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SCUOLA/ Valditara (PdL): ecco come “salvare” 20.000 insegnanti precari

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La mia proposta avrebbe un costo limitatissimo. Stando agli esperti che ho coinvolto risulta che per i primi diciotto mesi dalla sua attuazione lo Stato spenderebbe 4.700 euro per ogni posto che si viene a creare. Un costo complessivo di circa 90 milioni di euro. Nella previsione ottimistica si potrebbero liberare fino a 20.000 posti, ovviamente sono pronostici che si possono elaborare solo in maniera molto approssimativa.

 

In futuro potrebbe arrecare anche dei vantaggi per le casse dello Stato?

 

Se i nostri 20.000 docenti andassero in pensione con l’anticipo di due anni riceverebbero pochi euro di meno rispetto alla pensione regolare. Noi infatti riconosciamo loro l’accredito figurativo ma non è che si percepisca la stessa identica pensione a prescindere da due anni in più o in meno di lavoro.  Con questa minima differenza abbiamo però calcolato che alla fine del 2012 lo Stato ci guadagnerebbe, c’è infatti un ricavo netto per nulla disprezzabile. Per il momento comunque ci sarebbe un guadagno netto per il ministero della Pubblica Istruzione. La differenza infatti che intercorre fra lo stipendio di un docente neoassunto e uno a fine carriera è infatti di 800 euro circa.

 

Un guadagno non indifferente considerando le condizioni in cui versa il ministero

 

Infatti. Oggi come oggi il ministero della Pubblica Istruzione, se si desse il via a questa proposta, avrebbe liberate diverse importanti risorse. Questo è un meccanismo che in altri ambiti ha goduto di un’ottima popolarità. Voglio infatti ricordare che il ministro Brunetta ha compiuto un’operazione non molto diversa quando per quanto riguarda la pubblica amministrazione, e che contemplava tra l’altro, insegnanti e ricercatori. Ha pensato di calcolare nei quarant’anni di lavoro anche i quattro anni di riscatto trascorsi all’università. La differenza è che nel caso dell’operazione di Brunetta il pensionamento è obbligatorio, nella mia proposta invece è facoltativo.

 

C’è chi ha mostrato qualche perplessità nell’intenzione di mandare in pensione in blocco la vecchia guardia dei docenti. Alcuni hanno proposto un riutilizzo del loro patrimonio culturale e di competenze in mansioni di tutoraggio per i neodocenti. Che cosa ne pensa?

 

Sono belle parole, ma avrei qualcosa da obiettare. In primo luogo la scuola italiana dispone di un personale docente che è fra i più vecchi di tutti i paesi occidentali. Inoltre, per quanto riguarda la questione del tutoraggio, dal momento che non si parla di un licenziamento, di un pensionamento coatto, è ovvio che se un insegnante ha passione per la scuola e quindi la voglia di fare il tutor è liberissimo di farlo.

Noi in questo modo favoriamo l’ingresso di giovani che sono auspicabilmente selezionati in modo senz’altro più adeguato di un tempo, anche perché i precari insegnano comunque. In nessun caso vedo un peggioramento della qualità, semmai abbiamo la possibilità di aprire a nuove forme di reclutamento che dovrebbero finalmente portare una ventata di selezione meritocratica all’interno della scuola italiana.



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COMMENTI
21/10/2009 - Prepensionamenti (Patrizia Fiorini)

