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FORMAZIONE/ I manager tornano sui banchi: si studia la Scienza dei servizi

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Lo sviluppo della comunicazione globale e delle tecnologie ha contribuito notevolmente a modificare la struttura dei comparti economici in molti paesi. Attualmente più del 50% della forza lavoro in Brasile, Russia, Giappone e Germania (percentuale che arriva al 75% negli Stati Uniti e nel Regno Unito) è impegnata nel settore dei servizi.
La crescita del segmento sta modificando i comportamenti e le strutture delle imprese e impatta, soprattutto nel mondo anglosassone, anche sul mondo universitario sia nella componente didattica formativa sia della ricerca. Se in passato la ricerca scientifica è stata supportata - ed ha sostenuto a
sua volta - il settore industriale, attualmente emerge la necessità di una ricerca industriale e accademica in grado di applicarsi con maggiore rigore scientifico ai servizi al fine, ad esempio, di individuare sistemi di ottimizzazione e incrementare la produttività e l'efficienza della domanda.
La “Scienza dei servizi” nasce dal tentativo di unire diverse discipline (informatica, ricerca operativa, statistica, ingegneria industriale, scienze manageriali, sociali, cognitive e legali) al fine di sviluppare le competenze richieste da un'economia basata sui servizi.
L'evoluzione da economia industriale a economia dei servizi infatti ha generato, inevitabilmente, un gap di conoscenze, per colmare il quale è richiesta la formazione di persone con competenze nuove capaci di condizionare il successo nell'erogazione di servizi.
 

Da pochi anni molte università, in particolare nord americane(da Harvard all’Università del Maryland ) hanno avviato interi corsi di studio in “Scienza dei servizi“ proprio per colmare questa lacuna. Essa rappresenta dunque un nuovo approccio allo studio dei servizi a partire da un approfondimento sinergico di diverse discipline, finalizzato a sviluppare e a migliorare la produttività e l'innovazione nell'ambito dei servizi.

Tra i primi in Europa, il centro di ricerca per i servizi di pubblica utilità (CRISP - www.crisp-org.it ) affronta attivamente l'argomento e rifocalizza la propria identità per raccogliere, elaborare e condividere teorie ed esperienze su questo tema più che mai attuale e importante.
Per il secondo anno consecutivo il CRISP partecipa all’istituzione del corso di perfezionamento in “Scienza dei Servizi e Governance Pubblica”, insieme alla Fondazione per la Sussidiarietà e l’I.Re.F. (Istituto Regionale lombardo di Formazione per l'amministrazione pubblica) ed attuato presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Un corso che – come dichiara il Prof. Mario Mezzanzanica, docente di Sistemi di elaborazione dell’informazione in Bicocca e direttore scientifico del CRISP – «È nato con l’obiettivo di riempire un vuoto: l’assenza di una disciplina scientifica dedicata a studiare approfonditamente il tema dei servizi con una focalizzazione particolare sul punto di vista del cliente. Progettazione, strumenti innovativi per la gestione, modelli organizzativi, valutazione e implicazioni legislative costituiscono i principali temi trattati nel percorso formativo. Il Corso si rivolge principalmente a dirigenti, quadri o funzionari delle amministrazioni ed enti pubblici, o di aziende private operanti nel settore dei pubblici servizi e pubbliche utilità. Esso è appositamente pensato per figure professionali avviate ed è caratterizzato da un metodo interattivo e partecipativo, e grazie alla formula weekend consente la massima fruibilità. Il corso ospiterà testimonianze,  presentazione di casi aziendali, favorirà la discussione dei partecipanti attraverso lavori a gruppi».

Il programma didattico e il bando, che illustra le modalità di iscrizione(che si chiuderanno il prossimo 24 settembre), sono scaricabili dal sito dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca (www.unimib.it) area "Corsi di perfezionamento e aggiornamento".

(Stefano Rizza)

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