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Come pagare meno tasse

mercoledì 20 gennaio 2010

Nei prossimi mesi si svilupperanno i lavori diretti ad attuare la legge delega sul federalismo fiscale, si tratterà di lavori molto serrati che coinvolgeranno i diversi gruppi di lavoro (nel complesso una cinquantina di tecnici) all’interno della Commissione tecnica paritetica che si è insediata a settembre di quest’anno.

 

A dicembre dello scorso anno è stato emanato il primo decreto attuativo, quello sul federalismo demaniale e ora i lavori dovranno svilupparsi sulle coordinate fondamentali dell’impianto fiscale: il calcolo dei costi standard e il nuovo assetto della fiscalità regionale e locale.

 

Entro giugno di quest’anno, infatti, il Governo dovrà presentare al Parlamento una relazione avente a oggetto il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e le ipotesi di distribuzioni delle risorse (art.2, comma 6, della legge n. 42 del 2009). Si tratta di un lavoro imponente che prefigurerà i possibili scenari del nuovo federalismo fiscale, per giungere entro la scadenza della legge delega (maggio 2011) ad approvare tutti i decreti legislativi che disegnano il nuovo impianto.

 

È quindi utile incominciare a fare un po’ di chiarezza su questo argomento, ribadendo i motivi che portano a definire il federalismo fiscale come la “riforma delle riforme” e chiarendo che essa potrà viaggiare parallelamente alla riforma del sistema fiscale nazionale.

 

Il sistema fiscale italiano è stato, infatti, disegnato all’inizio degli anni Settanta e si è basato su una forte centralizzazione del prelievo - veniva abolito il previgente municipalismo fiscale - imposta come contraltare dell’avvio delle Regioni ordinarie, rimaste congelate per vent’anni nonostante la Costituzione ne prevedesse l’istituzione a partire già dal 1949. La riforma fiscale degli anni Settanta nacque già vecchia e il sistema a livello nazionale fu continuamente rattoppato, mentre a livello regionale e locale si sviluppò sul perverso parametro della spesa storica, che premia l’inefficienza e punisce i comportamenti virtuosi.

 

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