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SCUOLA/ Perché l’ora di religione cattolica fa bene anche ai musulmani

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Da questo punto di vista sarebbe erroneo ritenere che l’offerta dell’ora di religione cattolica sia destinata solo ai cattolici praticanti: essa dovrebbe essere piuttosto un contributo per tutti, un invito ad approfondire l’origine di quella coscienza di sé e del mondo che - sia pure in forme diversissime e spesso travagliate - ha segnato la storia della nostra umanità. Sospendere o negare questo giudizio in nome di una formazione parallela dei ragazzi nello loro rispettive tradizioni non sembra affatto garantire la conquista di un dialogo effettivo e di una comprensione reciproca, piuttosto che una più acuita estraneità.

 

Ma è anche vero - e bisogna riconoscerlo con grande franchezza - che questa sedimentazione di valore che ci viene dalla nostra tradizione, vale a dire la possibilità concreta e condivisa di riconoscere che qualcuno o qualcosa “vale” davvero perché porta in sé un senso irriducibile, sembra assottigliarsi sempre di più, e l’orizzonte di riferimento rischia di diventare sempre più lontano, sbiadito e incerto.

 

Per questo motivo, a mio giudizio occorre sottolineare, accanto e attraverso il senso storico, anche un senso critico o razionale della questione: la convivenza e il dialogo fra tradizioni culturali e religiose diverse è una grande sfida, non solo perché coloro che vengono da altri Paesi si integrino nell’orizzonte condiviso dei nostri principi e valori, ma perché noi stessi non diamo per scontati questi principi e questi valori, o accettandoli per inerzia, senza coscienza, o negandoli per partito preso e per conformismo ideologico.

 

Non basta il ricordo o la celebrazione di una lunga tradizione, se essa non viene verificata nelle sue ragioni presenti, cioè nel suo essere o non essere capace di dare risposta soddisfacente - ossia razionale e verificabile - ai problemi delle persone e delle società contemporanee. Come la nostra stessa tradizione ci ha insegnato, anche oggi quello dell’“altro da noi” è principalmente un problema che mette in gioco la coscienza della nostra stessa identità.

 

Da questo confronto, certo, potrebbe emergere che questa identità è ormai dissolta, ma potrebbe anche aprirsi una nuova chance, come uno che ci chieda insistentemente chi siamo. Il punto è se sapremo o vorremo rispondere.



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COMMENTI
20/10/2009 - Bella domanda (Bruno D'Alba)

L'articolo si chiude con una bella domanda. Ad oggi sembrerebbe che le risposte fornite dalla politica e dall'opinione pubblica sono molto balbettanti e vanno dalla proposizione di introdurre l'insegnamento dell'Islam nelle scuole senza aver prima considerato gli aspetti "tecnici" di quanto proposto (il primo è quello di decidere "chi" può legittimamente impartire questo insegnamento e quale autorità certificherà mai gli insegnanti senza che altri possano denunciarli come impostori?) al diniego per ben motivati ed evidenti motivi di incompatibilità di quella religione con i principi supposti alla base delle nostre tradizioni e delle nostre radici. Ma poi, considerando l'origine del problema, siamo sicuri che si vuole cercare di integrare nella nostra società soggetti che vogliono essere integrati o piuttosto soggetti che vorrebbero creare le loro caste a casa nostra? Questa corsa alla società multirazziale deriva da una esigenza sentita e voluta o da un'imposizione? Non si tratta forse di una mal'accorta politica dello struzzo e nel non saper dire chiaramente a chi viene da noi che se è libero di venire da noi deve anche sapere che se non gli garba l'accoglienza e la convivenza sulla base delle nostre tradizioni (crocefissi, bandiere, tintinnar di campane) può anche tornarsene altrettanto liberamente lì da dove viene? Che il venerdì si lavora e la domenica è festivo e non intendiamo ne cambiare ne avere entrambe i giorni festivi come qualche anima bella potrebbe suggerire?

 
20/10/2009 - Un'ora di tempo vissuto. (claudia mazzola)

Ai bambini la religione cattolica non si insegna, la si fa vivere con avvenimenti lieti e gioiosi, con fatti d'amore. Vale anche per i piccoli musulmani con l'islam?