BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Sciopero: una studentessa dice il suo no alla “bigiata” legalizzata

Pubblicazione:

studenti_manifestazioneR375.jpg

“Il decreto Gelmini non funziona”; “La nuova riforma porterà la scuola italiana alla rovina”; Gli scioperi sono l'unico modo per riportare la situazione alla normalità”.

Frasi di questo genere sono da qualche tempo fin troppo sfruttate per definire una situazione che sembra riscuotere solo dissensi e disapprovazione. Tutti, docenti, studenti di scuole medie e superiori, universitari e sindacati sembrano essersi uniti in difesa della scuola italiana, contro una serie di provvedimenti che nessuno ha richiesto e, soprattutto, nessuno ha intenzione di accettare. Ma è davvero così?

Sono una studentessa di 17 anni e frequento il liceo classico a Crema. Personalmente non posso proprio dire di ritrovarmi nella fantomatica “opinione generale” sbandierata ultimamente dai media che sembra trovare tutti d'accordo.

Per quanto possa valere, trovo che il decreto Gelmini non sia altro che il tentativo di rimettere in sesto una situazione, quella della scuola italiana, obbiettivamente un po' critica. I punti presi in considerazione non mirano, a mio parere, ad uno smantellamento dell'istituzione scolastica a favore delle casse statali, come i più pessimisti sono arrivati ad affermare, quanto piuttosto a tentare di risolvere i problemi che sempre più prepotentemente stanno emergendo nell'ambito scolastico.

Ma a prescindere dal valore più o meno accertato di tali provvedimenti, è lo sciopero il modo migliore di affrontare una situazione di questo tipo? Davanti a una proposta non condivisa, da che mondo e mondo si risponde con una proposta migliore. Decidere di legalizzare la “bigiata” scolastica (da noi si dice così) non mi sembra il modo più ragionevole di risolvere la faccenda. Anche perché, alla fine, non siamo già abbastanza indietro nelle classifiche europee? A chi pensiamo di fare un dispetto, al Ministro dell'Istruzione? Suvvia, non facciamo ridere.

Io non sciopero perchè sono sicura che, se condividessi le ragioni delle proteste, non sarebbe funzionale al mio obbiettivo, e non mi renderebbe minimamente appagata o soddisfatta che sia. Caso mai lo sciopero è funzionale alla popolarità dei sindacati, che con la riforma hanno tutto da perdere in quanto a numero di tesserati. Ma, in definitiva, questa non è altro che la modesta opinione di una diciassettenne.

 

Anna Doglio, Liceo Classico “A. Racchetti”, Crema

 

 

Rispondi al sondaggio



© Riproduzione Riservata.
 

COMMENTI
22/10/2008 - domanda a chiara benvegnù (stefano mantovani)

Ciao ho visto che tra tutti sei la più informata, per questo ti chiederei un aiuto. Visto che anch'io sono allergico alle banane, e visto che io ho la possibilità di cambiare stato, mi piacerebbe sapere da te se esiste un posto dove sei assunto per tutta la vita dallo Stato e dove per il tuo operato devi rispondere solo alla tua coscienza. Grazie

 
21/10/2008 - in risposta al Sig Allegri Giorgio (mara perizzolo)

Egregio signor Allegri, per la seconda volta mi trovo a dover precisare il mio primo commento che, evidentemente, non era così semplice e chiaro come mi era apparso. Ben lontana dall'intenzione di voler rompere l'anima a qualcuno e di mostrare poco rispetto, ho solo voluto evidenziare che il paragone dello sciopero a una bigiata mi è parso eccessivo. Tutto qui. Mai detto che scioperare è un dovere. Mai affermato che un insegnante abbia più diritto di altri a parlare di scuola, ma, se permette, la prospettiva di non avere più un impiego di cui vivere, per molta gente, rappresenta di sicuro una situazione di emergenza!

