato la domanda a tassi di variazione negativi.

Così scrivevamo esattamente circa un semestre fa: “Sui conti del quarto trimestre, ma ancora di più su quelli dei trimestri successivi, pesano almeno due fattori di rischio derivanti dalle dinamiche congiunturali:

1- Il primo è il prezzo del petrolio. Alitalia ha dimostrato di non aver risentito sinora del rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi, fattore che ha invece zavorrato i conti del suo principale azionista Air France portandolo in rosso. Non sappiamo tecnicamente come Alitalia sia riuscita a evitare questo rischio e non sappiamo pertanto se potrà farlo anche in futuro.

2- Il fattore più importante è comunque rappresentato dalla prospettiva di una nuova fase recessiva: nella migliore delle ipotesi il Pil reale non crescerà nei prossimi trimestri in Italia, nella peggiore ritornerà a diminuire. Impensabile quindi che la domanda di trasporto aereo continui a crescere ai tassi del 2010-11 e probabile invece che si ritorni a valori con segno meno. Ma in tal caso i conti non potranno che ritornare a peggiorare”.

Questa previsione è stata centrata. I conti sono infatti ritornati a peggiorare, principalmente a causa dell’aumento dei costi, e il responsabile numero 1 è evidentemente il petrolio. Sinora invece non sono risultati particolarmente intensi gli effetti della recessione sulla domanda di trasporto aereo. Nel primo trimestre dell’anno la riduzione complessiva dei passeggeri che hanno volato sui cieli italiani è stata dell’1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2011, derivante da un calo dell’1,5% per il segmento domestico e dell’1,1% per quello internazionale. Anche nel mese di marzo la riduzione è stata dell’1,2%, derivante tuttavia da un calo più accentuato (2,1%) per il segmento domestico e meno intenso (0,8%) per quello internazionale.



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