BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
RSS feed RSS   |
Imposta come homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  
lunedì 6 settembre 2010 Beato Anastasio Garzon Gonzalez - Ultimo agg.: 06/09/2010 02:00
 
| More
Diffondi il Link a questo articolo
APPROFONDISCI

CONDIVIDI

Medicina amara

giovedì 17 giugno 2010

Una manovra (correttiva) non piace a nessuno. Farla con tagli alla spesa ancora di meno. Sarà per questo che negli ultimi anni nessuno l’ha fatta veramente tranne il Ministro Tremonti. Le entrate per uno stato sono legate a doppio filo all’andamento della sua economia. Le entrate dirette e indirette aumentano o diminuiscono rispetto all’andamento economico. Un governo può aiutare l’economia con spinte ma non può sostituirsi alla libertà di persone e imprese. Così in un momento difficile se occorre intervenire la strada è quella di tagliare le spese. Farlo non piace ma occorre anche essere coscienti che le alternative sono due: aumentare le spese attraverso nuovo debito o attraverso nuove tasse. Con effetti negativi proprio sull’economia, sulle imprese sulle persone che quella macchina economica dovrebbero far ripartire.

Chi governa un paese, soprattutto in momenti difficili, deve dimostrare responsabilità. Devo ricordare che questo paese è stato governato anche da chi voleva, con il suo sforzo, “dare la felicità agli italiani”1, con un Ministro dell’Economia che diceva che pagare le tasse era “bellissimo”2 , con un partito di governo che esultava per l’aumento delle tasse affermando: “anche i ricchi piangano”3. Un governo quello Prodi che in 5 mesi sfornò 67 tra aumenti di tasse esistenti e nuovi balzelli che colpirono tutti: persone, famiglie, casa, auto, imprese. Oggi in un momento difficile, e all’orizzonte non si prevedono momenti facili, abbiamo bisogno di senso di responsabilità e questa manovra nel suo metodo ne è l’esempio. Certo nel merito ho molte meno certezze ma è indubbio che questa manovra è il segno che chi governa lo fa in maniera responsabile e non nasconde il difficile momento che il paese sta attraversando.

Tra metodo e merito, però, la differenza c’è. Nel metodo dell’intervento la manovra, lo dirò per grandi capitoli e articoli e non nello specifico per mancanza di spazio, prevede dal lato delle entrate un impatto complessivo di 23 miliardi di euro tra il 2010 e il 2013, dal lato della spesa gli effetti netti porteranno complessivamente a riduzioni nel triennio 2011-2013 pari a 40 miliardi di euro. Le misure che concorrono maggiormente a questa cifra sono relative a: pubblico impiego, tagli lineari alle spese rimodulabili dello Stato e riduzioni dirette agli enti territoriali. Tutto questo per migliorare il “conto economico” dello Stato. Nel solo 2012 per esempio con la manovra, le spese correnti diminuiscono di 14 miliardi con un gettito fiscale in aumento di 10 miliardi di euro.

Il rapporto tra spesa finale e PIL diminuisce nel triennio passando dal 51,8% del 2010 al 49,6% del 2012. La lotta all’evasione è uno dei pilastri della manovra, attraverso due tipologie di intervento: il “potenziamento dei processi di accertamento” ovvero il controllo su presunta evasione del contribuente il cui livello di spesa risulta eccessivo rispetto al reddito dichiarato, e le “misure anti-evasione” contro forme di elusione ed evasione. Il pubblico impiego rappresenta una delle principali voci di spesa contenuta nella manovra correttiva. Nel complesso si stima che il risparmio da questo comparto possa essere di 1,7miliardi nel 2011, mentre per il 2012 e 2013 si prevedono economie per 4,3 miliardi e 5,3 miliardi.




CLICCA SUL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE L'EDITORIALE




1 2 3 >>

Tutte le Notizie di Editoriale

 
ALTRE NOTIZIE
RSS feed