 
21/10/2008 - contributo (stefano vignati)

"..per avere la garanzia di che cosa? " questa domanda, che appare in un precedente commento, mi sembra una questione che occorrerà affrontare prima o poi. Dato che nella vita nessuno mi ha mai garantito nulla e che neppure ho mai cercato il posto garantito mi chiedo se sono strano io o se non ci sia qualcosa, invece, che non funziona in questo tempo. Ho sempre pensato cha nella vita dovessi guadagnarmi il pane quotidiano ed anche all'università ho avuto la fortuna di dover lavorare per poter terminare gli studi. Durante la quinta liceo mio padre, un sant'uomo, mi disse che se volevo fare filosofia avrei dovuto lavorare perché lui, avendo sei figli, non poteva aiutarmi. E così è stato. Neppure mio padre mi ha potuto garantire gli studi, ha potuto invece insegnarmi ad essere uomo, a verificare il mio desiderio e quanto fossi disponibile a mettere in gioco per realizzarlo. Mi ha insegnato che c'è una soddisfazione nel veder realizzarsi quello che desideri e che c'è una fatica da fare. Mi ha fatto assaporare il gusto di essere protagonista della mia vita, lui che lavorava fino allo sfinimento per mantenerci tutti. Oggi ho quasi cinquanta anni e un posto garantito e non smetto di desiderare e di vedere ogni giorno aprirsi di fronte a me numerose possibilità di lavoro che mi costringono ad una scelta, ma forse io sono una eccezione. Ogni mattino penso che neppure il giorno che sta iniziando è garantito, semmai è un giorno dato, regalato, donato, perché io sia più uomo.

 
21/10/2008 - Risposta a Longo Mario (Giorgio Allegri)

Caro Sig. Longo, mi permetta di dire che il mio commento non era rivolto a lei, ma al clima generale dei commenti precedenti al mio. Per quanto lei scrive mi trova d'accordo sul fatto che il problema siano le risorse della scuola, ma io ritengo che siano già sufficienti. Il problema non è che si tagliano le risorse, ma che ciò avvenga con spirito di efficienza. Spendere meno e meglio si può fare (per dirla alla Veltroni). Per quanto riguarda il metodo delle riforme, piacerebbe a tutti che avvenissero con il dialogo e la condivisione di tutti, ma non sempre si può fare, specie con chi non vuole cambiare. Del resto riformare vuol dire proprio cambiare.

 
21/10/2008 - Risposta ad Allegri Giorgio (Mario Longo)

Non ho detto che scioperare è un dovere, bensì uno strumento di un paese democratico, almeno spero. Io non parlo da persona che lavora nella scuola, ma tengo a precisare che tengo a cuore le sorti di un paese come il nostro, perchè la cultura rende liberi, liberi di decidere, la ricerca porta innovazione e in Italia non c'è innovazione ma solo commercio. Quella che viene fatta non è una riforma, perchè le riforme per essere progettate vanno discusse. Una volta che una riforma si progetta, si inizia a realizzarla e per realizzarla servono anni, non è che dall'oggi al domani abbiamo un'altra scuola. Quando si progetta una casa c'è sempre un dialogo tra il progettista e il committente: il progettista non fa le cose di testa sua, ascolta i bisogni del committente e nei vincoli normativi suggerisce al committente come realizzare ciò di cui ha bisogno (è ovvio che alcuni bisogni possono non essere soddisfatti). I bisogni di una scuola nuova possono essere soddisfatti solo se ascoltati e non con la presunzione di essere nel giusto. Con l'ex-ministro Moratti si poteva dialogare con questo ministro non si può nemmeno dialogare. Ormai da 10 anni a questa parte si cercano sempre di attuare delle riforme, ma questo decreto-legge non ha nulla a che vedere con le riforme. Per quanto riguarda il voto in condotta, il grembiule sono molto daccordo, ma per avere una scuola di qualità ci vogliono risorse.

 
21/10/2008 - BASTA!! (Giorgio Allegri)

Posto che scioperare è un diritto, trovo tuttavia nelle posizioni di chi ha commentato prima di me, che lo sciopero debba essere un dovere. Se c'è chi non la pensa come voi, fate il piacere di non rompere l'anima. Ben altre sono le situazioni più critiche e di emergenza piuttosto che questa. E poi chi è precario cosa pensa di ottenere dal mantenimento dello status quo? Una "magica" assunzione a tempo pieno? A sentir voi sembra che il Paese rischi lo sfascio...Mi verrebbe solo da ricordarvi che tanti sono stati finora i tentativi di riforma della scuola italiana. Questo non sarà certo l'ultimo. Rassegnatevi...Chi ha votato questa maggioranza sapeva benissimo che programmi aveva per la scuola. Abbiate allora rispetto per la maggioranza del Paese. La scuola non è roba vostra solo perché siete insegnanti. La scuola è di tutti, anche di chi l'ha fatta 20 anni fa o di chi deve ancora iniziarla!

