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SCUOLA/ Maestro D’Orta: l’ora di religione islamica? Un modo sicuro per impedire l’integrazione

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Non solo, è anche una questione culturale. La storia italiana, la storia politica, morale, letteraria, artistica è una storia “cattolica”. Dalla Divina Commedia a Manzoni, alle Madonne di Raffaello, alle sculture di Michelangelo. Insegnare la religione cattolica come si deve significa insegnare la nostra cultura, questo può essere un bene in primo luogo per noi, ma anche per gli immigrati.

Qualcuno ha avanzato anche la proposta di insegnare la storia delle religioni, così per salvare capra e cavoli. Non solo questa materia non esiste, ma non esistono nemmeno degli insegnanti preparati, bisognerebbe istituire dei corsi di laurea adeguati, mi sembra davvero una proposta campata per aria.

 

Tornando all’ora di religione. Alcuni la vedono come un’ora bistrattata, non considerata e a volte lasciata in balia delle fantasie degli insegnanti di turno piuttosto che retta da un’unica guida. È davvero così oggi?

 

Ai miei tempi ho imparato la religione cattolica a scuola, oltre che in casa. Poi l’ho anche insegnata all’inizio della mia carriera. Adesso è effettivamente così, una materia bistrattata. Ma non è l’unica. Ci sono delle materie a scuola che non hanno peso. L’educazione artistica per esempio non è è adeguatamente considerata, così come l’educazione musicale e la religione. È un paradosso, se ci pensiamo, che l’Italia, paese cattolico, patria di musicisti e detentore del 60% del patrimonio mondiale, veda queste tre “cenerentole” dell’insegnamento nelle proprie scuole. Per questo noi italiani tendiamo ad amare sempre meno il nostro Paese. Per amare qualcosa bisogna conoscerla, se non la si consce è difficile amarla e stimarla. Se penso a Pompei non mi vengono in mente altri siti archeologici al mondo ugualmente preziosi e ugualmente bistrattati. Ora tedeschi e giapponesi vogliono comprare il sito perché spaventati dalla nostra incuria. Bel risultato.  

 

Potrebbe portare squilibrio all’interno del clima sociale di una classe l’innesto di un nuovo insegnamento religioso?

 

Non penso sia un problema legato esclusivamente all’ora di religione. La scuola di per sé già da parecchio tempo è diventata un sito di anarchia, dove tutti fanno quello che vogliono. C’è una confusione generale e l’istituzione scolastica non ha più da tempo una sua serietà di immagine. Questo è anche colpa della politica, infatti ad ogni nuovo governo il nuovo ministro dell’istruzione sconfessa puntualmente l’operato del precedente. Faccio solo un esempio: negli ultimi anni si è passati dai voti numerici ai giudizi psicologici, poi alle lettere, poi al cosiddetto portfolio (uno zibaldone in cui si mettevano un po’ di voti insieme ai giudizi), e adesso si è ritornati ai voti numerici. C’è da capire che il modello di equilibrio che la scuola offre agli alunni è piuttosto discutibile. E poi l’autonomia scolastica, per quel poco che c’è, è concepita solo come far fare ai direttori quello che passa loro per la testa in merito a questioni risibili. Mentre vengono a mancare decisioni davvero importanti. Quando insegnavo religione avevo un paio di alunni i cui genitori non volevano che seguissero le mie lezioni. Ma la scuola non aveva organizzato alcunché di alternativo per questi ragazzi. Perciò passavano un’ora a non fare praticamente nulla, a volte uscivano dalla scuola, facevano un giro e ritornavano per l’ora successiva.

 

Qual è il metodo migliore per l’integrazione degli alunni?

 

Due cose. In primo luogo affermare il principio per il quale quando si va in un paese straniero occorrerebbe un po’ “dimenticare” il paese dal quale si proviene. Gli stranieri dovrebbero adeguarsi agli usi e ai costumi che trovano. Ma la questione più importante è l’urgenza per noi stessi di ritrovare le nostre radici, perché senza queste ultime siamo in balia del primo arrivato, musulmano o altro che sia. Integrazione non significa certo sottomissione, ma se la nostra Costituzione prevede che l’omicidio vada punito con il carcere è necessario che il cittadino musulmano che predica la lapidazione delle adultere, o uccide la propria figlia perché innamorata di un cristiano, cambi in fretta le proprie usanze e si adegui alle nostre. Lo stesso vale per il principio educativo. Nostra preoccupazione è tornare ad educare insegnando in primo luogo quello che siamo, la nostra cultura. Questa, anche se all’apparenza può sembrare il contrario, è la via più giusta per l’integrazione.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
20/10/2009 - Tutto ciò mi ricorda l'Osteria Volante... (Andrea Zannoni)

Tutto ciò mi ricorda ciò che avviene nell'"Osteria Volante" di Chesterton. Il quale a mio avviso non fa una mirata critica all'Islam, ma verso quei Super-Uomini che ricercano nuovi falsi valori e nuovi falsi ideali per poter inseguire meglio le proprie ambizioni. Non è l'Islam ciò che fa paura, ma il fatto che molti usino una massima ed estrema difesa non convinta, per ammantarsi di una presunta modernità. E nella loro illusione credono di essere i nuovi uomini... Ma forse è anche un po' colpa di come è stata trattata l'ora di religione cattolica... distrutta enormemente nella gran parte delle scuole, nonostante la potenziale potenza educativa.

 
20/10/2009 - l'islam a scuola (cesare barbadoro)

Dimenticavo. E' forse previsto il libero insegnamento della religione cattolica in un Paese islamico?

 
20/10/2009 - islam nelle scuole (cesare barbadoro)

Per di ottenere facili consensi politici, a uomini come Urso, D'Alema e Fini, non ripugna banalizzare i valori della nostra civiltà pur di equipararla, nelle scuole, ad una indeterminata cultura islamica. Si tratta di una proposta nata dall'ignoranza totale di quella cultura perchè, se la conoscessero bene, si renderebbero corresponsabili della negazione dei valori della nostra Costituzione e degli universali principi umanitari cui la nostra civiltà occidentale ha, nel corso di duemila anni, sacrificato i suoi migliori uomini. Al fine di integrare intelligentemente in Europa, e nel nostro Paese, persone di culture diverse imporrei, oltre alla conoscenza della lingua, storia, cultura e religione, l'adeguamento civile a questi nostri valori. Questo, dovrebbero proporre!