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SCUOLA/ I danni di una demagogia di piazza che trascura le vere riforme e dimentica i tagli intelligenti

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Il mese di ottobre è attraversato dalle mobilitazioni di migliaia di studenti e di insegnanti. In attesa dei botti finali: la manifestazione veltroniana del 25 ottobre contro il governo, lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre.

A sinistra si favoleggia di un nuovo ’68. “Piacerebbe!”, verrebbe voglia di dire. Dimentichi, i meschini, che le giovani generazioni del ’68 percepivano davanti a sé un futuro utopico, realistica o meno che fosse l’aspettativa.

Nel 2008 il futuro percepito dalle giovani generazioni – e non solo – è distopico, pieno di paure e di incertezze. Dalla distopia storicamente sono sempre nati movimenti di destra. Perciò, parce sepultis.

In ogni caso, in attesa della parusia del nuovo ’68, la fucina ideologica per ora produce solo fumi. Prendiamo i tagli. Solo una demagogia senza confini può sostenere che non sono necessari. Dovrebbero essere intelligenti, questo sì. Ma perché siano intelligenti, occorrerebbe finalmente attuare le riforme istituzionali e ordinamentali già messe sul binario prima da Berlinguer e poi dalla Moratti. Peccato che a suo tempo i due abbiano goduto di analoghi moti di opposizione, in particolare la Moratti. Perciò binario morto. Già Luigi Berlinguer ha fatto notare che l’abolizione dell’ultimo anno delle superiori, didatticamente e pedagogicamente del tutto necessaria, avrebbe prodotto anche un notevole risparmio. Tocca al Ministro e al Ministero renderli intelligenti. Le strade non mancano. È noto, per esempio, che presso parecchie scuole autonome si nascondono “contabilità speciali”, cioè soldi dati dall’Amministrazione alle scuole per bypassare “fastidiose” gare d’appalto. Si tratta di milioni di euro destinati a progetti dalla consistenza culturale incerta e dall’utilità dubbia. Questi “tesoretti” si possono chiudere. Oppure basterebbe vigilare sulle spese per subappalti di cattedre e supplenze in alcune zone del Paese. E per le telefonate a fini di reperimento di supplenti.

L’Amministrazione assorbe un fiume di denaro che si perde in mille rigagnoli nascosti. C’è un modo per eliminarli? Semplificare drasticamente l’apparato ministeriale e puntare sulle autonomie e sulle Fondazioni. Se non si fanno riforme, i tagli orizzontali saranno ottusi. Ma chi convoca o sommuove la piazza contro i tagli è anche contro le riforme. Pretende di bere e fischiare contemporaneamente.

Prendiamo la questione immigrati. Se il fine resta l’integrazione e se la scuola ne costituisce un passaggio strategico, l’inserimento ex abrupto in una classe di un bambino che non parli l’italiano costituisce per lui un trauma e un peso per gli altri. L’effetto è la dis-integrazione, non l’integrazione. Quale ipocrisia può far sostenere l’opposto? Certamente il governo e/o l’ente locale devono finanziare uno spazio/tempo dedicato di integrazione linguistica, preparando il personale. Le scuole gestiscano in modo autonomo l’impresa integrativa. Meglio sarebbe stato un impegno diretto del governo sul punto, invece che affidare una questione così delicata e così strategica alla mozione di una maggioranza parlamentare composita e attraversata da pulsioni spesso divergenti. Ma un arretramento sotto la pressione della piazza e dei sindacati non aiuterebbe di un millimetro la causa dell’integrazione e neppure quella più modesta della ricerca di un impossibile consenso da parte della piazza e dei sindacati. Anche perché la mobilitazione politica e sindacale, che traina quella degli studenti, non ha altro obbiettivo che quello di abbattere il governo o, forse più realisticamente, di accumulare forze per il futuro o di sostenere un traballante Veltroni alla leadership del Pd.

Il destino della scuola interessa poco. Interessano i voti degli insegnanti e dintorni.

 

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COMMENTI
23/10/2008 - tagli intelligenti? (stefania inguscio)

160.000 carabinieri per 5.ooo caserme sparse in tutto il territorio italiano.162.000 bidelli per 42.000 scuole statali di tutta l'italia. La matematica non è un'opinone:è evidente che ci sono pochi carabinieri e pochi bidelli( nella mia scuola infatti su 15 classi distribuite su quattro grandi corridoi ve ne sono due, quando ci sono e si alternano con la portineria, senza contare i laboratori e puliscono aule e bagni durante la mattinata ore di servizio:7.30 14.30/ 16.30-17.00( a turno gli straordinari sono tantissimi). ipotizziamo il maestro unico/ prevalente e quant'altro si stanno inventando:30 alunni in un'aula attuale che può contenerne( secondo le norme vigenti sulla sicurezza ) al massimo 20/ 21/ con l'insegnante. Dove far sedere gli altri, dove mettere altri 10 banchi con altri 10 alunni(esistono i banchi a castello?) e inoltre come garantire per tutti uno stesso processo formativo adeguato, tutte le materie sulle spalle di un unico insegnante in una società, quella attuale che non è più quella di una volta, i bambini non sono più quelli di una volta: zitti, muti, fermi e seduti. così, una volta se ne potevano tenere anche 50 senza bisogno di megafono. Sono difficoltà d'ordine pratico che finora nessuno si è posto. Sono difficoltà che i docenti e i genitori consapevoli si stanno ponendo. ma la demagogia di palazzo ignora.

