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UNIVERSITA'/ Via libera alla Riforma Gelmini: ecco i punti essenziali del disegno di legge

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Fusione tra università - Per «migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'attività didattica, di ricerca e gestionale» e per «ottimizzare l'utilizzazione delle strutture e delle risorse, inoltre, una o più università vicine possono fondersi o aggregarsi in strutture federative sulla base di un progetto comune». Il progetto dovrà essere approvato dal Ministero dell'Istruzione e da un'apposita Agenzia di valutazione. I ricercatori assumeranno il titolo di professori aggregati. Dopo quattro anni saranno sottoposti «a un giudizio di conferma da parte di una commissione nazionale composta, per ogni settore scientifico-disciplinare, da tre professori ordinari scelti dall'Anvur». Se il giudizio sarà positivo, il ricercatore sarà inserito nella lista dei ricercatori confermati. Se il giudizio sarà negativo, il ricercatore sarà sottoposto ad un nuovo giudizio di conferma dopo due anni. Se anche il secondo giudizio di conferma risulterà negativo, il ricercatore «cesserà di appartenere al ruolo».

Fine dei concorsi pilotati - E per il reclutamento dei docenti Gelmini dichiara guerra ai concorsi pilotati: «Verrà istituita l'abilitazione scientifica nazionale, distinta per le funzioni di professore ordinario e associato, per attestare il possesso della qualificazione scientifica adeguata ai rispettivi ruoli». L'abilitazione sarà data in base ai titoli posseduti ed alle pubblicazioni, «alla luce di parametri stabiliti per ogni ruolo e area da apposito decreto del ministero».
L'abilitazione non rappresenterà un accesso diretto ai ruoli o alla «progressione di carriera», ma permetterà ai professori di essere inseriti in una lista nazionale per 4 anni, prima di essere sottoposti ad una nuova verifica.
 

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