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UNIVERSITA’/ Gli studenti dell’“Onda” propongono la loro “autoriforma”, e si danno appuntamento al 28 novembre

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È stata approvata per acclamazione l'autoriforma degli studenti redatta a Roma, nel giorno conclusivo del week-end di assemblea nazionale degli universitari, a cui hanno partecipato, ospitati in alcuni edifici occupati dell'ateneo La Sapienza, più di un migliaio di giovani di circa venti atenei diversi, provenienti da tutta Italia.

 

Tra le linee programmatiche della «riforma dal basso», così come è stata definita dai suoi redattori, ci sono: l'abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza; il superamento del "sistema 3+2"; l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l'accesso gratuito per gli universitari a diversi servizi; il riconoscimento di "corsi di autoformazione" attraverso seminari autogestiti; l'abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l'abbassamento delle tasse universitarie (eliminate per gli iscritti appartenenti a fasce deboli); la garanzia di un salario minimo intercategoriale, fissato a 1.300 euro.

 

Sul fronte del diritto allo studio, è stata invece annunciata una «campagna di azione» per l'accesso gratuito a cinema, musei e trasporti e sono stati proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un altro dei punti dell'autoriforma dei giovani è l'abolizione delle classi di docenza, che al momento prevedono distinzioni tra associati e ordinari, e i finanziamenti diretti ai gruppi di ricerca.

 

Gli studenti dei diversi atenei del Paese sono poi ripartiti per le loro città dandosi appuntamento al 28 novembre prossimo, per una nuova giornata di agitazioni diffuse nel Paese contro la legge 133, e il 12 dicembre per uno sciopero generale «da concordare con i sindacati».

 



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COMMENTI
17/11/2008 - Problemi di Finanza (Luigi Frau)

Ma questi signori si sono resi conto che bisogna spedere meno e magari spendere meglio? Oltretutto il miglioramento della qualità della formazione dove và a finire, nel continuare a dare finanziamenti a pioggia?