 
23/10/2008 - commento (paolo sivilia)

Condivido che ci sono degli sprechi nella scuola, in particolare concordo pienamente sulla inutilità di buona parte dei progetti extra-curricolari, spesso servono solo a lavorare meno e guadagnare di più da parte di dirigenti e professori.Vorrei però si facesse chiarezza sul fatto che in Italia le spese per l'istruzione scolastica sono inferiori alla media europea di un mezzo punto cioè circa otto miliardi di euro esattamente quanto è stato tagliato! Capisce l'assurdo? Inoltre centomila insegnanti di sostegno negli altri paesi non sono a carico dell'istruzione statale ma di quella locale. Come pure gli ata e gli itp. Fatti i dovuti scorpori non mi sembra sia tanto evidente quello che lei dice sul rapporto alunni-docenti e sulla spesa dello stato per studente. Anzi!

 
22/10/2008 - Cara Inguscio lasci parlare la democrazia... (Marco Voli)

La richiesta di far parlare i docenti ha una forza dialettica solo teorica. Purtroppo oggi è come chiedere ad uno che ha trovato la gallina dalle uova d'oro se per caso la vuole regalare. I docenti della Scuola di Stato (non diciamo "pubblica" perché anche quella privata è "pubblica" a tutti gli effetti) sono stati usati come massa di ricatto per tutti i governi. Il maestro unico venne istituito dopo una forzatura dei sindacati ad assumere precari sapendo che il calo demografico li avrebbe resi presto inutili. Così abbiamo il peggior rapporto docenti/studenti che si possa immaginare, e gli stipendi di conseguenza. La demotivazione fa da volano a questo circolo vizioso, e i risultati della Scuola di Stato sono fallimentari. E la colpa è del sindacato e della politica dei no a tutti livelli, con il solito uso politico e demagogico delle manifestazioni, anche con interruzione (criminali) di pubblico servizio, fatte mandando avanti degli irresponsabili per definizione come sono i minorenni. Basta. Siamo in democrazia, ho diritto che la scuola sia governata e funzioni secondo le direttive del Governo democraticamente scelto. Non esiste un popolo della scuola distinto da quello che ha espresso il voto. I facinorosi sono minoranza, lo sono sempre stati anche nel mitizzato '68. E' una questione di metodo democratico prima ancora che di sacrosante ragioni (della Gelmini) nel merito.

 
22/10/2008 - BASTA CON I SIGNOR NO! (Angelo Lucio Rossi)

Mattinata strana a scuola! Mi trovo sul tavolo una comunicazione di un fantomatico comitato genitori che invita ad un'assemblea pubblica sulla riforma Gelmini.Naturalmente chiedono che la scuola diffonda un invito con questi titoli: 1)Chiusura scuole con meno di 600 bambini.2)Entro 2012 classi fino a 35 alunni.3)Tempo pieno? Sì,ma a pagamento.4) No uscite didattiche.5)Uscita ore 12,30.Lascio ad ognuno di voi il commento su questi titoli...Si capisce che molte delle critiche si fondano sul nulla.Molte delle proteste di questi giorni trascurano un dato oggettivo:il sistema scolastico italiano ha, da tempo,urgente bisogno di essere riformato.Naturalmente spendere meno e meglio si può.Siamo ai primi posti,tra i paese dell'OCSE ,come spesa per l'istruzione ma ciò non incide sulla qualità.E' importante che queste riforme si muovano nell'alveo dell'autonomia scolastica che è da completare e da sviluppare.Guardiamo con attenzione alle misure prese dall'attuale governo senza museruola.Eliminare gli sprechi consentirebbe di ottenere rilevanti risparmi da reivestire per una nuova professionalità docente.Una funzione più che una professione, quella dell'insegnante,ridotta ad un profilo impiegatizio e sottopagato.Occorre riqualificare la spesa puntando sulla qualità,in particolare sulla formazione degli insegnanti,superando la burocratizzazione ed assicurando una vera libertà di insegnamento.In questo senso diventa importante il tema della qualità e della valutazione per le competenze.

 
22/10/2008 - Basta con la mucca da mungere del pubblico impiego (Fabrizio Losi)

La Riforma scolastica è necessaria per vari motivi: - occorre guardare la realtà di una crescente necessità di integrazione e questo comporta un sostegno per chi ha problemi di lingua in modo da creare un percorso di integrazione con gli alunni italiani - occorre smetterla di trasformare la scuola in un magazzino di dipendenti tra cui si annidano favoritismi e assunzioni senza una reale necessità. Tra l'altro pagate con i fondi pubblici cioè da noi. La sinistra adesso se la prende con la Gelmini che introduce il maestro unico per alcune materie (dando spazio ai maestri di sostegno) mentre anni fa se l'era presa proprio per la decisione opposta di non avere il maestro unico. Direi che sono bravi a lamentarsi e fare gli attori, molto meno a rimboccarsi le maniche e costruire per il bene dell'Italia.

 
22/10/2008 - tagli intelligenti (stefania inguscio)

Lasciate parlare gli insegnanti, gli addetti ai lavori su cosa c'è da combiare e riformare. Solo i docenti sanno bene cosa funziona e cosa no. cari ministri (discutibile è già la vostra posizione) lasciate a chi lavora ogni giorno nella scuola il compito di ridurre gli sprechi. la qualità nella scuola c'è. I docenti hanno le soluzioni, l'unico problema è che queste soluzioni taglia spese e taglia sprechi non piacciono ai ministri. LE SOLUZIONI CI SONO. Lasciate parlare loro.Questo è un caloroso appello diretto all'opinione pubblica l'unica ad essere disinformata.