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MATURITA'/ Davide Rondoni commenta le tracce della prima prova

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La poesia, i sentimenti via sms, lo straniero nella letteratura. Sembra che al Ministero abbiano voluto, pur con le inevitabili concessioni ai temi sociologicamente attuali, far rilevare ai nostri ragazzi che è importante lavorare sulla propria interiorità. Le immagini, come dice la poesia di Montale, rimangono dentro di noi, e la nostra memoria, il nostro amore le lavora, le onora, dà loro rilievo. Non siamo lastre di macchina fotografica o consumatore che deve essere impressionato, sedotto meccanicamente. C'è uno spazio dentro l'uomo. Lo chiamiamo anima? Libertà? Anche un sms serve per esprimere quel che siamo. Nei paesi o nei luoghi più poveri del mondo spesso manca il pane o il companatico, ma non il telefonino. Solo devianza, solo moda? O non è forse il segno che l'uomo ha bisogno come il pane di essere in relazione con altro da sé, e perciò ogni strumento, ieri la penna e la carta, oggi la tastierina dell'sms è valido per tentare di dire se stessi?

Certo al ministero potevano evitare lo svarione di dire ai ragazzi che la poesia di Montale era dedicata a una figura femminile. E' per un amico. Ma ai solerti funzionari è bastato leggere "ripenso al tuo sorriso" e poiché forse pensano che Montale o Mogol è più o meno lo stesso (povera Italia) han trasformato il Nostro in una specie di Baglioni. Ma la poesia se ne fotte, e che sia per un amico o una donna, porta il suo inquieto messaggio su come la memoria lavora le immagini e viceversa, su come in noi c'è uno spazio che ospita il mondo, le presenze anche quando non le abbiamo davanti. Perché, come sapeva Baudelaire, maestro di Montale, la vita è fatta di corrispondenze, e come ha scritto Saint-Exupery, che volando vedeva tanto mondo, l'essenziale è invisibile agli occhi.

Davide Rondoni

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