BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Valditara (PdL): ecco come “salvare” 20.000 insegnanti precari

Pubblicazione:

precaricartelliR375_13ott09.jpg

 

La ricetta del senatore Giuseppe Valditara per dare un altro “colpo” alla sistemazione dei precari ha un preciso ingrediente, il prepensionamento di circa 20.000 docenti. Questo sarebbe a tutt’oggi il numero dei potenziale professori che con l’abbuono di due anni di contributi figurativi potrebbe lasciare le aule anzitempo. Valditara ha presentato da pochi giorni il proprio emendamento alla finanziaria. Al sussidiario.net ha spiegato i vantaggi che potrebbe recare allo Stato e ai precari questa sua idea

 

Senatore Valditara, come nasce l’idea di questo emendamento?

 

L’idea nasce da un dato di fatto oggettivo, cioè l’esistenza di un consistente precariato che, al di là degli ottimi provvedimenti del governo votati quest’anno per fronteggiare una situazione contingente, ha diritto ad avere una prospettiva di stabilizzazione. Non è immaginabile che docenti iscritti alle graduatorie d’inserimento, per i quali ci fu l’impegno di Fioroni e per i quali c’è stato l’impegno della Gelmini ad essere assunti nell’arco di quattro o cinque anni, possano continuare a vivere da precari. Consideriamo anche che si tratta di madri e padri di famiglia o di persone che hanno comunque ampie necessità di organizzare la propria vita con certezza.

 

In questa prospettiva vede così urgente il prepensionamento dei docenti?

 

Noi adesso dobbiamo far partire la vera riforma della scuola, quella che era, voglio ricordare, già stata avviata dal ministro Moratti nel famoso articolo 5 della legge 53 e che consiste nella riorganizzazione del reclutamento. Le linee guida che stanno emergendo, le intenzioni che sono state portate avanti, sia nella proposta Aprea sia in quella del ministro Gelmini, sostanzialmente riprendono e sviluppano le direzioni a suo tempo intraprese dalla Moratti. Questa è la vera riforma. Però potremo realizzarla solo quando avremo fortemente ridimensionato il precariato attuale. Perché è evidente che se cambiamo i criteri di reclutamento dobbiamo d’altra parte creare spazi affinché l’arrivo di nuovi giovani docenti non confligga con l’esercito dei precari che stanno per essere stati assunti. Quindi dobbiamo cercare di risolvere il problema del precariato rapidamente non solo perché è una grande questione sociale che crea malumori, tensioni, disamore all’interno del mondo della scuola, ma anche perché è un problema di successo della nuova riforma della scuola.

 

Dal punto di vista economico che cosa richiederebbe una simile manovra?

 

CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA, CLICCA SUL NUMERO "2" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/10/2009 - Prepensionamenti (Patrizia Fiorini)

Ritengo che gli insegnanti anziani abbiano molto da dare ai giovani insegnanti che entrano e ai loro studenti. E' vero però che ci sono insegnanti profondamente logorati da questa professione che non ha eguale per bellezza e per impegno. Questa riforma permette di rimanere a chi lo desidera, ma dà anche la possibilità a molti insegnanti che sono stati bloccati a scuola(Innalzamento a 65 anno dell'età pensionabile)di poter scegliere di andare in pensione. Questa riforma riguarda nel 90% le donne. E qui vorrei fare alcune osservazioni: - Le persone coinvolte da questa proposta hanno un'età compresa dain 57 in su e sono state penalizzate dall'innalzamento a 65 anni. - Il 90% sono donne che hanno in genere genitori over 80 e nipoti, cioè hanno un ruolo che può essere rilevante nella famiglia e sostituire ciò che la società non riesce a fare (cura degli anziani, cura dei nipoti, spesso esclusi dai nidi) - Il carico di lavoro in classe è notevolmente aumentato (ci sono classi di 32 studenti) e la forza non è la stessa per tutti. - Ci sono insegnanti che mantengono figli che non reiscono ad entrare nel mondo della scuola come insegnanti.... - Si sta per riformare la scuola superiore: ha senso aggironare docenti che in breve lasceranno comunque? Patrizia Fiorini Reggio Emilia

 
18/10/2009 - "Bocciato emendamento Valditara"? (Michele Borrielli)

nella pagina web http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24187.html si legge "Bocciato emendamento Valditara per prepensionamento". E' vero? possiamo saperne di più? verrà ripresentato, con la integrazioni aggiuntive che considerino il fatto che attualmente i docenti vicini alla pensione cercano di rimanere in servizio il più possibile, per poter godere di uno stipendio molto maggiore della pensione e che c'è quindi da ritenere che saranno pochissimi a presentare domanda di prepensionamento, a meno che un congruo incentivo gli possa garantire non dico una contropartita, ma un minimo di convenienza economica?

 
14/10/2009 - ATTENZIONE AL MODO DI PROCEDERE! (Gianni MEREGHETTI)

Premetto che non ho problemi ad andare in pensione, sono infatti tra coloro che verranno "prepensionati" e non mi incatenerò per rimanere nella scuola, anche se penso di poter dare ancora qualcosina in campo educativo. Ma giusto così, nessuno è indispensabile! Faccio però presente che c'è un certo meccanicismo in questo modo di procedere, come se gli insegnanti fossero delle pedine, ognuna equivalente all'altra, per cui non farebbe problema sostituire un docente con un altro. Se questo fosse il modo di procedere, se qualcuno fosse convinto che la questione della scuola è un puro spostamento di pedine, se così si pensasse di risolvere in un colpo solo questione del precariato e assunzione dei giovani, beh! ci sarebbe di che preoccuparsi, perchè la scuola non è una catena di montaggio, bensì è un luogo educativo in cui il timbro personale non è un optional, ma un fattore decisivo.

