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Gli errori del referendum

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La sede della Corte Costituzionale (Infophoto)  La sede della Corte Costituzionale (Infophoto)
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In passato, fu addirittura il Parlamento a modificare la legge elettorale da sottoporre a referendum perché l’abrogazione non ne stravolgesse l’efficacia, ma si limitasse a introdurre limitate modificazioni. Insomma, Parlamento e popolo avevano lavorato concordemente per trasformare un sistema elettorale proporzionale in maggioritario, coerentemente alla portata estensiva delle modifiche da apportare all’intero sistema.

La terza, conclusiva: dichiarare inammissibili i due referendum proposti è stata certamente una scelta tecnica visto che, per non lasciare il Paese senza legge elettorale, occorreva supporre che - abrogato il Porcellum (referendum totale) - dalle sue ceneri rinascesse come l’araba fenice il Mattarellum; oppure che abrogare le abrogazioni (referendum parziale) comportasse la rinascita dei dettagli del Mattarellum abrogati dal Porcellum. Ora, soprattutto quest’ultimo quesito era stato certamente formulato con grande perizia, ma tutti erano coscienti che si trattava di un’operazione non priva di rischi per la sua complessità e per le incertezze che ne avrebbero potuto derivare non solo per la legge in questione, ma per l’intero sistema.

Incertezze che - su questo credo nessuno dubiti - il Paese in questo momento non è certo in grado di tollerare.



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