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SCUOLA/ Sciopero del 30 ottobre: ragioni per non aderire, ragioni per costruire

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Pubblichiamo un documento congiunto, sottoscritto dalle associazioni Diesse, Foe, DiSAL, Associazione Culturale “Il rischio educativo”. Si tratta di persone e realtà direttamente e quotidianamente impegnate nel mondo della scuola e dell’educazione. E non sono d’accordo con lo sciopero. Strano a dirsi, leggendo i giornali; perché quando sentiamo dire che “i docenti scendono in piazza” forse siamo un po’ tentati, e un po’ spinti, a pensare che “tutti i docenti” lo stiano facendo. Invece no: ci sono docenti, presidi, studenti (si veda l’articolo di una ragazza di Crema che pubblichiamo in allegato) che non sono d’accordo, che non pensano che ci sia qualcuno che sta uccidendo la scuola. Che anzi pensano che la scuola la uccida chi vuole lasciare tutto com’è, chi vuol continuare a coltivare la propria rendita di posizione o il proprio potere, messo a rischio da un reale cambiamento dello status quo.

 

Leggete, ragionate, commentate. Il dibattito, almeno qui su ilsussidiario.net, è aperto.

 
 
  1. Il sistema scolastico italiano ha, da tempo, urgente bisogno di essere riformato: siamo ai primi posti, tra i Paesi dell’Ocse, come spesa per l’istruzione ma ciò non incide sulla qualità. Il numero di ore di lezione degli alunni  supera del 20% la media dei paesi Ocse, ma ai primi posti per la qualità dell’apprendimento vi sono Paesi dove si sta a scuola molto meno. Per questo chiediamo anche all’attuale Governo, come sempre abbiamo fatto, di abbandonare una politica centralistica, perseguita con l’accanimento delle normative, che pretendono di determinare ogni singolo aspetto della vita scolastica.
  2. Per rispondere alla emergenza educativa è indispensabile tenere conto della domanda di istruzione e di educazione che proviene dai giovani di oggi, e completare il percorso verso un assetto pienamente libero e pluralistico. Per questo è prioritario dare attuazione all’autonomia costituzionale prevista per le scuole, assicurando alle stesse veri organi di governo e risorse dirette. Gli altri cambiamenti verranno come diretta conseguenza: drastica riduzione di norme; livelli essenziali di apprendimento; carriere per i professionisti della scuola con effettivo riconoscimento del merito e delle prestazioni; dirigenza scolastica messa in grado di rispondere dei risultati; moderno sistema di valutazione che aiuti le scuole a migliorare.
  3. Una prospettiva di così ampio respiro necessita di tempi lunghi e non può essere assicurata da una singola fase di revisione degli ordinamenti o della normativa in uso. Occorre piuttosto un impegno costante per il bene comune da parte di tutte le forze sociali e politiche autenticamente riformiste. Per questo è necessario che anche i sindacati, anziché condurre battaglie di retroguardia dannose per tutti, tornino ad impegnarsi per il bene comune. Gli slogan lanciati in questi giorni e irresponsabilmente depositati sulle bocche degli studenti spinti in piazza a manifestare contro chi oggi è chiamato a governare, appaiono invece strumentali e ridicoli, tanto più perché gridati in difesa di una scuola italiana di cui tutti, in questi anni, si sono lamentati. 
  4. Le misure prese dall’attuale Governo in realtà, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all’Italia dall’Unione europea. La razionalizzazione di spesa all’interno di un sistema tanto elefantiaco quanto improduttivo è urgente e indispensabile. I provvedimenti approvati a favore di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti ne costituiscono un primo significativo segnale.
  5. Non aderiamo allo sciopero del 30 ottobre perché non ne condividiamo le motivazioni. Non possiamo accettare le posizioni corporative di un certo sindacalismo che, guidato in particolare dalla CGIL, continua ad opporsi, per ragioni di mero potere, a qualsiasi serio tentativo di cambiamento del sistema di istruzione nazionale. L’istruzione è un bene di tutti: per questo è indispensabile che ogni seria riforma si costruisca attraverso il dialogo con le componenti reali della scuola che si esprimono anche nelle loro forme associative.
 
