BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ASILI NIDO/ Il “piano Brunetta”: eccellente contro i fannulloni, un po’ meno per la famiglia

Pubblicazione:

asilonidoR375_01ott09.jpg

 

Prendersela con il ministro Brunetta, di questi tempi, è indubbiamente diventato un passatempo popolare. Che siano i provvedimenti anti-fannulloni del titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione o le sue battute in romanesco, che siano i suoi trascorsi da socialista non pentito o suoi strali contro la magistratura, tutto fa brodo pur di contestare la sua singolare figura. Eppure, incredibile a dirsi, sembra che di recente ne abbia fatta una buona: nessuno dei suoi detrattori accaniti o recenti ha infatti avuto da ridire all’annuncio dato dal Ministro su Sky Tg24, relativo all’imminente lancio di un massiccio piano di asili nido in tutte le pubbliche amministrazioni. In attesa dei dettagli, la ministra Carfagna ha subito manifestato il suo plauso: e le agenzie hanno rilanciato la notizia come se si trattasse della sospirata assegnazione di un ambito premio per le madri lavoratrici del settore pubblico. A quanto pare, persino un perseguitato come Brunetta, appena parla di nidi, diventa un santo: neppure la peggiore acrimonia partigiana riesce a scalfire la vulgata nazionale, che erige la delega della cura dei neonati a indispensabile e indiscutibile.

Il ministro ha presentato l’iniziativa in continuità con la sua posizione favorevole alla revisione del limite di età pensionabile per le donne: il maggior impegno delle donne sul fronte lavorativo e familiare andrebbe in sostanza compensato non con il pensionamento anticipato, ma con l’aumento dei servizi a loro disposizione – tra i quali, naturalmente, quelli di assistenza all’infanzia. Insomma, se lavoro e famiglia insieme sono troppo, la soluzione è fare a meno della seconda; basta affidarla allo Stato, il quale, oltre a tenere madri e padri nei suoi uffici, terrà i loro bimbi nei suoi nidi, e il circolo è chiuso. Dal punto di vista di Brunetta, che passerà alla storia almeno come l’acerrimo nemico dell’assenteismo statale, il ragionamento non fa una piega: se i neonati minacciano di mettere a rischio la presenza dei loro genitori sul posto di lavoro, basta portare sullo stesso posto anche loro – purché, naturalmente, rigorosamente separati dai genitori stessi, impegnati a rincorrere l’efficienza burocratica, e affidati ancora in fasce a estranei. Solerti, affettuosi, efficienti quanto si vuole: ma pur sempre estranei.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
06/10/2009 - risposte (Paola Liberace)

Ringrazio tutti per i commenti. A proposito dell'eliminazione del part-time dalla PA, credo si diriga esattamente nella direzione opposta a quella che sarebbe necessaria: quella della rigidità anziché della flessibilità. Per quel che concerne gli asili nido, non posso che essere d'accordo: il commento di Crema coincide con il mio pensiero, in particolare per quel che riguarda l'aspetto economico. Mi permetto a questo proposito di rimandare al mio libro "Contro gli asili nido", pubblicato di recente da rubbettino. Paola Liberace

 
04/10/2009 - Età media (Alberto M. Onori)

L'ineffabile Brunetta sappia che l'età media in certi settori del lavoro pubblico è oltre i 50 anni. Forse era meglio prevedere un servizio di sorveglianza anziani...

 
03/10/2009 - educazione spartana (Pala Ursula)

A Sparta i figli venivano, fin da piccoli, allontanati dai propri genitori. Con i Nidi, gli asili e le scuole a tempo pieno non siamo lontani da quel tipo di decadente organizzazione.

 
02/10/2009 - E il Ministro del Welfare dorme? (felice eugenio crema)

Una politica di sostegno alla maternità fondata sugli asili nido NON è una politica per la famiglia ma di sostegno alla produzione perchè presuppone la totale subordinazione delle scelte familiari alle esigenze del lavoro. Una effettiva politica di sostegno alla famiglia (o almeno alla genitorialità) dovrebbe permettere alla madre di decidere tra il lavoro e la cura dei figli, almeno nella prima infanzia: una scelta effettiva dal punto di vista del servizio tra il nido, altre forme di servizio più elastiche (tages mutter, ecc.), sostegno alla socializzazione della madre con bambini piccoli (parchì giochi ecc.) e, correlativamente, dal punto di vista del lavoro tra tempo pieno, part-time, congedo con un corrispettivo pari al costo del servizio che non si usa (a proposito, perchè il Ministro del Welfare non ha fatto proposte in questa direzione prendendo spunto dalla parificazione dell'età pensionabile tra uomini e donne?). Per rendere effettiva la possibilità di scelta le differenze opzioni devono tendere alla neutralità, almeno dal punto di vista economico. L'articolo di Vittadini pubblicato sul Sussidiario qualche giorno fa chiariva benissimo i termini della questione. Questo Governo appare, al momento, totalmente inadempiente su un punto del suo programma fortemente qualificante la campagna elettorale e che, tra l'altro, potrebbe per molti aspetti essere affrontato senza un aumento della spesa.

 
02/10/2009 - e il part-time? (annarosa rossetto)

Sono mamma di 5 figli, ho cominciato a 29 anni a lavorare con i contributi, dopo la terza figlia ho ottenuto lottando col coltello tra i denti un contratto part-time che mi ha permesso di gestire quasi bene la mia famiglia, non ho diritto agli assegni familiari perchè mio marito è un lavoratore autonomo, andrò in pensione al 65 anni anzichè 60 come tutte le donne-uomo che non hanno avuto notti insonni, corse al nido, all'asilo ecc. per far quadrare orari rigidissimi, che per stare a casa con i miei figli quando si ammalano, poichè dopo gli 8 anni non hanno più diritto a un genitore a fianco, devono prendersi giorni di ferie e ora, grazie a Brunetta, nella mia Asl si parla di riduzione PURE del Part-time! Ma questo non era il Governo che doveva fare tanto per la famiglia!!! Io non ho avuto lo stomaco di votarlo (l'avrei fatto se fosse stato candidato Formigoni)e ora sono ancora più convinta di aver avuto buon fiuto e di aver fatto bene....