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SCUOLA/ Troppi insegnanti? Non è una novità. Il vero problema è come premiare il merito

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Le anticipazioni del Rapporto 2009 della Fondazione Agnelli non evidenziano nulla di sorprendente sul mondo insegnanti: che siano troppi, che il rapporto insegnanti-studenti sia tra quelli più elevati in Europa, tutto ciò è già noto, per cui la Fondazione Agnelli non fa che confermare quanto già saputo. Non è infatti uno scoop giornalistico che «nelle scuole statali dal 1951 al 1978 il numero degli insegnanti sia triplicato passando da 240 mila a 732 mila e in seguito, nonostante la contrazione della popolazione studentesca, il trend non si sia arrestato arrivando oggi, nel complesso, a superare abbondantemente il milione di persone». Come non è una sorpresa che «il rapporto tra allievi e insegnanti sia oggi prossimo a 11, al netto dei posti di sostegno, uno tra i più bassi dell'area Ocse», tanto meno c'è da meravigliarsi che«il numero di ore d'insegnamento frontale per docente sia del 10% circa inferiore alla media europea, con classi di dimensioni più piccole e stipendi più bassi del 10%».

 

Tutto vero, ma tutto noto. La questione seria è come far fronte ad una situazione che rischia di perpetuare per tanti anni ancora l'attuale corpo docente con un lento dimagrimento, oltre al fatto di impedire ai giovani l'ingresso dentro la scuola. Il problema comunque non è vecchi o giovani, ma chi è capace di educare e di istruire e chi invece non lo è. Questo è il dramma della scuola, un dramma che nessuna statistica riesce a rilevare, ma che studenti e genitori conoscono bene e con una precisione che vale più di tante ricerche.

 

Come fare per uscire da questo tunnel che di fatto ha rallentato il cammino della scuola, causandone di fatto la crisi? È infatti sugli insegnanti che si gioca la qualità della scuola, non certo sui progetti di riforma né sulla ridefinizione delle procedure. La strada c’è, ed è quella di affidare alle scuole la scelta degli insegnanti, una strada cioè di liberalizzazione del sistema, che elimini il ruolo docente e faccia dell'insegnamento una libera professione. Solo in questo modo chi vale – sia vecchio o sia giovane poco importa – insegni; chi invece non lo sa fare, si indirizzi verso un’altra professione. Non è giusto che siano gli studenti a dover pagare l'ignoranza culturale e l'insensibilità educativa di tanti, troppi insegnanti.

 

Questo è il vero dimagrimento: che insegni chi lo sa fare. Ma avrà l’attuale ministro il coraggio di percorrere l'unica via seria per ridare agli insegnanti il suo valore e alla scuola insegnanti validi? Avrà il coraggio di realizzare ciò che Berlinguer ha messo solo sulla carta, ovvero l’autonomia e la parità scolastica? Chi ama la scuola e chi fa con passione il lavoro di insegnante se lo augura.

 

 

(Gianni Mereghetti)

 



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COMMENTI
05/12/2008 - la professionalità e il merito? (mariarosaria improta)

Giusto premiare il merito, ma non tagliare fuori tutti i docenti che hanno insegnato da un minimo di 5 a un massimo di 25 anni. Tra essi ce ne sono tantissimi che sono preparati e amano il loro lavoro svolgendolo con con passione ed assoluta professionalità.(perchè non chiedere ai dirigenti scolastichi una valutazione su tali docenti? perchè non controllare se sono degli assenteisti? Assumere docenti meritevoli con un serio bagaglio esperenziale non sarebbe male e si darebbe un senso di giustizia valoriale per chi veramente ama questo lavoro) Di contro ci sono insegnanti di ruolo che insegnano da tantissimi anni ma che lavorano solo per il gusto di portarsi lo stipendio a casa...anzi molti di essi alla proposta del ritorno al maestro unico sa cosa hanno risposto? "meglio così lavoriamo di meno e guadagnamo lo stesso stipendio...facciamo le nostre 4 ore e via! Ma che professionalità!

 
05/12/2008 - Creare da subito spazi di libertà nella scuola (Bruschi Franco)

Condivido quanto scrive Gianni Mereghetti che sono gli insegnanti il punto centrale della scuola, dato che fondamentalmnete la scuola è l'incontro fra la domanda dei giovani e l'ipotesi, la proposta degli insegnanti. Per una vera riforma educativa della scuola, che faccia fronte alla gravissima emergenza educativa occorre far incontrare i giovani che hanno una domanda con gli adulti che hanno una ipotesi esplicativa del reale da offrire. Per questo propongo che in ogni scuola all'inizio dell'anno scolastico si organizzino degli incontri fra gli studenti e gli insegnanti, aperti ai genitori. Gli insegnanti in quella sede proporranno il loro percorso educativo, fatto di scopi, finalità, metodi e contenuti, formulando una proposta chiara di lavoro, magari anche proponendo una lezione tipo,esemplificativa, dando spazio al dialogo e alle domande degli studenti, che alla fine possono decidere con chi e perchè vogliono vivere quell'anno la loro avventura educativa. Questo a mio parere è il modo più semplice per introdurre, da subito, in una scuola sempre più burocrattizzata degli elementi di libertà e di libera decisione che educhino sia adulti che giovani ad assumersi le proprie reponsabilità nel cammino educativvo e formativo. Franco Bruschi, insegnante ITPA Tradate.

 
05/12/2008 - scuola (gianni romolotti)

Caro Mereghtetti,non sono nè preparato, nè informato come te. Sono un pò nella condizione di chi vede che il re è nudo. Dunque: Punto uno. Da decenni non facciamo più figli, da decenni stà aumentando il numero dei docenti. La storiella degli immigrati è recente, diciamo problema degli ultimi dieci anni. E prima? Prima perchè si assumevano maestri su maestri? E per di più non preparati e sopratutto in gran parte co-mu-ni-sti? Punto due. Come sai meglio di me, in maniera sottile, velenosa e vergogonosa abbiamo, hanno "insegnato" ai nostri figli che ci sono diritti ma non doveri. Eccoli i risultati Punto tre. Appunto hanno il diritto di vestirsi da barboni, di bestemmiare, di fumare, di filmare,di girare mezze nude. Punto quarto. I famosi docenti assunti -con contropartita voti -, sono in buona parte figli di quel sessantotto stramaledetto che nulla ha prodotto di buono. Nulla. Punto quarto. Cosa fare? Ringraziare Dio che ha dato una forza straordinaria ed una competenza inaspettata ad una giovane donna, la Gelmini, ferma e determinata. Ha gli attributi che molti politici non hanno e, con essi, molti preti e molti genit. Coraggio guardiamolo questo re che è nudo e cerchiamo di coprirlo. Viva la Gelmini ps. questa nota ti parrà strampalata e lo è agli occhi dei "Potenti e sapienti". Non sono tra quelli. Per me la scuola attuale è uno schifo, i docenti sono asini in gran parte e le famiglie hanno rimesso a questi geni l'educazione dei loro - pochi figli. Pace e bene