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Darwin? No, grazie

mercoledì 6 aprile 2011

Una società è giusta e virtuosa se garantisce l'uguaglianza dei punti di partenza e sa valorizzare i corpi intermedi fra l'individuo e lo Stato. In un volume uscito da pochi giorni dedicato a Luigi Einaudi, il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ricorda il principio formulato dal grande statista ed economista liberale nel lontano 1944 ancora oggi di estrema attualità. Non vedeva contraddizione fra la sua professione di fede liberista e la necessità di correttivi per assicurare condizioni di partenza uguali per tutti.

Credo sia un sano criterio di giustizia sociale che dà a ogni persona gli strumenti essenziali per impegnare senza insormontabili ostacoli iniziali la propria libertà nella realizzazione della vocazione professionale. È l'unica strada per valorizzare i talenti. Secondo tale logica a un ragazzo privo di mezzi economici saranno messe a disposizione forme di sostegno, ad esempio borse di studio, per consentirgli di iniziare il proprio percorso di formazione.

Purtroppo, nella pratica si è invece spesso preferito sostituire l'uguaglianza dei punti di partenza con aiuti successivi di tipo assistenziale, rivendicando nel contempo una diversa redistribuzione delle risorse. Il risultato è sotto i nostri occhi: la mobilità sociale è stata di fatto bloccata e sono stati mortificati desideri e sogni di tanti giovani. Distruggendo così sul nascere ricchezza potenziale per tutti.




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