 
Associazione Culturale “Il Rischio Educativo”
DIESSE (Didattica e Innovazione Scolastica)
DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere)
FOE (Federazione Opere Educative)

 

 

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COMMENTI
28/10/2008 - resistere al delirio collettivo (gloria anfurio)

riporto un intervento letto durante il collegio docenti della scuola primaria "g.Rodari" di Milano2 "Non rientrando nelle competenze di un collegio docenti proporre o votare una mozione contro un dispositivo di legge, ritengo non solo utile votare contro tale mozione ma oppormi alla votazione stessa in quanto atto illegale di cui sarei chiamata a rispondere ,dopo il capo di istituto, non tanto come docente ma come cittadina dello Stato italiano. Tali competenze sono esclusivamente del parlamento,e sarebbe grave che non lo fossero poiché vanificherebbero pericolosamente il diritto da tutti noi espresso all’atto del voto. Quali pericolose prospettive contro la democrazia si delineerebbero per uno stato che permettesse mozioni pro o contro le proprie leggi da istituzioni al di fuori del parlamento? Tutti siamo liberi di esprimere le nostre opinioni e anche di cercare di convincere altri, ma questo non significa che tutti gli atti siano permessi al di fuori delle proprie facoltà. Propongo quindi alla dirigente di non metterci nelle condizioni di compiere illegalità proprio in una istituzione dello Stato italiano permettendo che tale mozione venga votata." inutile dire che su un centinaio di insegnanti solo 6 non scioperano, in una scuola dove il maestro unico peraltro c'è già, si vede che la coerenza non è più una virtù. Ma un'altra domanda mi sorge: cosa ne dicono tutti i difensori della Costituzione italiana di tutto questo proliferare di mozioni da operetta? gloria anfurio

 
25/10/2008 - Il 30 ottobre andrò in classe (Gianni MEREGHETTI)

Il 30 ottobre non sciopererò! Lo so, sarò tra i pochi ad entrare nella scuola dove insegno, ma sarebbe irragionevole scendere in piazza a manifestare contro un decreto che interviene a introdurre o modificare alcuni fattori della scuola senza di fatto sconvolgerla. Uno sciopero generale si dovrebbe fare quando la scuola fosse messa gravemente in pericolo da interventi governativi sciagurati e altamente contradditori, e non è questa la situazione attuale perché il ministro Gelmini ha solo razionalizzato le offerte della scuola elementare, lasciando le diverse opzioni fino al tempo pieno, ha affiancato il voto in numero ai giudizi nella scuola elementare e media, ha introdotto l'educazione civica, ha inteso dare valore all'educazione civica, ha stabilito interventi nel campo dell'edilizia scolastica. Si può anche non essere d'accordo con questi provvedimenti, ma uno sciopero generale per interventi così particolari non è minimamente giustificato! Per questo non sciopererò, perché ciò che c'è in gioco non è la riforma della scuola, per la semplice ragione che il ministro Gelmini non sta facendo nessuna riforma! Invece la riforma della scuola urge, urge infatti che si potenzi l'autonomia delle scuole statali, che si realizzi finalmente la parità scolastica, che si valorizzino gli insegnanti che valgono, che si sburocratizzi un sistema pachidermico, urge che il sistema scolastico sia libero, ma libero davvero!

 
22/10/2008 - no allo sciopero (nicola itri)

Sono nel complesso d'accordo con il volantino delle associazioni professionali che non aderiscono allo sciopero dei sindacati del 30 Ottobre. A onor del vero penso che si sarebbe dovuto maggiormente entrare nel merito delle novità introdotte dal decreto Gelmini,ma ritengo che le associazioni professionali abbiano auspicato nel loro volantino riforme che richiedono tempi lunghi e il concorso di tutte le componenti parlamentari, sia della maggioranza che dell'opposizione, che vogliano veramente il bene della scuola e degli studenti. Io il 30 ottobre non sciopererò e con me altri colleghi dell'Istituto dove lavoro.Buon lavoro!

