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UNIVERSITA'/ Via libera alla Riforma Gelmini: ecco i punti essenziali del disegno di legge

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Fondi ministeriali alle università più virtuose e fine dei finanziamenti a pioggia agli atenei, e per quelli che chiuderanno i bilanci in rosso si prospetta il blocco dei finanziamenti ma anche delle assunzioni di nuovi docenti e ricercatori. Rettori a termine e docenti che dovranno lavorare almeno 1500 ore l'anno, di cui 350 dedicate alla didattica e all'assistenza degli studenti per i docenti di ruolo e 250 nel caso di docenti a tempo definito. E poi «forme di verifica dell'attività didattica» e dell'«impegno per l'attività scientifica».
Sono solo alcune delle novità introdotte dal dl di Riforma dell'Università italiana, fortemente voluto dal ministro Mariastella Gelmini e che oggi ha avuto il via libera da parte del Consiglio dei ministri.

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Tre i parametri su cui si basa il grado di qualità delle università: l'offerta e i risultati dei processi formativi; la ricerca scientifica; le sedi didattiche. Il tutto nel segno della meritocrazia.
Arriva anche Codice etico per gli atenei (dovrà essere adottato entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge) «che individui, tra l'altro, in modo puntuale i casi di incompatibilità e di conflitto di interesse e predisponga opportune misure per evitarli». Si vuole in questo modo cercare di combattere «lobby e nepotismo» e dar la possibilità di poter svolgere una carriera universitaria in base al reale merito.

Valutazione degli atenei
- Per determinare la graduatoria delle università migliori il Miur ha già reso noti i parametri di riferimento: la qualità dell'offerta formativa e i risultati dei processi formativi; la qualità della ricerca scientifica; la qualità, l'efficacia e l'efficienza delle sedi didattiche.
Determinante sarà lo spessore scientifico delle pubblicazioni realizzate da docenti e ricercatori, oltre che il livello delle lezioni svolte in aula: i due terzi del fondo ordinario saranno assegnati, non a caso, in base alla qualità della ricerca e un terzo in base alla qualità della didattica. Per chi non si adeguerà, limitandosi a svolgere didattica ed esami, scatterà il dimezzamento dello scatto biennale di stipendio e l'impossibilità di accedere a livelli di docenza superiori.
Per docenti e ricercatori diventerà indispensabile realizzare pubblicazioni, sotto forma di libri, ma anche di articoli scientifici, il cui grado di qualità verrà comunque verificato ogni due anni da un'apposita Anagrafe nazionale (aggiornata con periodicità annuale da parte dello stesso Miur).
La produttività scientifica sarà determinante: «Coloro che nel precedente triennio non abbiano effettuato pubblicazioni scientifiche sono esclusi - si legge nel nuovo regolamento - dalla partecipazione alle commissioni di valutazione».

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