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Rom a chi?

venerdì 10 settembre 2010

Il Parlamento europeo, su iniziativa del gruppo socialista, ha approvato ieri una risoluzione nella quale esprime «grande preoccupazione per le misure di espulsione prese dalle autorità francesi e di altri paesi nei confronti dei Rom e sollecita tali autorità all'immediata sospensione di tutte le espulsioni».

Il testo che è passato, volto a colpire il Governo francese di Sarkozy più che a tutelare i Rom, dimostra come la sinistra purtroppo non abbia la stessa idea che abbiamo noi della centralità della persona nella società. Ieri socialisti e liberali hanno reso noto a tutti di non avere nessuna intenzione di elaborare quella strategia europea per i Rom tanto invocata dai governi italiano e francese e dal Gruppo PPE.

Fortunatamente appena due giorni fa la Commissione europea, con l’intervento del Commissario e Vicepresidente Viviane Reding al dibattito che si è svolto presso l’aula di Strasburgo, aveva chiarito la propria posizione sulla vicenda, dicendo di essere molto attenta al pericolo di strumentalizzazioni derivanti dai dibattiti politici tra partiti nazionali. La commissaria aveva subito fugato ogni dubbio precisando che «innanzitutto gli stati membri sono incaricati di mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza dei propri cittadini sul territorio nazionale. Questo significa che, nonostante l’importanza del diritto di libera circolazione, gli Stati membri devono prendere misure contro i cittadini comunitari che infrangono la legge. Non può esserci impunità sotto l’ombrello del principio di libera circolazione. A certe condizioni, gli stati membri possono anche rimpatriare cittadini comunitari che hanno infranto la legge, purchè questo avvenga in osservanza dei principi di proporzionalità e la salvaguardia procedurale previsti dalla direttiva europea sulla libera circolazione del 2004».
 

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