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Europa disoccupata

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I giovani in piazza a Madrid (Foto Ansa)  I giovani in piazza a Madrid (Foto Ansa)
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Deve prendere il sopravvento una mentalità nuova, in cui tutti, istituzioni, imprese e lavoratori, si riconoscano pienamente. Questi non sono soltanto auspici basati su semplici supposizioni teoriche, ma è qualcosa di riscontrabile in alcuni paesi europei, su tutti la Germania. Se infatti in tutta Europa la disoccupazione aumenta, mentre in Germania diminuisce, questo non ha una ragione specifica, ma è da associare a quel circolo virtuoso creatosi in virtù della responsabilità di tutti gli attori in gioco.

Aver trasformato la flessibilità nel mondo del lavoro, che doveva essere l’occasione dal punto di vista culturale per sposare le ragioni del lavoro con le ragioni della competitività, si sta mutando, quasi geneticamente, in un atteggiamento di slealtà nella collaborazione tra imprese e istituzioni ai fini del conseguimento del bene comune. Questo si trasforma in un’ipoteca sui desideri di una generazione che finendo col vivere divisa rispetto al frutto del proprio lavoro e al proprio progetto di vita diventa una generazione incapace di speranza.

L’alternativa a questa situazione non è tanto la mentalità del posto fisso, quanto la capacità di imprese e istituzioni di dare fiducia a persone che, dopo essere state ragionevolemtne messe alla prova, devono essere considerate a tutti gli effetti partner dell’attività di impresa e partecipanti appassionati della convivenza civile.



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