BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ISTRUZIONE/ Sui fondi riservati alle scuole paritarie il governo dimostra una grave debolezza culturale

Pubblicazione:

gelmini_berlusconiR375_05ott08.jpg

 

Le scuole paritarie primarie e dell’infanzia hanno saputo solo in questi giorni che non potranno disporre dell’anticipo dei contributi spettanti per l’anno scolastico 2008/2009, già stanziati dal Bilancio 2008 e già assegnati dal Ministero dell’Istruzione. Interpellate, le Direzioni scolastiche regionali, che devono provvedere a erogare le somme ai destinatari, hanno comunicato che le casse sono vuote. E’ del tutto inusuale che fondi già stanziati vengano bloccati brutalmente. Si tratta di soldi che servono alle scuole per vivere ogni giorno, soldi di prima necessità. Non si riusciranno a pagare le tredicesime agli insegnanti. La ragione è che il ministero delle Finanze ha bloccato i fondi, almeno finché non sia terminata la sessione di Bilancio.

Poiché la sessione di Bilancio è cominciata da quando è stata approvata formalmente la Legge finanziaria da parte del Consiglio dei Ministri, ci si chiede perché il ministro dell’Istruzione e il suo apparato non si siano accorti da subito dello scippo o, peggio, abbiano finto di non vederlo o, peggio ancora, abbiano, per disattenzione e sciatteria, trascurato “il particolare”.

Su questo è dunque lecito porre alcune domande:

  1. Il programma di governo del centrodestra non aveva, tra i suoi punti cardine, la libertà educativa? Le promesse elettorali sono dunque carta straccia?

  2. Il Governo non si era impegnato a provvedere all’introduzione di una effettiva libertà di scelta da parte delle famiglie, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno presentato il 9 ottobre proprio su questo tema?

  3. Il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas non ha forse garantito ufficialmente che «i finanziamenti pubblici per le scuole paritarie verranno assicurati dell'ammontare necessario a garantirne il funzionamento a pieno regime?»

  4. Non si era detto (ilsussidiario.net, 11 novembre 2008) che sarebbe stato discusso e votato un altro ordine del giorno che, oltre a chiedere i fondi per gli istituti di istruzione non statali, avrebbe posto anche la questione della piena e totale parità scolastica da raggiungere entro la fine della legislatura?

  5. Non preoccupa nessuno il fatto che possano chiudere le scuole paritarie, con conseguente trasferimento di tutti gli alunni alle statali, dove il costo è dieci volte superiore?

Quale che sia la risposta a queste domande, emerge con tutta evidenza un dato culturale e perciò politico di prima grandezza: che i temi dell’istruzione e dell’educazione non sono al primo posto nell’agenda del governo. Mentre si buttano milioni di euro in improbabili salvataggi di carrozzoni clientelari, quali l’Alitalia, in nome della lisa retorica della compagnia di bandiera nazionale, non si provvede alle necessità essenziali della Nazione. L’educazione è l’ossigeno del paese, è il respiro delle giovani generazioni. Non è un optional. Possiamo stringere la cinghia su tutto, risparmiare, razionalizzare, ma non morire.

Resta da constatare malinconicamente il divario tra le promesse e la realtà effettuale. Non è la prima volta. Le promesse, si sa, generano consenso, quanto più sono rutilanti e multicolori. Ma quando i fuochi d’artificio si spengono nel buio, anche il consenso ne condivide il destino.

 



© Riproduzione Riservata.
 

COMMENTI
20/11/2008 - commento (Massimiliano Vivenzio)

E' inammissibile che un Governo possa scivolare su un principio fondamentale qual'è la libertà di educare. Il problema educativo per essere risolto richiede un percorso certo ed un cammino sicuro. Diversamente si minano i fondamenti della società, si pregiudica il diritto delle future generazioni, ma soprattutto si rischia - come viene indicato nell'editoriale di oggi da Fontolan - di autofondare l'istruzione separandola dall'educazione. Stamane mia figlia (8 anni) è andata a scuola con la solita felicità di chi si sente parte del progetto educativo che le viene quotidianamente proposto. Per questo sto con Lupi, Farina,Palmieri, Toccafondi, Vignali.

 
20/11/2008 - reali emergenze (Claudia Capitani)

Non credo, purtroppo, che qualcuno tra degli interessati risponderà a queste domande. A parte un pugno di deputati – continuamente presi in giro dal governo – i collaboratori del ministro sono occupati in altre faccende. Anche chi, fino a poco tempo fa, non faceva altro che ricordare “La grande emergenza educativa!” (in aula, in commissione e da tutte le parti) non ha più tempo per queste cose - tra i continui elogi al presidente del consiglio e le stucchevoli (quando poco opportune) celebrazioni del ministro dell’istruzione. Quelle sono le (reali) emergenze. Più che collaboratori o deputati, abbiamo una schiera di menestrelli e bodyguard. c

 
19/11/2008 - DISASTRO PER LE PARITARIE (Beppe Lorenzetti)

D'accordissimo con quanto affermato dal Presidente Silvano. Per le scuole PUBBLICHE PARITARIE è un disastro nel vero senso della parola. Come già detto sia da Silvano sia da i commentatori, le scuole Paritarie contano moltissimo su quei fondi perche in base a essi i gestori prendono una serie di decisioni per poter condurre al meglio una scuola. La cosa che fa più paura è che in questo momento siamo veramente in alto mare pur avendo una enorme richiesta da parte delle famiglie di poter iscrivere i propri figli. Per inciso teniamo presente che in un istituto paritario composto da: infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, le prime due sono quelle che "beccano" qualcosa in più (non esauriscono il problema, comunque...), e per le altre due il contributo è irrisorio quindi se si prende un bilancio qualsiasi si potrà constatare che l'infanzia e la primaria permettono la sopravivenza delle altre. Non immagino cosa potrà succedere se si dovesse percorrere un'altra strada...anzi lo so la morte dell'istituto.