 
14/10/2009 - Scuola tra "poliprofessionisti" e miseri precari (Elio Fragassi)

Nella scuola ci sono moltissimi docenti che fanno dell’insegnamento la seconda,forse la terza,professione:molti architetti,avvocati,ingegneri,commercialisti,sportivi,medici,ragionieri ecc.considerano l’insegnamento un riempitivo della professione dominante. Allora mi chiedo?: a)Quanto può interessare a tale professionista l’ora d’insegnamento se in quella ora ha mille altre cose da fare,da pensare o da risolvere?; b)Quale impegno può assumere,quel professionista,nei confronti della funzione docente se quella funzione è di intralcio al lavoro professionale? Dualmente: 1)Quelle ore di mancata attività didattica(in ogni modo retribuite)quanto peso hanno nella preparazione degli studenti?; 2)Quale rapporto educativo,didattico e formativo costruttivo si può instaurare tra questi insegnanti che stanno in classe (quando ci stanno) solo fisicamente mentre con la mente stanno altrove?; 3)Quale esempio positivo possono essere se è vero che si educa,anzitutto,con il comportamento? Poichè professionista è colui “che viene retribuito per le proprie prestazioni e non si dedica ad altra attività”,invece di tagli e pensionamenti sarebbe il caso di pensare a come rimuovere i poliprofessionisti e valorizzare la professionalità docente escludendo la possibilità della doppia professione a chi è,e si dichiara professionista in altri campi. Così facendo si libereranno cattedre da assegnare ai “professionisti precari” della didattica con un sicuro miglioramento nella preparazione degli studenti.

 
14/10/2009 - scivolo senza incentivo=pochi prepensionati? (Michele Borrielli)

l'idea è ottima, e mi auguro che, oltre a tutte le forze politiche, anche tutti gli altri sindacati, insieme alla GILDA, che ha già fatto un comunicato in merito, la appoggino. C'è però da dire a chiare lettere che attualmente i docenti vicini alla pensione cercano di rimanere in servizio il più possibile, per poter godere di uno stipendio molto maggiore della pensione. Ritengo quindi che saranno pochissimi a presentare domanda di prepensionamento, a meno che un congruo incentivo gli possa garantire non dico una contropartita, ma un minimo di convenienza economica...

 
14/10/2009 - Una proposta sensata e unificante (Salvatore Ragonesi)

La proposta del senatore Giuseppe Valditara mi sembra molto sensata e abbastanza condivisibile.Finalmente un uomo politico riesce a ragionare in termini concreti, coerenti e costruttivi nell'interesse sia dei precari storici che della scuola pubblica.Si tratta di sistemare immediatamente i primi già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e di permettere alla scuola pubblica un nuovo inizio con forme di reclutamento che portino velocemente,e senza troppi giri di valzer, energie giovanili e nuovi e freschi entusiasmi culturali e didattici.Non sarà necessario inventare originali criteri di reclutamento:basta tornare agli antichi e sani concorsi ordinari nazionali gestiti centralisticamente dal Ministero,affidati ad una commissione unica e sottoposti ad una valutazione uniforme.I giovani idonei e meglio classificati nel concorso(e solo quelli rigorosamente stabiliti)andranno a ricoprire subito le cattedre ed i posti disponibili e costituiranno la futura struttura portante della nuova scuola nazionale,dalle elementari alle superiori.In questi giorni di crisi scolastica si è compreso chiaramente che una è la scuola pubblica e unitaria dev'essere la procedura di reclutamento dei suoi docenti,da Trieste a Trapani.Non vi possono essere tante scuole indipendenti e sovrane se il personale docente e dirigente è comune e ugualmente assumibile in tutto il territorio nazionale.Questa è la lezione che viene dai fatti recenti.Tutto il resto è una stravolgente ed immensa mistificazione.

 
14/10/2009 - I costi dei servizi pubblici (PAOLA CORRADI)

Credo che sia giunto il tempo di valutare la possibilità di fare contribuire secondo un indice di reddito familiare (ad es. ISEE) la scuola (almeno quella media superiore) ai cittadini.

 
14/10/2009 - situazioni contingenti VS visione strategica (enrico maranzana)

"In nessun caso vedo un peggioramento della qualità, semmai abbiamo la possibilità di aprire a nuove forme di reclutamento che dovrebbero finalmente portare una ventata di selezione meritocratica all’interno della scuola italiana". E' vero: la qualità non può peggiorare, abbiamo toccato il fondo![CFR. matematicamente.it nella sezione didattica: Errori, elusioni, omissioni sono all'origine del disservizio]. Per quanto riguarda le nuove forme di reclutamenti è bene rilevare che non esiste sistema organizzato che assuma e aggiorni i propri dipendenti in assenza di un preciso mandato, della specificazione dei risultati da conseguire, del confronto obiettivi-risultati conseguiti. Le disposizioni sull'autonomia, che radicano nel TU del 94, si sostanziano nella "progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, istruzione e formazione mirati allo sviluppo della persona umana". E' sufficiente leggere il paragrafo valutazione dei Piani dell'Offerta Formativa predisposti dalle scuole per constatare come l'orientamento del servizio ignori il dettato della legge. Progettare, in situazioni complesse, significa convergenza coordinata verso traguardi comuni. Concludo focalizzando la rotta di collisione tra DDL Aprea con le disposizioni citate: il testo in discussione abroga tutti gli organi di governo per sostituirli con i dipartimenti disciplinari.