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EDUCAZIONE/ Gli esami in azienda: l'esempio di "Cometa", all'avanguardia nella formazione professionale

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La passione educativa genera qualità della formazione e dell’istruzione. Questo è la prima constatazione che si può trarre dall’esempio di straordinaria efficienza dato da “Cometa Formazione”.
“Cometa” è una grande opera educativa, nata a Como nel 1987. Scopo originario è quello dell’accoglienza di minori in affido: una realtà costituita da quattro famiglie, che, oltre ai loro 14 figli naturali, accolgono altri 24 ragazzi. Proprio dal bisogno di dare un’educazione completa a questi ragazzi, è nata nel 2003 “Cometa Formazione”, che, tra le altre cose, offre percorsi personalizzati dentro un vero e proprio corso di formazione professionale. 

Ebbene, quest’anno in Cometa Formazione l’esame di qualifica al termine del percorso triennale per Operatore dell’Area Tessile e Moda si è svolto in maniera del tutto innovativa, potremmo anzi dire all’avanguardia: la prova professionalizzante, vale a dire la realizzazione del prodotto, è stata svolta dagli allievi direttamente in azienda.
Bisogna specificare che questa prova rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’esame di qualifica perché non si tratta di una “simulazione”, ma di arrivare fino alla realizzazione di un prodotto originale. I ragazzi infatti hanno dovuto dimostrare di conoscere il funzionamento del telaio realizzando un tessuto progettato da loro nella prima giornata d’esame. Normalmente il disegno rimane sulla carta, invece questa volta (ed è la prima volta che succede ad un esame di qualifica) i ragazzi sono arrivati alla creazione del “loro” prodotto. 

Il significato e il valore di questa esperienza sono molteplici, sia per i ragazzi che per le aziende che li ospitano e che mettono a disposizione tecnici e attrezzature idonee allo svolgimento della prova. Significativo per i ragazzi è innanzitutto il “mettersi alla prova” in un ambito reale, sperimentando le loro effettive competenze in un contesto che rappresenta il loro futuro lavorativo. La prova si realizza in aziende in cui alcuni di loro hanno già svolto l’attività di stage durante l’anno e diventa perciò anche un approfondimento della conoscenza reciproca tra l’alunno e l’impresa, occasione importante in vista di opportunità di lavoro. 

Ma l’importanza di questa esperienza formativa, e soprattutto del livello qualificante con cui il valore di questa esperienza viene valutato e certificato, è anche nel modello che essa rappresenta in termini di impostazione generale del problema della formazione professionale. Troppo spesso ancora oggi l’avviamento ad una professione manuale viene concepita come “serie B” rispetto all’istruzione liceale, quella cioè legata al proseguimento degli studi. Questo è un errore che non solo genera disastri dal punto di vista educativo, ma anche per quanto riguarda la concezione e l’impostazione generale del nostro sistema scolastico. L’esempio di alta qualità dato da Cometa Formazione chiarisce bene il fatto che la formazione professionale, fatta con passione e mirando ad ottenere un risultato efficace e certificato, merita una posizione di rilievo nel sistema scolastico, secondo un modello che già in Regione Lombardia è attivo e funzionante, e come ben si vede dà anche ottimi risultati. Prima caratteristica di questo modello è certamente il fatto che tramite la formazione professionale si possa arrivare all’assolvimento dell’obbligo scolastico; secondo punto, che tramite il costante collegamento con le realtà produttive presenti sul territorio si arrivi ad una totale compenetrazione tra mondo della formazione e tessuto economico, fino al punto, come nel caso di Cometa, a svolgere gli esami in azienda, laddove è necessario testare le capacità dei ragazzi. 

Sempre nell’ambito di Cometa, poi, altre esemplificazioni di questa collaborazione tra scuola e azienda per la realizzazione di un percorso formativo significativo sono stati i progetti “Te-Le” (TEssuto e LEgno) e “ Tradizione è vita”, che si sono svolti nei due anni precedenti.
Il primo ha visto i ragazzi accompagnati da maestri artigiani nel trasformare sedie semi-lavorate in pezzi unici in cui la lavorazione del tessuto e del legno si sono fuse secondo una tradizione artigianale. Il secondo progetto è partito da una visita alla città di Napoli e al Distretto tessile di S. Leucio di Caserta, durante la quale i ragazzi hanno potuto scoprire e riconoscere nella realtà i segni di una tradizione di lavoro artistico e artigianale ancora viva. Hanno trasformato i materiali raccolti dagli incontri e documentati anche con foto in un lavoro durato tutto l’anno, che ha coinvolto la maggior parte delle discipline, soprattutto dell’area tecnico-profesionale e che ha portato alla ideazione e realizzazione di una mini-collezione di tessuti per arredo che sono stati presentati alla fiera internazionale “Proposte” di Cernobbio.



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