 
19/11/2008 - il berlusconismo e la parità (Luigi Del Prete)

Ottimo il suggerimento di far iscrivere gli alunni delle scuole paritarie alle scuole pubbliche, in alternativa si può procedere alla chiusura per un anno delle nostre scuole al fine di mettere l'inconcludente governo Berlusconi di fronte alle proprie responsabilità. Urge far capire anche all'opinione pubblica che la demagogia tanto di destra quanto di sinistra è uno strumento obsoleto per affrontare un tema cosi serio come la libertà di scelta nell'educazione. Si ribadisce la stanchezza di doversi continuamente trovare a difendere le piccolissime conquiste fatte nel nostro paese "a civilità limitata" come lo ebbe adeguatamente a definire il grande economista Sylos Labini. Già nel 2002 Tremonti tentò un colpo di mano contro le scuole paritarie proponendo un taglio che sarebbe stato mortale già allora. Dobbiamo prendere atto che solo il centro sinistra ha sostenuto e difeso la libertà di scelta, anzitutto varando la 62 del 2000 (Governo Amato) e poi garantendo senza tentennamenti quanto già acquisito a vantaggio della libertà di scelta. Dall'altro lato abbiamo assistito ad un Tremonti che sin dal 2002 fa la guerra alle paritarie, e ad un berlusconismo tutto slogans e poca sostanza dal quale abbiamo oramai ben poco da sperare per il futuro. Per ora meditiamo concretamente sulle misure da adottare utilizzando questo spazio concesso da IL SUSSIDIARIO Luigi del Prete - Presidente FONDAZIONE MOSCHETTINI (COPERTINO - LECCE)

 
19/11/2008 - LIBERTA',LIBERTA',LIBERTA' DI EDUCAZIONE! (Angelo Lucio Rossi)

Il governo dimostra una gravissima debolezza educativa,culturale e politica sui fondi riservati alle scuole paritarie? Non è una novità.Siamo abituati alle promesse.Siamo abituati a chi annuncia riforme senza i soggetti reali dell'educazione.Siamo ancora fermi al dibattito tra Spaventa e Rosmini.Spaventa auspicava tutte le libertà, ma non la libertà di educazione per non favorire le scuole dei preti.Chi ha paura della libertà di educazione? Chi è interessato a fermare le lancette della storia sullo statalismo? Chi ha interesse a bloccare le scuole autonome e libere? Chi ha paura di una reale concorrenza tra le scuole? Nel nostro Paese c'è una resistenza culturale e politica che accomuna vari soggetti. E il governo? E il ministro della pubblica istruzione? Certo,è intervenuta la legge 62/2000,che riconosce che "il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e dagli enti locali".Ma dall'affermazione di principio sono stati fatti derivare solo doveri,nessun diritto.Dobbiamo rilanciare con forza la battaglia per la libertà di educazione con l'introduzione di una effettiva libertà di scelta da parte delle famiglie senza fare sconti a nessuno.Siamo stufi di quelli che chiedono il consenso alle loro riforme senza nessun coinvolgimento con i veri protagonisti della scuola.Siamo stufi di gente che non ha interesse e passione civile nel difendere una grande scelta di libertà.

 
19/11/2008 - grottesca vicenda sulle scuole paritarie (Giacomo Buonopane)

Forse può essere utile conoscere qualcosa in più sulla grottesca vicenda. Su un sito scolastico specializzato ho trovato questa cronaca che non so se corrisponde al vero: "La conferma dei tagli ha avuto risvolti quasi farseschi (se non fosse per la delicatezza del problema) alla Camera lo scorso 10 novembre. Sia maggioranza che opposizione avevano presentato emendamenti quasi identici che prevedevano il ripristino dei fondi oggetto della "svista" dell'esecutivo. A quel punto, la maggioranza aveva ritirato il proprio emendamento, e Gabriele Toccafondi del Pdl, firmatario dell'emendamento aveva apostrofato ironicamente sul nuovo atteggiamento dell'opposizione: "Dobbiamo prendere atto che il partito democratico è per il pieno riconoscimento della scuola privata e che lavorerà per noi in questi cinque anni per la reale parità scolastica e sarà anche al nostro fianco per spiegare ai manifestanti che non è vero che si taglia alla scuola pubblica per dare alla scuola privata". Questa pura e gratuita provocazione aveva finito con lo scompaginare tanto le fila dell'opposizione, quanto quelle della maggioranza, e così l'emendamento presentato dall'opposizione che ripristinava i fondi tagliati alla scuola privata è stato bocciato con 198 sì e 244 no. Con l’approvazione di oggi (13 novembre) della finanziaria le paritarie restano senza fondi! Ora l’unica speranza del ripristino del grave taglio alle paritarie passa al Senato!" giacomo buonopane

 
19/11/2008 - La pazienza ha un limite (Daniele Scrignaro)

E' la quarta volta che un governo Berlusconi promette la libertà educativa e la reale parificazione nella scuola pubblica. Che trovi forti resistenze è noto. Si potrebbe aiutarlo iscrivendo tutti i figli che frequentano le paritarie alle statali e mandandoceli il prossimo anno scolastico (per una settimana, o un mese). Giusto per far capire che, oggi, l'educazione è l'emergenza principale.