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SCUOLA/ Sui debiti il ministro ha agito bene, valorizzando l’autonomia scolastica

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Il mondo della scuola si aspettava che il nuovo ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini una posizione la prendesse a riguardo della delicata questione delle attività di recupero dei debiti scolastici. Molti si auguravano che fosse un vero e proprio ribaltamento della situazione, visto che l'ordinanza Fioroni non funziona e mette le scuole a rischio di implosione.
Invece il primo intervento del Ministero è stato improntato a concretezza e realismo, in quanto con tutta probabilità il ministro si è reso conto che fermare un treno in corsa sarebbe stato ancor più catastrofico che lasciare che l'anno si concludesse alla bell’e peggio nel modo con cui le scuole hanno programmato. Quindi l'anno scolastico si chiuderà come programmato! Bene ha fatto il ministro a non prescrivere nulla alle scuole, ma ad affidarsi alla loro autonomia, assicurando alle iniziative di recupero circa 250 milioni di euro, una somma se non sufficiente almeno significativa. Questo non significa che l'anno scolastico si concluderà senza problemi, anzi rimangono del tutto aperte le gravi questioni già evidenziate nel corso dell'anno, come la inefficacia di una modalità di recupero che privilegia il lavoro di gruppo all'intervento ad personam, o come una organizzazione delle attività che mette a rischio l'inizio del nuovo anno scolastico. Affidando all'autonomia delle scuole la responsabilità di decidere e di prendere iniziativa il ministro ha voluto dare una indicazione chiara, quella che la didattica e la valutazione appartengono alla libertà di chi fa scuola: si tratta quindi di una chiamata alla responsabilità, una responsabilità non solo esecutiva, ma ancor prima di impostazione del lavoro scolastico.
È auspicabile che questo modo di procedere non sia dettato dall'urgenza, ma rappresenti la novità del ministero Gelmini, ossia che non sia più il ministro a dire che cosa un insegnante debba fare nella sua classe, ma che sia l'insegnante a prendersi la libertà di agire, così che in un sistema di vera autonomia e di parità scolastica chi ha la capacità di affrontare i problemi e di risolverli possa da una parte essere valorizzato, dall'altra contribuire al miglioramento della qualità dell'offerta scolastica.
È in questa direzione che risulta interessante l'osservazione del Ministero sul fatto che a riguardo del problema dei debiti scolastici si dovrà «procedere ad un'ampia riflessione sulle criticità emerse nel corrente anno e rilevate anche dal monitoraggio in atto» e che «le eventuali ipotesi emendative saranno poi oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali di categoria, le associazioni professionali, le associazioni dei genitori, le consulte e le associazioni degli studenti». Infatti non sarà il ministero a trovare il modo per affrontare efficacemente il problema, ma saranno i docenti nella loro libertà di iniziativa a trovare nuove forme di recupero che portino gli studenti ad imparare realmente ciò che è utile alla loro crescita umana e culturale. Allora spetterà al Ministero valorizzare i tentativi più efficaci!

(Gianni Mereghetti)



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