 
21/10/2008 - Costruiamo dall'esperienza (Diego Sempio)

Fino a ieri di scuola ne parlavano tutti (male): bullismo, insegnanti fannulloni, sprechi di denaro, scandali, etc. Oggi, magicamente, la scuola è diventata l'unica oasi felice e chi tenta di toccare qualcosa viene immediatamente bollato come pazzo perchè tutto va così bene che spostare un piccolo tassello sembra dover rovinare tutto. Evidentemente le cose non stanno proprio così. Perchè non si chiede, ad esempio, di poter attuare realmente l'autonomia scolastica? In una scuola si ritiene più opportuno il tempo pieno? Il maestro unico? Un'organizzazione didattica particolare? A partire da indicazioni nazionali generali si dia la possibilità ai dirigenti di avere gli spazi di manovra necessari: saranno le famiglie a verificare la bontà della proposta didattica e quindi lodarla o viceversa chiedere un cambiamento (magari anche perchè nella scuola vicina si è fatto diversamente...). E finalmente non ci si sentirà rispondere che è sempre colpa di qualcun altro (mancanza di finanziamenti, ministri impazziti ...). A chi ci governa dobbiamo fare arrivare la testimonianza dei tanti che a scuola fanno bene e che hanno tutto il diritto di chiedere e proporre. Invece di contestare solo a senso unico iniziamo dal nostro piccolo (scuola o quartiere, associazione di genitori, etc) incontrandoci e mettendo a tema l'esperienza che si fa. Dove si è tentato si è scoperto spesso un positivo inaspettato. Di lavoro per migliorare la scuola ce ne tanto, ma tanto di buono è già in atto.

 
21/10/2008 - BASTA!! (Giorgio Allegri)

Posto che scioperare è un diritto, trovo tuttavia nelle posizioni di chi ha commentato prima di me, che lo sciopero debba essere un dovere. Se c'è chi non la pensa come voi, fate il piacere di non rompere l'anima. Ben altre sono le situazioni più critiche e di emergenza piuttosto che questa. E poi chi è precario cosa pensa di ottenere dal mantenimento dello status quo? Una "magica" assunzione a tempo pieno? A sentir voi sembra che il Paese rischi lo sfascio...Mi verrebbe solo da ricordarvi che tanti sono stati finora i tentativi di riforma della scuola italiana. Questo non sarà certo l'ultimo. Rassegnatevi...Chi ha votato questa maggioranza sapeva benissimo che programmi aveva per la scuola. Abbiate allora rispetto per la maggioranza del Paese. La scuola non è roba vostra solo perché siete insegnanti. La scuola è di tutti, anche di chi l'ha fatta 20 anni fa o di chi deve ancora iniziarla!

 
21/10/2008 - Dalla confusione ideologica al dialogo ragionevole (Daniela Parisi)

In questo periodo la tensione all'interno delle scuole è alle stelle, perciò come associazione di docenti abbiamo mandato un contributo ai giornali locali. "Ci preoccupa infatti la confusione, la mancanza di chiarezza e di informazione che agitano la scuola. Siamo rammaricati in particolare per i metodi spesso utilizzati che impediscono un dialogo ragionevole, mentre prevale il pregiudizio ideologico e la strumentalizzazione politica giunta in taluni casi perfino al diseducativo utilizzo dei bambini nella protesta. Ci pare che la scuola non debba essere trasformata in un campo di battaglia, perchè rinnegherebbe il compito che le è proprio. La questione del "maestro unico" poi da problema pedagogico si è trasformato in preavviso della "distruzione della scuola pubblica", mentre a livello europeo è largamente diffuso." Concordo quindi pienamente con l'articolo sullo sciopero perchè mi pare che la protesta si basi più sulla conservazione dello status quo della scuola, di cui tutti si lamentano e perchè sta emergendo una deriva ideologica che spesso falsifica i dati reali provocando un eccessivo allarmismo.