Ritengo che gli insegnanti anziani abbiano molto da dare ai giovani insegnanti che entrano e ai loro studenti. E' vero però che ci sono insegnanti profondamente logorati da questa professione che non ha eguale per bellezza e per impegno. Questa riforma permette di rimanere a chi lo desidera, ma dà anche la possibilità a molti insegnanti che sono stati bloccati a scuola(Innalzamento a 65 anno dell'età pensionabile)di poter scegliere di andare in pensione. Questa riforma riguarda nel 90% le donne. E qui vorrei fare alcune osservazioni: - Le persone coinvolte da questa proposta hanno un'età compresa dain 57 in su e sono state penalizzate dall'innalzamento a 65 anni. - Il 90% sono donne che hanno in genere genitori over 80 e nipoti, cioè hanno un ruolo che può essere rilevante nella famiglia e sostituire ciò che la società non riesce a fare (cura degli anziani, cura dei nipoti, spesso esclusi dai nidi) - Il carico di lavoro in classe è notevolmente aumentato (ci sono classi di 32 studenti) e la forza non è la stessa per tutti. - Ci sono insegnanti che mantengono figli che non reiscono ad entrare nel mondo della scuola come insegnanti.... - Si sta per riformare la scuola superiore: ha senso aggironare docenti che in breve lasceranno comunque? Patrizia Fiorini Reggio Emilia

 
18/10/2009 - "Bocciato emendamento Valditara"? (Michele Borrielli)

nella pagina web http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24187.html si legge "Bocciato emendamento Valditara per prepensionamento". E' vero? possiamo saperne di più? verrà ripresentato, con la integrazioni aggiuntive che considerino il fatto che attualmente i docenti vicini alla pensione cercano di rimanere in servizio il più possibile, per poter godere di uno stipendio molto maggiore della pensione e che c'è quindi da ritenere che saranno pochissimi a presentare domanda di prepensionamento, a meno che un congruo incentivo gli possa garantire non dico una contropartita, ma un minimo di convenienza economica?

 
14/10/2009 - ATTENZIONE AL MODO DI PROCEDERE! (Gianni MEREGHETTI)

Premetto che non ho problemi ad andare in pensione, sono infatti tra coloro che verranno "prepensionati" e non mi incatenerò per rimanere nella scuola, anche se penso di poter dare ancora qualcosina in campo educativo. Ma giusto così, nessuno è indispensabile! Faccio però presente che c'è un certo meccanicismo in questo modo di procedere, come se gli insegnanti fossero delle pedine, ognuna equivalente all'altra, per cui non farebbe problema sostituire un docente con un altro. Se questo fosse il modo di procedere, se qualcuno fosse convinto che la questione della scuola è un puro spostamento di pedine, se così si pensasse di risolvere in un colpo solo questione del precariato e assunzione dei giovani, beh! ci sarebbe di che preoccuparsi, perchè la scuola non è una catena di montaggio, bensì è un luogo educativo in cui il timbro personale non è un optional, ma un fattore decisivo.

 
14/10/2009 - Scuola tra "poliprofessionisti" e miseri precari (Elio Fragassi)

Nella scuola ci sono moltissimi docenti che fanno dell’insegnamento la seconda,forse la terza,professione:molti architetti,avvocati,ingegneri,commercialisti,sportivi,medici,ragionieri ecc.considerano l’insegnamento un riempitivo della professione dominante. Allora mi chiedo?: a)Quanto può interessare a tale professionista l’ora d’insegnamento se in quella ora ha mille altre cose da fare,da pensare o da risolvere?; b)Quale impegno può assumere,quel professionista,nei confronti della funzione docente se quella funzione è di intralcio al lavoro professionale? Dualmente: 1)Quelle ore di mancata attività didattica(in ogni modo retribuite)quanto peso hanno nella preparazione degli studenti?; 2)Quale rapporto educativo,didattico e formativo costruttivo si può instaurare tra questi insegnanti che stanno in classe (quando ci stanno) solo fisicamente mentre con la mente stanno altrove?; 3)Quale esempio positivo possono essere se è vero che si educa,anzitutto,con il comportamento? Poichè professionista è colui “che viene retribuito per le proprie prestazioni e non si dedica ad altra attività”,invece di tagli e pensionamenti sarebbe il caso di pensare a come rimuovere i poliprofessionisti e valorizzare la professionalità docente escludendo la possibilità della doppia professione a chi è,e si dichiara professionista in altri campi. Così facendo si libereranno cattedre da assegnare ai “professionisti precari” della didattica con un sicuro miglioramento nella preparazione degli studenti.

