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SCUOLA/ Orientamento dei licei: la macchina scolastica è avviata, ma per andare dove?

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Serve quindi riprendere e ripartire dalle esperienze di innovazione dell’Istruzione Tecnica che alcune regioni hanno attivato con gruppi di scuole come anticipo della Riforma.

La costituzione in queste scuole del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) paritetico Scuola-Lavoro, con il compito di raccordare il momento didattico-educativo con il mondo del lavoro e delle professioni, e la strutturazione del Collegio Docenti in Dipartimenti, devono quindi diventare agenti di cambiamento, altrimenti rischiano di rimanere scatole vuote, forme senza sostanza, senza nessuna spinta propulsiva.

 

Serve a questo scopo una piena e reale attuazione dell’autonomia scolastica che consenta alle scuole di cogliere i bisogni che emergono nelle specifiche realtà locali e le opportunità formative che il territorio offre.

 

Occorre mettersi al lavoro per preparare percorsi di apprendimento che costruiscano competenze significative usando tutte le opportunità, comprese quelle fornite dalle nuove tecnologie, che possono fornire un buon supporto ai fini della personalizzazione dell’insegnamento.

E occorre anche seriamente pensare a un sistema di valutazione dei docenti che permetta di creare gradini retributivi non soltanto agganciati all’anzianità e differenziare pertanto stipendi e carriere.

Sei docenti su dieci (il 66% dei professori della scuola italiana), secondo la recende indagine nomisma sono favorevoli all'introduzione di una valutazione della carriera basata sul merito del singolo, ritenendo che la valorizzazione dell'apporto individuale sia uno degli elementi su cui rifondare la professione: dobbiamo ancora aspettare.



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COMMENTI
16/10/2009 - Ciò che veramente inceppa la macchina scolastica (Emanuele Bruschi)

Archiviare le proteste dei precari con la dicitura "vecchi problemi" o "problemi di sempre" significa sottovalutarne la portata. I tagli apportati quest'anno sono di entità straordinaria e non saranno solo i lavoratori a pagarne le conseguenze ma gli studenti che ad anno inoltrato subiranno, ad esempio, la sostituzione di molti docenti poichè i supplenti di oggi saranno sostituiti dai beneficiari del salvaprecari. E gli insegnanti di domani saranno stanchi e stressati, una volta di ruolo soltanto a cinquant'anni dopo un percorso irto di ostacoli. Che cosa potranno dare di buono? La stabilizzazione dei docenti significa rafforzare dei punti di riferimento educativo. Il governo non vuole neanche abilitare quindi formare il personale già in servizio (ergo a contatto con gli studenti). Lo vogliamo capire che è questo il nodo che inceppa l'avvio della macchina scolastica?

 
16/10/2009 - l'aula è l'ambito naturale d'osservazione (enrico maranzana)

Tante belle parole, tanti buoni propositi, tante esortazioni ... ma le cause della deriva della scuola non hanno alcuna visibilità. *** "Serve il coraggio di innovare" accompagnato dal possesso di una visione sistemica, dalla puntualizzazione dei traguardi e dal controllo del relativo grado di conseguimento, adempimenti previsti dalla legge a cui non è seguita alcuna applicazione. La mancata denuncia dei colpevoli delle elusioni è colpevole *** "Serve una piena e reale attuazione dell'autonomia scolastica" che, dice la legge, si realizza con la "progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, istruzione e formazione mirati allo sviluppo della persona umana", norma di cui non esiste traccia nei POF e nell'ordinaria prassi scolastica. *** "Serve ripartire dalle esperienze di innovazione dell’Istruzione Tecnica" ancora parole che non radicano nella realtà. Il profilo professionale dei vigenti programmi degli ITC definiscono, per elencazione, capacità e competenze. Nei POF delle scuole tali finalità non appaiono e il servizio rimane ancorato alla trasmissione di conoscenze [CFR. paragrafi "valutazione"]*** "Occorre mettersi al lavoro per preparare percorsi di apprendimento": esortazione che, ancora una volta, allontana la percezione delle cause delle disfunzioni. Il Consiglio di Istituto ha la responsabilità di deliberare "i criteri generali della programmazione educativa": perché non sono ricercati i motivi della mancata applicazione del dettato della legge?

 
16/10/2009 - tra urgenza e gravi superficialità nei regolamenti (Michele Borrielli)

Mi chiedo se l’urgenza delle scadenze possa distrarre gli “addetti ai lavori” dalla necessità e urgenza di non marginali e sostanziali modifiche, con NON correzione di gravi superficialità ed errori in essi presenti; esempi: contro le indicazioni OCSE, negli Istituti Tecnici e Professionali (triennio finale) si ha un forte taglio delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo (-20%), discipline impiantistiche chimiche affidate al laureato in scienze in alcuni indirizzi del tecnologico, con futuri periti con competenze molto minori di ora, e nei bienni iniziali, tagli delle ore di discipline scientifiche fino al 60%(solo 2 ore di chimica negli economici e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio); si vuole inoltre affidare l’insegnamento di discipline scientifiche a docenti diplomati, gli ITP.Nei Licei le cose peggiorano: le ore sono pochissime e la Chimica continuerà ad essere insegnata da laureati in Scienze e non in Chimica, e viene accorpata con le scienze nell'insegnamento-calderone "scienze naturali" [chimica+scienze naturali e biologiche]. Bisogna separare la chimica, da affidare al laureato in chimica della classe 33-A (oltre 20 esami chimici, il laureato in scienze in media 1-2) e le scienze ai laureati in scienze naturali o biologiche della 46-A,da ridenominare “scienze naturali e biologiche”: le scienze naturali vanno infatti studiate separatamente e dopo la chimica inorganica e le scienze biologiche dopo chimica organica