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Gli studenti alla riscoperta del valore culturale del lavoro

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Non è probabilmente necessario richiamare le dichiarazioni di Lisbona 2000 sull’importanza degli investimenti nel capitale umano per sottolineare il ruolo strategico della formazione scolastica e professionale nell’ambito delle politiche di sviluppo nazionali ed europee; meno scontato è però decidere i passi da fare per intensificare il coinvolgimento dei diversi attori ed innalzare la qualità dei risultati. Nel caso italiano, tra i problemi da superare vi è la forte divaricazione tra la cultura scolastica e la cultura del lavoro sperimentata sul campo: una divaricazione che penalizza l’inserimento nel mondo del lavoro delle leve giovanili sia a livello di atteggiamento che di competenze. Ben diversa è la situazione in altri paesi europei (si pensi alle scuole politecniche di alcuni paesi dell’Est europeo) e in importanti esperienze pilota disseminate in alcune regioni italiane e in special modo in Lombardia, dove le recenti “Norme sul sistema educativo di Istruzione e Formazione” e la nuova legge sul mercato del lavoro stanno diffondendo elementi di reale novità per rendere l’esperienza lavorativa una parte integrante della formazione scolastica e culturale della singola persona.
A questa svolta culturale ed operativa contribuisce in modo rilevante il progetto “Lavorare per conoscere. Conoscere per lavorare”, promosso dall’associazione Diesse Lombardia - Centro per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti, con il finanziamento e il patrocinio della Direzione Generale dell’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione, che nell’anno scolastico 2008/2009 vedrà impegnati insegnanti e studenti di 350 enti, comprendenti scuole secondarie di I e II grado e centri di istruzione e formazione professionale. La proposta didattica elaborata da Diesse, che verrà presentata anche a Varese, Lecco, Cremona e Brescia, ha lo scopo di promuovere la cultura del lavoro nella scuola, di aiutare gli insegnanti a superare un’idea del sapere solo teorico, di coinvolgere gli allievi nell’elaborazione dei progetti per sviluppare autonomia e responsabilità, di far conoscere ai ragazzi la realtà lavorativa del proprio territorio.
Alla presentazione di questo progetto a Milano (avvenuta lunedì 21 aprile nell’Auditorium Don Bosco) sono intervenuti due testimoni eccellenti della cultura d’impresa come François Michelin, presidente onorario della storica fabbrica di pneumatici di Clermont Ferrand e Giuseppe Angelico, amministratore delegato della Ceccato Spa.
“Con la partecipazione a questo progetto – ha dichiarato nel corso del suo intervento Gianni Rossoni, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro – la Regione Lombardia vuole riaffermare il suo grande impegno nel campo dell’istruzione-formazione e del lavoro, inteso come fattore di sviluppo personale e culturale, elemento per l'inclusione sociale e veicolo di espressione della società lombarda. Con questa esperienza vogliamo suscitare l’interesse dei giovani per lo studio e il lavoro, valorizzando la collaborazione tra gli insegnanti e le imprese”.
Alle classi che parteciperanno al progetto saranno forniti testi inediti - di natura letteraria, filosofica, storica, artistica, giuridica ed economica – che documentano tre specifiche dimensioni: il lavoro come espressione della creatività umana (dominio dell’uomo sulla natura, invenzione di nuovi prodotti e di nuove tecnologie), come processo di emancipazione dell’uomo (affermazione di sé nella comunità umana; superamento di forme di sfruttamento e di ingiustizia sociale), come fonte di solidarietà sociale (interdipendenza, collaborazione, cooperazione).

Mariella Ferrante (Presidente Diesse Lombardia)



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