 
14/10/2009 - scivolo senza incentivo=pochi prepensionati? (Michele Borrielli)

l'idea è ottima, e mi auguro che, oltre a tutte le forze politiche, anche tutti gli altri sindacati, insieme alla GILDA, che ha già fatto un comunicato in merito, la appoggino. C'è però da dire a chiare lettere che attualmente i docenti vicini alla pensione cercano di rimanere in servizio il più possibile, per poter godere di uno stipendio molto maggiore della pensione. Ritengo quindi che saranno pochissimi a presentare domanda di prepensionamento, a meno che un congruo incentivo gli possa garantire non dico una contropartita, ma un minimo di convenienza economica...

 
14/10/2009 - Una proposta sensata e unificante (Salvatore Ragonesi)

La proposta del senatore Giuseppe Valditara mi sembra molto sensata e abbastanza condivisibile.Finalmente un uomo politico riesce a ragionare in termini concreti, coerenti e costruttivi nell'interesse sia dei precari storici che della scuola pubblica.Si tratta di sistemare immediatamente i primi già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e di permettere alla scuola pubblica un nuovo inizio con forme di reclutamento che portino velocemente,e senza troppi giri di valzer, energie giovanili e nuovi e freschi entusiasmi culturali e didattici.Non sarà necessario inventare originali criteri di reclutamento:basta tornare agli antichi e sani concorsi ordinari nazionali gestiti centralisticamente dal Ministero,affidati ad una commissione unica e sottoposti ad una valutazione uniforme.I giovani idonei e meglio classificati nel concorso(e solo quelli rigorosamente stabiliti)andranno a ricoprire subito le cattedre ed i posti disponibili e costituiranno la futura struttura portante della nuova scuola nazionale,dalle elementari alle superiori.In questi giorni di crisi scolastica si è compreso chiaramente che una è la scuola pubblica e unitaria dev'essere la procedura di reclutamento dei suoi docenti,da Trieste a Trapani.Non vi possono essere tante scuole indipendenti e sovrane se il personale docente e dirigente è comune e ugualmente assumibile in tutto il territorio nazionale.Questa è la lezione che viene dai fatti recenti.Tutto il resto è una stravolgente ed immensa mistificazione.

 
14/10/2009 - I costi dei servizi pubblici (PAOLA CORRADI)

Credo che sia giunto il tempo di valutare la possibilità di fare contribuire secondo un indice di reddito familiare (ad es. ISEE) la scuola (almeno quella media superiore) ai cittadini.

 
14/10/2009 - situazioni contingenti VS visione strategica (enrico maranzana)

"In nessun caso vedo un peggioramento della qualità, semmai abbiamo la possibilità di aprire a nuove forme di reclutamento che dovrebbero finalmente portare una ventata di selezione meritocratica all’interno della scuola italiana". E' vero: la qualità non può peggiorare, abbiamo toccato il fondo![CFR. matematicamente.it nella sezione didattica: Errori, elusioni, omissioni sono all'origine del disservizio]. Per quanto riguarda le nuove forme di reclutamenti è bene rilevare che non esiste sistema organizzato che assuma e aggiorni i propri dipendenti in assenza di un preciso mandato, della specificazione dei risultati da conseguire, del confronto obiettivi-risultati conseguiti. Le disposizioni sull'autonomia, che radicano nel TU del 94, si sostanziano nella "progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, istruzione e formazione mirati allo sviluppo della persona umana". E' sufficiente leggere il paragrafo valutazione dei Piani dell'Offerta Formativa predisposti dalle scuole per constatare come l'orientamento del servizio ignori il dettato della legge. Progettare, in situazioni complesse, significa convergenza coordinata verso traguardi comuni. Concludo focalizzando la rotta di collisione tra DDL Aprea con le disposizioni citate: il testo in discussione abroga tutti gli organi di governo per sostituirli con i dipartimenti disciplinari.