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SCUOLA/ Il ministro Gelmini smentisce le accuse rivolte al decreto ed elogia il presidente Napolitano

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«Le immagini degli insegnanti messi alla berlina mi auguro diventino un ricordo».

L'auspicio è del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che nell'aula del Senato difende il suo decreto sulla scuola e rivendica la giustezza dell'introduzione del voto in condotta, per arginare i fenomeni di bullismo. «Ho preferito agire e spero che gli insegnanti umiliati mi siano grati». Per quanto riguarda i voti in pagella il ministro ribadisce che sono stati reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione scolastica degli alunni.

«È ora di cambiare, dobbiamo fermare il piano inclinato sul quale la scuola scivola dagli anni '90 e per farlo mi sono avvalsa di dati contenuti in un libro scritto da Giuseppe Fioroni e Tommaso Padoa Schioppa». Lo ha detto sempre il ministro dell'Istruzione, intervenendo al Senato in sede di replica dopo il dibattito generale sul suo Decreto sulla scuola che sta mobilitando gli studenti in tutta Italia.

«Nessuno ha contestato quei dati». Il ministro ricorda di aver fornito, comunque, dati sullo stato dell'istruzione all'inizio del suo impegno al dicastero e ascrive a sé il merito «di aver tolto quei dati dalle nebbie e dall'episodicità e ora sono sotto gli occhi distratti dei cittadini. Si tratta di dati che sono presenti anche in altri paesi ma lì sono stati affrontati. Mi si insulti pure ma non si limitino le libertà degli altri di poter prendere un treno o di poter seguire le lezioni». Il ministro ha invitato gli studenti ad azioni di protesta che non arrivino alla occupazione delle scuole o, come già avvenuto, di stazioni ferroviarie. «Quando ho assunto l'incarico di ministro dell'istruzione ero consapevole delle difficoltà a cui sarei andata incontro e delle proteste che accetto con consapevole rassegnazione, ma spero non travalichino il segno. Ho rispetto delle proteste ma di quelle proteste che vengono a ragion veduta».

Nel corso del suo intervento la Gelmini torna a definire legittime le proteste ma accusa gli studenti di agitazioni su un “Decreto immaginario, virtuale”. Con il pensiero rivolto agli studenti che in tutta Italia stanno manifestando nelle scuole e nelle università il ministro lancia un appello: «ragazzi, avanzate proposte ma non accontentatevi di restare fermi a un dibattito in difesa dello status quo perché questo Paese ha bisogno di riforme».

Il ministro sottolinea come il suo impegno nasca dall'esigenza di superare quel piano inclinato sul quale dagli anni '90 si sta scivolando. «Non è vero - dice il ministro mentre monta la protesta dai banchi del centrosinistra - che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole». Dopo aver criticato Veltroni che, a suo avviso cerca di cavalcare la protesta studentesca, la Gelmini rivolge un elogio al presidente della Repubblica: «Napolitano nella sua saggezza ricorda che abbiamo bisogno di una scuola migliore e auspica spazi per il confronto».



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