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SCUOLA/ La Gelmini segna la strada per la svolta. Firmato: un insegnante

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L'intervento del neoministro Mariastella Gelmini  alla Commissione Cultura della Camera rappresenta una interessante base su cui lavorare per una svolta finalmente incisiva dentro la scuola, una svolta che, come giustamente ha sottolineato il ministro, non deve essere affidata ad un nuovo disegno riformistico, bensì alle energie vitali presenti dentro la scuola che da anni aspettano di essere liberate per poter costruire. Perché la scuola faccia finalmente la svolta da tanto attesa e mai compiuta la strada è una sola, e il ministro l'ha indicata con chiarezza: è quella di disegnare «un sistema pubblico di istruzione che fondi sul principio di sussidiarietà forme di pluralismo educativo».

Occorre mettere la parola fine allo statalismo che ha paralizzato il mondo della scuola portando ai livelli di degrado umano e culturale cui oggi siamo, e cui sarà impossibile porre rimedio senza il coraggio di una scuola in cui la libertà non sia una gentile concessione dell'istituzione, bensì il motore propulsivo. Una scuola nuova ci sarà quando lo Stato non vorrà essere lui a definirla, ma quando l'affiderà ai soggetti che sono impegnati quotidianamente nell'educazione, a partire dai genitori per arrivare agli insegnanti. Con il varo di una effettiva parità scolastica si potrà «realizzare un nuovo salto nell'Autonomia degli Istituti scolastici, facendo leva sulle capacità manageriali dei loro dirigenti, all'interno di organi di governo aperti al contesto sociale e territoriale, sulla valutazione sistematica dei risultati». Senza una effettiva parità scolastica invece il rafforzamento dell'autonomia sarebbe un passo in avanti nello statalismo e conseguentemente una riduzione ancor più forte della libertà in campo scolastico.

Per questo il ministro Gelmini deve operare in modo contestuale, rafforzando contemporaneamente parità scolastica e autonomia. Nessuno finora l'ha fatto, tant'è che la concessione della parità scolastica è stata una accelerazione della morte delle scuole libere. Il ministro si trova di fronte ad un compito urgente e decisivo, quello di sviluppare il sistema scolastico in modo equilibrato, facendo della sussidiarietà il suo principio. Sussidiarietà come principio che promuove e valorizza coloro che liberamente fanno scuole, sussidiarietà come principio che valorizza chi dentro la scuola statale opera. Mai più statalismo: questo è il punto di svolta. Ed è solo facendo leva su un sistema scolastico sussidiario che si premierà il merito e si valorizzeranno gli insegnanti. In questo orizzonte è evidente che si dovranno trovare i fattori per poter premiare chi vale sia tra gli studenti sia tra gli insegnanti. Forse partendo dagli insegnanti l'ondata poi andrà a finire sugli studenti. La questione è aperta, anche se un sistema scolastico in cui vi sia libertà di scelta della scuola e degli stessi insegnanti avrebbe già varato il fattore decisivo per identificare chi merita. La valutazione del servizio si vede infatti dal fatto che venga o non venga scelto; ma, ed è questa la domanda seria, si avrà il coraggio di affidare il giudizio di un servizio pubblico a coloro che vi ricorrono? Quando lo si avrà, saremo in un sistema realmente libero.

(Gianni Mereghetti)



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COMMENTI
13/06/2008 - Bene il Ministro ma andiamo avanti (FRANCO BIASONI)

Anch'io ho letto con grande interesse l'intervento del Ministro Gelmini. E' veramente tutto condivisibile. Tuttavia si tratta come sempre di passare dalle parole ai fatti. Il punto fondamentale è l'autonomia delle scuole. Senza scuole realmente autonome chi la fa da padrone sarà sempre la burocrazia sindacal-ministeriale e tutti i cambiamenti saranno, gattopardescamente, un "cambiare tutto perchè non cambi nulla" come insegna l'istituzione della "parità". Finch'è non si risolverà il problema della "governance" delle scuole tutto rimarrà al livello di chiacchiera e di manifestazione di buona volontà. Quindi: scuole governate da un CDA eletto dai genitori (ma non formato da genitori), dotazione di fondi da gestire autonomamente per il funzionamento e la manutenzione, chiamata diretta di dirigenti ed insegnanti da un elenco di abilitati. Senza di questo tutto rimarrà una pia illusione o uno specchietto per le allodole.