 
20/10/2008 - mi sento di protestare (CECILIA BALDUCCI)

Insegno da 30 anni e lo faccio con passione e dedizione e in tutte le situazioni che la vita mi ha regalato; ma ho 2 ragioni per protestare: 1) mi sento scavalcata e strumentalizzata quando, alla ripresa dell'anno scolastico, devo di corsa adattarmi all'ultima pensata dell'ultimo Ministro, senza essere stata preparata in alcun modo (per es. una questione delicata come quella della valutazione, stabilita per decreto!). Questo mi fa percepire tutta la fragilità delle strutture su cui poggia il mio lavoro, dato che possono essere cambiate senza che i protagonisti dell'educazione siano preparati. 2) Con il decreto legge, sono stati eliminati i precedenti canali (pur discutibili) di reclutamento dei nuovi docenti, ma non ci è stato detto come verranno reclutati d'ora in poi. Conosco bravissimi giovani laureati che vogliono insegnare (nonostante tutto), ma non possono più farlo perchè sono chiusi i corsi di formazione. La mia riflessione chiede un tempo di dialogo che non ci è stato concesso perchè sono stati presi provvedimenti di fatto! Non so ancora cosa farò giovedì prossimo, perchè non mi sembra che la mia protesta sia assimilabile a quella che si leva dalle piazze, però è certo che non mi va nemmeno di star zitta!

 
20/10/2008 - I documenti congiunti del mondo della scuola (mauro gagliardi)

Sono un docente di scuola primaria con molti anni di insegnamento, non sono entrato in ruolo questo anno perchè il governo non ha dato corso al piano di assunzioni del precedente esecutivo, dopo le attuali riforme probabilmente perderò il lavoro. Migliaia di persone come me hanno superato concorsi, conseguito master costosissimi e fatto proprio quel bagaglio di conoscenze ed esperienze che solo il lavorare in modulo può dare.T agliare indiscriminatamente docenti in quel settore della scuola riconosciuto dalle comparazioni internazionali come eccellente è un non senso. La cosa che mi rattrista maggiormente è il non assistere in tv a un ragionamento nel merito portato avanti da chi la scuola la vive tutti i giorni. Per chi volesse approfondire la questione nel sito della Cisl Scuola è possibile leggere i comunicati delle associazioni professionali del mondo della scuola(AIMC,CIDI,FNISM,MCE,UCIIM) per la revoca del decreto-legge131, le dichiarazioni dei presidi dei corsi di laurea in Scienze della Formazione, il documento congiunto delle associazioni pedagogiche sul maestro unico(SOCIETA' ITALIANA DI PEDAGOGIA,SOCIETA'ITALIANA RICERCA DIDATTICA,CENTRO ITALIANO DI RICERCA STORICO-EDUCATIVA,SOCIETA'ITALIANA EDUCAZIONE E FORMAZIONE)e le dichiarazioni dell'ex Ministro della Pubblica Istruzione Sergio Mattarella che spiega come la scelta del modulo risponde a motivazione pedagogica e non occupazionale. Per costruire,migliorare, occorre confronto e non imporre visioni unilaterali per decreto.

 
20/10/2008 - RIPARTIRE DAL DIALOGO SULL'EDUCAZIONE (Angelo Lucio Rossi)

E'necessario ripartire dal dialogo nelle scuole autonome per rimettere in moto un processo riformatore. Troppo viene trascurata la vera emergenza del nostro Paese: l'emergenza educativa. Questa non è a tema nelle centrali sindacali. Troppo spesso i sindacati sono distanti dalla scuola reale e dal terremoto che sta coinvolgendo i nostri bambini e ragazzi. E' come se i sindacati burocratizzati non percepissero più il dramma di una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita e alle nostre istituzioni scolastiche. E' difficile porsi di fronte a tentativi reali dei sindacati di fronte a questa emergenza. Ripartire dal dialogo sui tentativi che andiamo ponendo nelle scuole come risposta all'emergenza educativa per generare risposte di ampio respiro. E' chiaro che lo sciopero è uno strumento che non va in direzione di una riforma del sistema scolastico. E' chiaro che non possiamo dialogare su affermazioni allarmistiche. E'strumentale parlare di fine della scuola pubblica o di privatizzazione della scuola pubblica fino ad arrivare al licenziamento degli insegnantie alla fine del tempo pieno. Per dialogare è necessario uscire dalle pastoie dell'ideologia e da un corporativismo che ha bloccato ogni tentativo riformistico. E'necessario confrontarsi sulle proposte. E' interessante il segnale lanciato da questo storico volantino. Osiamo di più per spiegarlo nelle scuole.

