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SCUOLA/ Orientamento dei licei: la macchina scolastica è avviata, ma per andare dove?

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Tra attese di cambiamento, con una Riforma del sistema, che appare ancora lontana dal logico completamento, e il riprodursi di antichi problemi, la protesta dei precari in primo piano, è incominciato e sta avanzando a grandi passi il nuovo anno scolastico. La macchina scolastica si è avviata comunque, nonostante insegnanti mancanti, graduatorie da rifare e tagli ai fondi ordinari.

Ma per andare dove? Rimangono irrisolti i nodi che tengono la nostra scuola immobile, si bloccano i Regolamenti applicativi della Scuola Secondaria Superiore, le singole istituzioni scolastiche sono frenate nella reale attuazione dell’autonomia scolastica, anche per la difficoltà di gestione di rapporti tra programmazione statuale e competenze regionali.

“Niente di nuovo sotto il sole”, si potrebbe dire, quando invece il ritardo complessivo della scuola italiana è sotto gli occhi di tutti, già da tempo denunciato in diversi studi nazionali e internazionali, provocando effetti deleteri sulla crescita culturale, economica e sociale, come si legge anche nell’ultimo “Rapporto sulla scuola in Italia” della Fondazione Agnelli.

Cosa serve allora per riallineare la scuola italiana a livelli e valori più vicini all’Europa?

 

Serve innanzitutto il coraggio di innovare, occorre avere l’audacia di liberare e mettere in circolo tutte le energie positive, presenti nella scuola e nella società, per attuare quelle riforme strutturali di cui il nostro sistema educativo ha bisogno.

 

È necessario un progetto complessivo che abbia una “vision” sul lungo periodo e che tenga conto di tutti i fattori di cambiamento, da quelli culturali a quelli economici, passando attraverso il nuovo rapporto che si va delineando tra scuola e società della conoscenza.

 

Occorre definire in modo chiaro e senza ambiguità la “mission” degli Ordinamenti Scolastici, affinché studenti e famiglie che scelgono la scuola superiore siano ben orientati sul percorso da compiere e sulle aspettative per il dopo. Non è questo un discorso peregrino, l’esperienza di docente presso un Istituto tecnico, fornisce a chi scrive molti elementi per confermare le difficoltà di orientamento nella scelta, perché davvero delicato e complicato risulta sapersi districarsi tra Liceo Scientifico Tecnologico, Istituto Tecnico, Istituto Professionale. Le preferenze di molti, per vari motivi, in questi anni sono andate al Liceo Scientifico, mettendo in sofferenza l’Istruzione Tecnica, con il rischio che la nostra scuola non sia più in grado di rispondere alla domanda di tecnici competenti e preparati.

 

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COMMENTI
16/10/2009 - Ciò che veramente inceppa la macchina scolastica (Emanuele Bruschi)

Archiviare le proteste dei precari con la dicitura "vecchi problemi" o "problemi di sempre" significa sottovalutarne la portata. I tagli apportati quest'anno sono di entità straordinaria e non saranno solo i lavoratori a pagarne le conseguenze ma gli studenti che ad anno inoltrato subiranno, ad esempio, la sostituzione di molti docenti poichè i supplenti di oggi saranno sostituiti dai beneficiari del salvaprecari. E gli insegnanti di domani saranno stanchi e stressati, una volta di ruolo soltanto a cinquant'anni dopo un percorso irto di ostacoli. Che cosa potranno dare di buono? La stabilizzazione dei docenti significa rafforzare dei punti di riferimento educativo. Il governo non vuole neanche abilitare quindi formare il personale già in servizio (ergo a contatto con gli studenti). Lo vogliamo capire che è questo il nodo che inceppa l'avvio della macchina scolastica?

 
16/10/2009 - l'aula è l'ambito naturale d'osservazione (enrico maranzana)

Tante belle parole, tanti buoni propositi, tante esortazioni ... ma le cause della deriva della scuola non hanno alcuna visibilità. *** "Serve il coraggio di innovare" accompagnato dal possesso di una visione sistemica, dalla puntualizzazione dei traguardi e dal controllo del relativo grado di conseguimento, adempimenti previsti dalla legge a cui non è seguita alcuna applicazione. La mancata denuncia dei colpevoli delle elusioni è colpevole *** "Serve una piena e reale attuazione dell'autonomia scolastica" che, dice la legge, si realizza con la "progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, istruzione e formazione mirati allo sviluppo della persona umana", norma di cui non esiste traccia nei POF e nell'ordinaria prassi scolastica. *** "Serve ripartire dalle esperienze di innovazione dell’Istruzione Tecnica" ancora parole che non radicano nella realtà. Il profilo professionale dei vigenti programmi degli ITC definiscono, per elencazione, capacità e competenze. Nei POF delle scuole tali finalità non appaiono e il servizio rimane ancorato alla trasmissione di conoscenze [CFR. paragrafi "valutazione"]*** "Occorre mettersi al lavoro per preparare percorsi di apprendimento": esortazione che, ancora una volta, allontana la percezione delle cause delle disfunzioni. Il Consiglio di Istituto ha la responsabilità di deliberare "i criteri generali della programmazione educativa": perché non sono ricercati i motivi della mancata applicazione del dettato della legge?

 
16/10/2009 - tra urgenza e gravi superficialità nei regolamenti (Michele Borrielli)

Mi chiedo se l’urgenza delle scadenze possa distrarre gli “addetti ai lavori” dalla necessità e urgenza di non marginali e sostanziali modifiche, con NON correzione di gravi superficialità ed errori in essi presenti; esempi: contro le indicazioni OCSE, negli Istituti Tecnici e Professionali (triennio finale) si ha un forte taglio delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo (-20%), discipline impiantistiche chimiche affidate al laureato in scienze in alcuni indirizzi del tecnologico, con futuri periti con competenze molto minori di ora, e nei bienni iniziali, tagli delle ore di discipline scientifiche fino al 60%(solo 2 ore di chimica negli economici e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio); si vuole inoltre affidare l’insegnamento di discipline scientifiche a docenti diplomati, gli ITP.Nei Licei le cose peggiorano: le ore sono pochissime e la Chimica continuerà ad essere insegnata da laureati in Scienze e non in Chimica, e viene accorpata con le scienze nell'insegnamento-calderone "scienze naturali" [chimica+scienze naturali e biologiche]. Bisogna separare la chimica, da affidare al laureato in chimica della classe 33-A (oltre 20 esami chimici, il laureato in scienze in media 1-2) e le scienze ai laureati in scienze naturali o biologiche della 46-A,da ridenominare “scienze naturali e biologiche”: le scienze naturali vanno infatti studiate separatamente e dopo la chimica inorganica e le scienze biologiche dopo chimica organica