 
21/10/2008 - esatto (Chiara Benvegnu')

Il tuo è il modesto parere di una diciassettenne. Se non ti senti toccata dallo sfascio della scuola pubblica in quanto studentessa modello e benestante, beata te che non riesci a vedere al di là del tuo naso. Nessuno ha mai detto che la scuola attuale va bene così, ma le cose da cambiare sono altre, bisognerebbe parlare non di tagli, ma di investimenti; anche alla nostra ministra abilitata a Reggio Calabria interessa fare l'allieva modello, ovvero far quadrare il bilancio per permettere al governo di salvare l'Alitalia e i suoi parlamentari con leggi ad personam. Beata te, cara diciassettenne di Crema, mi auguro che, quando ti renderai conto della mattanza ches tai appoggiando, tu possa emigrare al più presto da questa repubblica delle Banane e salvare la tua formazione universitaria, nonchè quella dei tuoi figli. Io sono insegnante precaria e non ho idea di che lavoro farò il prossimo anno; ho studiato per prendere la laurea, ho fatto un master e due anni di specializzazione per abilitarmi all'insegnamento. Un sacco di soldi spesi per avere la garanzia di che cosa? un posto da precaria, una cattedra annuale, ogni anno una sede diversa -quando va bene, di solito ho almeno due sedi alla volta, perchè la cattedra intera è riservata a chi è più anziano di me in graduatoria. Ho una bambina di due mesi e mi vergogno di essere italiana. Se ne avessi le possibilità lascerei questo paese per garantirle un futuro migliore, a partire dall'istruzione. Tanti auguri a te, cara.

 
21/10/2008 - Motivazioni per lo sciopero (Mario Longo)

Cara studentessa diciasettenne, io fino a pochi anni fa ero tra i banchi di scuola proprio come te. Quello che voglio commentare al tuo articolo riguarda proprio lo sciopero. Forse sarai poco informata sul procedimento che è stato adottato alla Camera dei Deputati per far passare questo decreto-legge (si è ricorso al voto di fiducia...). Lo sciopero vuol dire "rottura delle trattative", questo perchè non si è voluto dialogare per riformare, ma prendere delle decisioni senza sentire/ascoltare chi nel mondo della scuola lavora da anni. Il ricorso allo sciopero è l'unico strumento di un paese "democratico" che ci è rimasto per dimostrare che bisogna trattare, che bisogna dialogare tra le parti per riformare un sistema quale quello dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Saluti

 
21/10/2008 - Squallore... (mara perizzolo)

A prescindere dal fatto che non mi sono assolutamente permessa di dare alla signorina della sfaticata (ma ho solo sottolineato la sua evidente lontananza dalle proccupazioni di chi deve tirare la fine del mese col proprio stipendio!), non penso affatto che tutti gli studenti che scendono in piazza siano seri impegnati e attenti alla realtà che li circonda.

 
21/10/2008 - sciopero=bigiata legalizzata (mara perizzolo)

In effetti è piuttosto chiaro che questa è l'opinione di una diciassettenne che non ha mai lavorato in vita sua e non ha la più pallida idea del perché i lavoratori decidano di rinunciare a parte del proprio stipendio per scioperare...

RISPOSTA:

E' veramente squallido che gli studenti vadano bene solo quando scendono in piazza per dare man forte alle rivedicazioni sindacali (allora sì che sono giovani seri, impegnati, attenti alla realtà che li circonda, e altre sciocchezze del genere); invece quando si discostano dall'opinione dominante diventano degli sfaticati diciassettenni che non sanno cosa sia il mondo del lavoro. Bel modo di guardare i ragazzi, da parte di chi dovrebbe mettere l'educazione al centro del proprio lavoro