 
20/10/2008 - volantino sullo sciopero (Stefania Marelli)

Sono un'insegnante della scuola primaria di ruolo dal 1986 , non mi trovo d'accordo con il volantino sullo sciopero perché non dà un giudizio sui contenuti specifici dei provvedimenti del ministro Gelmini ma fa un discorso in generale che sinceramente mi lascia perplessa. Trovo molto più utile alla discussione e alla critica costruttiva, nella pagina Rubriche, la lettera aperta della DISAL al ministro. E' una riforma che ha del buono come delle cose che non vanno e bisogna avere l'onestà di dirlo anche se a proporla è la parte politica che in genere sosteniamo. Farò sciopero anche perchè , come dice il volantino nella parte finale ,"....ogni riforma seria si deve costruire attraverso il dialogo con le componenti reali della scuola .." e mi sembra proprio che questo dialogo non ci sia stato. Stefania Marelli, Arenzano Ge

 
20/10/2008 - ragioni per aderire (stefania inguscio)

Sono al corrente di ben altre statistiche: la scuola primaria italiana è al secondo posto in Europa e sesta nel mondo come qualità. Non conosco il livello degli altri ordini di scuola. Posso dire che, per quanto riguarda quella primaria, la riforma non serve. Per la scuola primaria si tratta solo di risparmiare più soldi possibili e basta. Per le altre scuole, ciò che non si è fatto finora è giusto ragionare e discutere, i decreti d'urgenza sono inopportuni. Penso che chi è già sceso in piazza e chi scenderà il 30 ottobre desidera affermare un principio costituzionale. le riforme vanno discusse e non subite. Che servano soldi è chiaro a tutti, ma prenderli dalla scuola in modo discriminato è sbagliato. Si scenderà in piazza anche per prentendere le scuse da Brunetta e compagni che hanno definito gli insegnanti fannulloni,lavoratori part time e quant'altro, senza conoscere il lavoro dei docenti che è diventato sempre più pesante, attaccato da una società sempre più negativamente distante e cieca. Si scenderà in piazza per denunciare stipendi da fame, pretendere che la busta paga dei parlamentari italiani al parlamento europeo sia finalmente ridimensionata: sono primi con lo stipendio più alto di tutti gli altri parlamentari europei, sono troppi e inefficienti. Si scenderà in piazza per denunciare gli sprechi italiani che l'opinione pubblica preferisce non vedere: i politici inquisiti e ladroni che votiamo e paghiamo con le tasse, i vari crac e scandali finanziari che paghiamo

 
20/10/2008 - Maggioranza silenziosa o giornalisti sordi? (Stefania Barbieri)

Riporto una parte (di più lo spazio non permette)del volantino distribuito da 4 docenti ai colleghi e studenti della loro scuola "Metodo collaudato, già in auge nell’Unione sovietica del tempo che fu: uno dice che la fabbrica di trattori produce male, lo accusano di tradimento, “nemico del popolo!” si grida, finisce in Siberia. Metodo dall’efficacia provata: nessuno più si azzarda a dire che la fabbrica produce male, i trattori si fermano, il Paese fallisce. Fuor di metafora: il ministro Gelmini affronta la questione del numero di insegnanti nelle scuole, questione opinabile, certo, su cui in democrazia parrebbe lecito avere dunque opinioni diverse; invece no, non di questo si parla, si rispolverano antichi discorsi, “nemica della Costituzione!” si grida, come minimo sta lavorando per la dittatura. Così del numero degli insegnanti, dei loro stipendi, della loro professionalità, di cosa significhi educare e insegnare, del nesso di tutto questo con la quantità di ore di lezione e con l’autonomia degli Istituti – questioni opinabili, certo, ma decisive per la vita della scuola, per insegnanti, studenti, famiglie – non si parla neppure. E la scuola prosegue irriformabile, gli insegnanti che amano il loro lavoro costretti a passare attraverso i mille lacci e laccioli di un sistema pensato nell’Ottocento e mai più discusso nelle sue linee fondamentali... Franco Nembrini-ITC Lotto Giorgio Marcobelli-ITC Lotto Sara Nervi-liceo Federici Roberto Persico-liceo Federici"