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Scuola e impresa: insieme per il rilancio dell’istruzione tecnica

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Solo dalla collaborazione tra mondo dell’impresa, del lavoro e della scuola può partire un vero e proprio rilancio dell’Istruzione Tecnica.

È questa la chiave di lettura di tutta una serie di iniziative, Convegni, tavoli di lavoro, occasioni di confronto con le Istituzioni e le Scuole, promosse da Confindustria a livello nazionale e locale, e confluite in Veneto, già nel 2003, in una interessante operazione: la costituzione di un "Gruppo Scuola Regionale", a cui partecipano la Direzione Istruzione Regione Veneto, l’Ufficio Scolastico Regionale, Dirigenti Scolastici e Docenti di Istituti Tecnici e Professionali del Veneto e rappresentanti degli imprenditori del Veneto, consapevoli della necessità di investire nell’innovazione per anticipare e sfidare il futuro. 

 

L’obiettivo è quello di avviare una sperimentazione nel Veneto, concordata tra i soggetti interessati - Confindustria, Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Scuole - su tre ambiti di azione, contenuti, organizzazione, risorse umane, che potrà fornire al dibattito nazionale, oltre che alle politiche regionali, modelli praticabili e operativi per un rilancio effettivo e duraturo dell’Istruzione Tecnica e Professionale in Italia.

 

È un’esigenza che nasce dalla riflessione sui dati, certo non incoraggianti, di studi diffusi in più occasioni dai vertici di Confindustria Education, Gianfelice Rocca, Vicepresidente, e Claudio Gentili, direttore del nucleo Education.

Dalle analisi effettuate emerge chiaramente come il sistema scolastico italiano, attualmente, non sia in grado di rispondere alle esigenze delle imprese, che invece hanno raccolto la sfida del cambiamento, dimostrando notevoli capacità di adattamento ai processi di globalizzazione. La mancanza in Italia di profili tecnici – il deficit è di circa 130mila unità – indispensabili alle imprese per sostenere la competizione crescente con Paesi come Cina e India, che dispongono di un gran numero di tecnici intermedi e superiori, costituisce un motivo di debolezza e di svantaggio delle aziende italiane nella competitività internazionale.

Non vi è dubbio che questi risultati sono frutto di politiche scolastiche inadeguate, orientate ad un progressiva licealizzazione e generalizzazione dei percorsi che hanno portato ad un forte indebolimento dell’Istruzione tecnica, reso evidente dal calo delle iscrizioni di questi ultimi anni.

Le azioni condotte più di recente, tra cui la puntualizzazione di una più definita identità degli Istituti Tecnici, hanno prodotto una inversione di tendenza, interrompendo nel 2007 per la prima volta dopo quasi dieci anni, il trend negativo che ha caratterizzato le iscrizioni agli Istituti Tecnici.

Proprio l’Istruzione Tecnica, afferma Gianfelice Rocca, autorevole voce di Confindustria, fornisce la formazione culturale, tecnica e scientifica di base relativa alle aree tecnologiche fondamentali per l’innovazione industriale e per lo sviluppo economico del paese, in linea con i parametri europei. La riforma dell’Istruzione Tecnica e Professionale, attuata in termini di chiarezza e di valorizzazione delle specifiche vocazioni degli Istituti Tecnici e Professionali, costituisce quindi un passaggio indispensabile alla crescita del Paese.

 

Proseguendo dunque un percorso iniziato nel 2003 ed illustrato ampiamente nel Convegno Nazionale di Confindustria, svoltosi a Venezia il 21 aprile 2008 "Istituti tecnici: scuole dell’innovazione", il "Gruppo Scuola Regionale" che collabora con Confindustria Veneto, presieduto da Gian Luca Vigne, vicepresidente della Federazione e delegato alle politiche dell’orientamento scolastico e della scuola, ha avviato la fase di elaborazione congiunta, Scuola/Impresa, delle linee guida che con il contributo dei Dirigenti scolastici e dei docenti partecipanti ai lavori del Gruppo, con l’obiettivo di: consolidare il metodo di confronto fra Scuola, Regione e Confindustria; promuovere la definizione del modello di riferimento per la costituzione del Comitato Tecnico Scientifico, quale organismo consultivo del Dirigente Scolastico, con la partecipazione di rappresentanti del territorio (imprese e rappresentanze d’impresa ed Ente Locale), Università (dove possibile e utile), famiglie e docenti; realizzare percorsi di formazione e aggiornamento da offrire ai docenti, attraverso stages in impresa, laboratori e centri di ricerca, innovare la didattica attraverso l’ampliamento di almeno il 10% dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro e la sperimentazione dell’accorpamento di discipline in carico ad un docente sul modello delle "scienze integrate", incluse le nuove modalità di didattica laboratoriale; ricercare le risorse necessarie all’avvio di una "rete informativa dell’Istruzione Tecnica" per consentire e facilitare lo scambio progettuale e delle best practices tra Istituti.

 

Dal confronto costruttivo tra scuola e impresa e dall’alleanza strategica fra istruzione tecnica e professionale e sistema delle imprese industriali del Veneto derivano orientamenti condivisi e decisioni assunte che si tradurranno in azioni concordate. Nell’incontro del 17 settembre 2008 presso la sede di Confindustria Veneto, presieduto da Giampaolo Pedron, Vicedirettore generale di Confindustria Veneto, sono state tracciate linee di intervento e modalità operative attraverso la costituzione di gruppi di lavoro per definire percorso, modalità e finalità di attuazione del Comitato Tecnico Scientifico; per le innovazioni didattiche, "scienze integrate", centralità del laboratorio, alternanza scuola – lavoro; per fornire occasioni e percorsi di aggiornamento ai docenti in impresa.

 

La Regione partecipa attivamente a questa azione, fornendo le risorse necessarie, attraverso il bando (DGR n. 2021 del 22.07.08, scadenza il 27.09.08) denominato "Reti della Conoscenza" che come ha sottolineato il dott. Marco Caccin, direttore generale della Direzione Regionale Istruzione Veneto, deve essere interpretato in collegamento agli altri bandi del Programma Regionale di Sviluppo che nel Veneto.

Il nuovo programma regionale 2007 / 2013, riprende gli obiettivi generali del programma europeo di formazione permanente ( Long Life Learning Program ), e ne potenzia infatti gli aspetti che più favoriscono una visione strategica di integrazione fra scuola e impresa, e in particolar modo quelli finalizzati a coniugare, in modo più efficace, la specificità della realtà del Veneto al forte dinamismo del suo tessuto economico produttivo e formativo.

 

È questa la strada da percorrere e il Veneto si propone come laboratorio e modello per il Paese, sia per le caratteristiche della società e dell’economia locali, sia per la consapevolezza e la condivisione, nei soggetti istituzionali e sociali, del fatto che, solo un sistema formativo che valorizzi la componente scientifica, tecnica e tecnologica può assicurare un futuro di crescita economica, culturale e sociale.



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